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  1. Cglorenzetti Rispondi
    Ottimo saggio che smonta una formula (quella della riduzione del numero dei parlamentari ) ripetuta acriticamente un po' da tutti e che, come accade in questi casi, sembra giusta solo perché appunto ripetuta come un mantra. Accanto ai diversi fattori analizzati per valutare la congruità della rappresentanza, nel caso del nostro Paese occorrerebbe porre il problema nella prospettiva della riforma del c. d. bicameralismo perfetto ( ma meglio dire " bicameralismo paritario" ) e non nella logica della riduzione della spesa. Per ottenere la quale, come giustamente osservato, basterebbe ridurre drasticamente le indennità, i rimborsi, i finanziamenti dei gruppi parlamentari e tutti gli ingiustificati privilegi di cui oggi godono i parlamentari.
  2. Euro Rispondi
    Certo che il paragone potrebbe essere anche esatto ma, forse, dovremo anche considerare tra i politici tutti i consiglieri comunali, provinciali, regionali, comunità montane, unione di comuni, circoscrizioni, quanti vivono di luce riflessa dei politici quali addetti alle varie segreterie, etc. A che numero arriviamo? Possiamo provare a fare un nuovo confronto con i costi negli altri paesi?
  3. Danilo Rispondi
    Io sare per l'applicazione dell'articolo 53 della costituzione. Così le entrate di tutti icittadini (politici e non politici) dovrebbero essere tassati con tasso progressivo in modo che ad un certo puntovenga a mancare il desiderio dell'accaparramento ( tanto più prendo tanto di più dò allo Stato).
  4. Valerio Rispondi
    Quanti dei parlamentari in Italia fanno solo i "parlamentari"? Mi spiego. Molti, mi sentirei tranquillo nel dire la maggioranza, continuano a esercitare il loro lavoro pur una volta eletti deputati. Avvocati, notai, consulenti. Per arrivare fino agli attori. Lei crede veramente che il numero dei parlamentari sia quello efficiente? Dimezziamoli e impediamo loro di avere un doppio incarico. L'auto selezione ci porterebbe ad avere parlamentari piu motivati. Non sarei sorpreso nell'osservare un aumento della produttività totale.
  5. Alfonso Rispondi
    Il costo delle persone “elette” e degli organismi elettivi : stato, regione, provincia, etc, non è solo quello degli stipendi e portaborse, ma soprattutto gli sprechi che ciascun “eletto” si inventa per essere eletto e per l’inefficienza indotta da un numero eccessivo di decisori e organi decisori. Pertanto riduzione degli stipendi ma soprattutto del numero degli parlamentari (-50% ?), consiglieri regionali 8-30% ?), abolizione regioni o provincie, accorpamento comuni, e così via. Ricordo che da quando fu fondata questa Repubblica si sono aggiunte UE, Regioni, comunità montane, autority varie (non elettive)
    • andy mc tredo Rispondi
      Pienamente d'accordo, aggiungerei le superconsulenze: delle due una: se sono necessarie endrebbero esodati i dipendenti delle amministrazioni, e viceversa.
  6. roberto Rispondi
    Abbiamo rappresentanti in comune, provincia, regione, parlamento col risulato che rappresentano solo sè stessi ( e i loro compari). Trovare così tante persone degne risulta oggettivamente un problema. Quindi dimezziamo ( o riduciamo pure a un quarto) i nostri rappresentanti, dimezziamogli gli stipendi e mettiamo un tetto severo alle loro spese.
  7. Francesco Maria Moriconi Rispondi
    si a riduzione parlamentari 15% - si a riduzione consiglieri regionali soprattutto casi eclatanti come sicilia - si a riduzione 50% stipendi parlamentari ma anche ai consiglieri delle regioni equiparate al senato della repubblica - si a drastica riduzione facilitazioni ai parlamentari e consiglieri regionali
  8. Filippo Didonna Rispondi
    [...] In Italia ci sono 650 deputati e 827 senatori (elezione a sistema "porcellum") su 60 870 745 abitanti. Ossia Stati Uniti: 587.188 persone rappresentate da ogni legislatore Germania: 118.339 persone rappresentate da ogni legislatore Spagna: 74.919 persone rappresentate da ogni legislatore Francia: 70.754 persone rappresentate da ogni legislatore Italia: 41.212 persone rappresentate da ogni legislatore Detto ciò, sembra che l'ultima cosa che manchi in assoluto in Italia sia la rappresentatività, mentre di sicuro sembra che manchi la capacità di prendere decisioni (per ovvi motivi) visto che il parlamento, ultimamente, non è stato capace di tirar fuori un progetto legge che fosse decente. Se veramente si vuole evitare di esasperare il popolo con l'indecisione del parlamento (senza portare il paese verso una nuova dittatura), una soluzione abbastanza piratesca ma improntata alla teoria dei giochi non collaborativi sarebbe, da parte del popolo, chiedere un dimezzamento del numero dei parlamentari mantenendo invariata la spesa per amministrazione pubblica (sostanzialmente promettergli il doppio dello stipendio se si "ammazzano" tra di loro) e magari terminare totalmente e senza ma il sistema del "porcellum" a favore di un maggioritario puro. Solo così si può sperare di instaurare concorrenza tra ogni persona che occupi uno scranno parlamentare ed evitare l'attuale sistema che rende conveniente per i legislatori solo fare "cartello".
