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  1. Henri Schmit Rispondi
    Un’idea semiseria: una mossa astuta potrebbe essere la candidatura di Toninelli a commissario italiano. Lui potrebbe allargare la propria cultura e sarebbe lautamente remunerato. Non rifiuterebbe perché l’alternativa per lui è il vuoto totale dopo il secondo mandato che potrebbe finire prima del previsto. Il governo potrebbe nominare chiunque al suo posto perché fare peggio è impossibile. La mossa potrebbe salvare la coalizione e far pure bene al M5S. Unico punto di debolezza: il candidato non potrebbe rivendicare il dicastero della concorrenza, e nemmeno tanti altri strategici. Ma questo rischio vale anche per tanti altri candidati, quindi ... Lo stipendio aiuterà a plasmare le idee.
    • Federico Leva Rispondi
      Alternativamente, almeno su queste pagine potremmo evitare di considerare Bruxelles come il cimitero degli elefanti. Si faccia una scelta sulla base di ciò che si ritiene meglio per l'UE: si candida un ministro dei trasporti se si pensa che abbia fatto un buon lavoro e possa ambire a fare il commissario ai trasporti, visto che Violeta Bulc non è stata riconfermata dalla Slovenia.
      • Henri Schmit Rispondi
        Idea semiseria = ironia (treccani). Tutta l’Europa scuole la testa davanti allo spettacolo tragicomico italiano. La mia ipotesi provocatoria vale per due terzi del parlamento italiano. Vedremo se il candidato sarà elefante, coniglio o scimpanzé. Ho poche speranze. 30 sarebbe una soluzione seria che gli altri potrebbero rispettare. Ma il duce lo permetterà?
  2. Lorenzo Rispondi
    Politica interna. Se ben devo intendere il 35% degli elettori italiani sono stati buggerati. Era stato promesso loro un cambio di passo in Europa, un accordo con gli altri partiti sovranisti europei e invece sono stati traditi proprio da questi ultimi. Nessuna carica importante e addirittura una (meno prestigiosa) carica andata a Sassoli (PD). Complimenti alla Lega.
  3. Maurizio Maresca Rispondi
    Credo che la nuova Commissione porterà avanti i temi già delineati nelle proposte francesi e ripresi dalla presidente. Quindi - una politica industriale fortemente accentrata anche forzando le norme in materia di concorrenza ( concentrazioni e aiuti) per creare campioni europei e controllare gli investimenti stranieri rispetto all’”interesse europeo”. La logica e quella secondo la l’Europa e un soggetto rilevante nella contesa globale e le decisioni sono prese al centro. Promuovere il multilateralismo nel commercio internazionale con molta attenzione sulla base della tradizione di Francia e Germania per la difesa di standard europei. Promuovere la tutela dell’ambiente e la mobilità in Europa anche modificando il regolamento 1315 ( comunque modal shifting e Intermodalita). Rafforzare la rule of law ed il rispetto dei diritti fondamentali. La sensazione è che, come previsto negli accordi di Aachen, si profili una Europa con diversi livelli di integrazione. Cosi che gli Stati che non accettassero la condivisione delle competenze e della sovranità in materia di politics industriale resterebbero non vincolati.
    • Henri Schmit Rispondi
      Condivido queste previsioni. Faccio solo notare che il modello europeo della Francia è da sempre più favorevole agli interessi e ai problemi specifici dell’Italia che non quello dei (popolari e liberali) tedeschi. Non solo l’ultimo governo italiano agisce come se non fosse così. E con il tempo la divergenza fra Italia e Francia può solo aumentare. Per quanto riguarda l’UE a più velocità (un’idea coraggiosa che risale ai tempi di Giscard d’Estaing) faccio notare che nei fatti le velocità differenziate esistono già fra i paesi che da oltre 20 anni fanno riforme strutturali e convergenti per la competitività e la produttività e coloro che non sono in grado di fare altrettanto. Prima o poi si trasformeranno in differenze normative. Il paese di gran lunga più divergente è l’Italia. Non c’è solo il problema delle politiche attuate ma anche una questione di discorso pubblico discordante che non è monopolio dei politici ma a cui partecipano i giornalisti, gli esperti e gli accademici. Vedo delle colpe molto ampie. Il governo populista incapace e truffaldino ora è un alibi perfetto per tanti di lavarsi le mani.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Non insisterei sugli Spitzenkandidaten, una figura demagogica, populista, partitocratico e ingannevole: non spetta agli elettori scegliere assieme agli eurodeputati il presidente della Commissione; sceglie il Consiglio, il