    • Andy Mc TREDO Rispondi
      827 SENATORI ? Ma dove? ma quando mai?
  9. Filippo Didonna Rispondi
    Non sono d'accordo: le spese per la gestione dello stato sono una minima parte della spesa pubblica (anche se il guadagno della singola carica pubblica ha valore di esempio per il singolo cittadino). Inoltre il rapporto tra il numero totale di votanti ed il numero di eletti deve essere un equilibrio tra esigenza di rappresentatività ed esigenza di rapidità di decisione: - il caso limite di rappresentatività massima e decisionalità minima sarebbe la democrazia diretta - il caso limite di rappresentatività nulla e decicionalità massima è la dittatura Dato che per esperienza storica molti popoli in passato se esasperati dalla bassa decisionalità in tempi difficili hanno finito per scegliere volontariamente l'estremo opposto (la dittatura), sarebbe bene chiedersi se esistono vie intermedie più equilibrate. Gli Stati Uniti hanno 435 membri alla camera dei rappresentanti e 100 al senato (elezione a sistema maggioritario) su una popolazione di 314.145.538 abitanti. La Francia ha 577 deputati all'Assemblea Nazionale e 348 senatori (elezione a sistema maggioritario) su 65.447.374 abitanti. Il Bundestag tedesco è composto da 622 deputati + 69 delegati al consiglio federale, Bundesrat (elezione a sistema maggioritario) su 81.772.000 abitanti. In Spagna ci sono 350 membri al Congreso de los Diputados e 264 al Senato (elezione a sistema prevalentemente maggioritario) su 46.000.000 abitanti. In Italia ci sono 650 deputati e 827 senatori (elezione a sistema...
  10. laurA Rispondi
    @ augusto. e dove sta scritto che dobbiamo darglieli tutti quegli aiuti? bisogna ridurre e MOTIVARE caso per caso anche quelli e CHIEDERE GIUSTIFICATIVO. ridurre gli stipendi è solo l'inizio. anche i RIMBORSI ELETTORALI dovrebbero CONVERTITI in servizi di affissione, sale conferenze, uffici di servizio.....ripensamento delle risorse uname e immobiliari statali in esubero. facciamo lavorare la testa....
  11. AM Rispondi
    Concordo con l'autore sul fatto che per allinearci alla media europea dovremmo quasi dimezzare i compensi dei parlamentari. Non sono invece d'accordo sul numero, a mio parere eccessivo. E poi il Senato è un doppione della Camera.
  12. Pasquale Hamel Rispondi
    Con tutto il rispetto per Larcinese, rilevo un poco scientifico approccio al tema. Già il parlare di "stipendi" è fuorviante e denota una poco chiara idea di ciò che sia l'indennità parlamentare, la cui natura giuridica non é rapportabile alla remunerazione di personale dipendente. Inoltre la tesi esposta è evidentemente debole, il Larcinise sembra infatti sconoscere il lavoro parlamentare e il complesso dei costi che vi afferiscono
    • Gabriele Rispondi
      Veramenti pensi che sia una tesi debole quella che i nostri parlamentari siano pagati troppo in rapporto alle loro reali capacità e sopratutto in confronto alle remunerazioni di parlamentari di altri paesi? Ho trovato invece il testo solido nella sua argomentazione e interessante nel riguardo del rischio associato alla riduzione del numero piuttosto del costo. L'Italia vive già in una oligarchia dove a pochi è lasciato il privilegio di accedere alla politica, senza contare il fatto che chi siede oggi nel parlamento sta facendo di tutto per far diventare sempre più difficile accedervi ad estranei. Una riduzione del numero mettere il potere legislativo nelle mani di pochissimi che molto più facilmente difenderebbe i diritti di una specifica porzione della popolazione.
  13. Stefano Longano Rispondi
    Il confronto con il Regno Unito è fuorviante, in quanto include nel numero anche i Pari, ossia i componenti della Camera dei Lord. Per quanto parte del Parlamento Inglese hanno delle regole diverse riguardo le indennità. In pratica ne ricevono solo se e in quanto partecipano ai lavori. E per altro la nuova riforma li porterà probabilmente a 300 (ora sono circa 760, contro i 650 dei Comuni), riducendo di molto il conteggio totale. Inoltre ritengo sarebbe opportuna una valutazione del costo totale degli organi parlamentari. Credo che anche in questa misura risulteremmo estremamente costosi. Da noi non solo alti solo gli emolumenti parlamentari, ma anche i loro benefit, nonchè gli stipendi dei dipendenti. Per non parlare dei vitalizi.
  14. Vale Rispondi
    Non fatevi illudere da false promesse e proposte. Sono loro stessi parlamentari a decidere dei loro stipendi quindi non esiste al mondo (soprattutto in Italia) che qualcuno vada contro i propri interessi. Al massimo quei 5k sarà il minimo e il resto dello stipendio verrà chiamato in altro modo (vedi referendum per il divieto dei rimborsi ai partiti dove è bastato cambiare nome per andare contro al voto di tutti gli italiani.... ecc). Ogni giorno esce uno scandalo nuovo e nessuno di queste persone paga per questi (ne rimborsa per intero il maltolto.. condoni ecc la fanno come al solito da padrona) Ci vuole un qualcosa di radicale per eliminare il marcio che c'è in questo paese. Ottimo articolo comunque, grafici "significativi"
  15. elena scardino Rispondi
    Penso che sia difficile che i diretti interessati decidano grosse riduzioni dei propri stipendi, fino a quando le norme danno a loro soltanto il potere di scelta.
  16. Massimiliano Guttadauro Rispondi
    Grazie per l'analisi professor Larcinese. Come si confronta la sua analisi con quella fatta dalla Commissione Giovannini?
  17. Alberto Rispondi
    Discorso che può anche starci, ma perché mai nessuno si mette a fare queste analisi a riguardo di tutta la pletora di alti e medi funzionari e grand commis che si portano a casa cifre esorbitanti ed assolutamente ingiustificate? Perché poi non parlate mai delle enormi cifre che ci costa la presidenza della Repubblica?
  18. enzo Rispondi
    una cosa non esclude l'altra , non esiste un motivo contabile o matematico, le questioni sono due è possibile ridurre le remunerazioni? (più che lo stipendio il disastro viene da rimborsi e altre amenità), è possibile ridurre i parlamentari ?Per la paghetta penso siamo tutti d'accordo senza bisogno di dire i motivi che non sono esclusivamente economici.Per quanto riguarda il numero , invece della riduzione degli onorevoli si potrebbe avere l'abolizione del senato , un vero e proprio doppione, cosa che comporterebbe , oltre che un abbattimento dei costi derivanti dall'intera struttura, un notevole snellimento e una velocizzazione della funzione parlamentare. un'altra osservazione, il numero dei parlamentari non costituisce un costo dato esclusivamente dal prodotto paghetta x n° rappresentanti, ma da tutta una serie di meccanismi di spesa legale e no atta a garantire al caro eletto la riconoscenza di gruppi di potere divoratori della spesa pubblica
  19. Margherita Grigolato Rispondi
    Concordo con lo studio che è in linea con una proposta presentata a Bersani, da un gruppo di iscritti al Pd, e confermata da tempo da Civati, su una riparametrazione dello stipendio a 5.000 euro, e finchè non sarà modificata la norma di legge, l'esubero sarà versato in un fondi destinato alla disabilità, alla scuola. ecc.
  20. laurA Rispondi
    @ augusto. ma dove sta scritto che dobbiamo paragli ancora tante spese? dovremo anzi cominciare a pagare piè di lista ogni cosa e a rimborso, non anticipato. basta non pagargli più del dovuto e tutto va a posto. Giancarlo Pagliarini scrive a loro da anni e nessuno lo ascolta. e guadagneranno come tutti i colleghi europei, finalmente!
  21. Guido Rispondi
    Direi che il dimezzamento della retribuzione e la riduzione del numero a 650 ci stanno benissimo, aggiungerei anche l'incompatibilità con altri incarichi istituzionali o libero-professionali e l'agganciamento della retribuzione alla presenza in aula e, perchè no, alla produttività. Non parliamo poi dei criteri di selezione pre-elettorale o di una Camera delle Regioni perchè già saremmo nella fantascienza.
  22. patrizio Rispondi
    Meno parlamentari vuol dire anche meno democrazia, ove fossero scelti dai cittadini. Vanno ridotti i costi e va stabilita la incompatibilità tra il ruolo di parlamentare e tutto il resto. Poi obbligo di dimissioni per chi cambia idea; si può cambiare idea ma lasci la carica.
  23. PIETRO Rispondi
    L'unico partito che parla di dimezzamento dei parlamentari e di riduzione degli stipendi è il PD. L'On. Bersani ha dichiarato che oltre al dimezzamento ci sarà una legge dove lo stipendio dei parlamentari verrà ecquiparato allo stipendio di un sindaco di capoluogo di provincia (pari a euro 4.000 circa mensili). L'importo sarebbe decisamente al di sotto della media europea. E' previsto dal programma. Pietro
  24. Marino Rispondi
    Il numero dei parlamentari non può essere più basso di un certo numero. Ci sono 14 commissioni permanenti, per cui calcolando un numero ragionevole di partiti (in tutta Europa si va da tre a cinque) e calcolando che il partito di maggioranza deve avere una maggioranza nelle commissioni (non puoi fare una commissione dove, per dire, tre partiti hanno un seggio ciascuno. Il partito di maggioranza sarebbe sempre...in minoranza), si va tra i 350 e i 390 deputati. Diciamo che un numero ragionevole è intorno a 450-500. Però, il numero di parlamentari è fissato in Costituzione, per cui è difficile modificarlo. Meglio ridurre le indennità e le spese di funzionamento. Senza contare che ci sono anche gli stipendi abnormi degli alti gradi della PA, di cui si parla poco
  25. Federico (estero) Rispondi
    Beh, considerando che hanno dovuto istituire una commissione parlamentare per accertare un dato noto a tutti - meno che a loro - e pervenire ad un nulla di fatto....Si tratta di una situazione surreale, alla Bulgakov, per intenderci, con un parlamentare italiota - deformazione voluta- che percepisce 50 mila euro in più di un Abgeordneter tedesco ,e il sito del parlamento italiano che come un mantra indica solo qual è lo "stipendio" base. Risibile. E scandaloso. nel vano tentativo di fare passare gli italioti per ancora più fessi di quanto già non siano nel votare sempre, costantemente, irrimediabilmente, gli stessi. e che curricula! Italia...mi trovo all'estero...googlo al volo cfr. es http://www.uniteis.com/pagine_ita/archivio_notizie/110326_stipendio-parlamentari.htm ita stipendi ufficiali 15.707 senza contributo pensionistico 14.700 Austria 8.655/7.664; Irlanda 8.349/7.848; Olanda 7.896/ 7.896; Germania 7.668/7.668 Danimarca 7.263/7.263 Norvegia 7.201/ 7.057 Francia 7.065/ 5.893 Gran Bretagna 6.629/ 6.098 Belgio 6.496 /6.496 Lussemburgo 6.124/5.879. da Italiano, erroneamente, ero convinto che il caffè fosse la bevanda nazionale. .
  26. Augusto Preta Rispondi
    Concordo con il precedente commento. Meno parlamentari, meno costi indotti (sovvenzioni ai giornali, finanziamento pubblico a partiti inesistenti, portaborse, fondazioni e altre amenità del genere). Ciò detto l'analisi è seria e corroborata dalle evidenze, complimenti.
  27. laurA Rispondi
    grazie infinite.....sono mesi che lo sostengo, ma la mia platea è limitata e soprattutto spesso distratta: dobbiamo ridurre i costi, niente altro. Diminuendo i parlamentari gli facciamo un favore: stessi soldi e meno teste contro cui combattere per fare approvare le schifezze di leggi che scrivono. idem per la centrale unificata di acquisti per la SANITA' : calmierare i prezzi è lo scopo: se accentriamo gli appalti ad un solo decisore gli mettiamo in mano il potere di definirli e non esisterà concorrenza e quindi controllo vedo del prezzo minimo di mercato! grazie
  28. Luigi Calabrone Rispondi
    Il meglio è nemico del bene. Quindi, se anche la soluzione di ridurre le spese per parlamentare - la prima spesa è il compenso degli stessi - è la migliore, la riduzione del numero è definitiva e sicura, la riduzione dei compensi è incerta. Comunque, il grafico più impressionante dell'articolo è quello dove risulta il rapporto tra retribuzione (non "salario" - traduzione, errata e letterale di "salary") dei parlamentari e PIL pro capite. Da questo grafico risulta il marcio del paese - in Europa, il paese con i "salari" - le retribuzioni degli operai - più bassi. Il fatto che la politica sia divenuto il "mestiere" più remunerativo del paese ha attratto in parlamento la peggior fauna umana - come è sempre avvenuto per le bische, eccetera. Ma vedo una scarsa possibilità che i parlamentari si riducano le retribuzioni, che, tra l'altro, da decenni sono state legate a quelle dei magistrati; è stato creato un nodo diabolico che non ha molte possibilità di essere tagliato. Chi impugnerà la spada? Non vedo in giro un Alessandro.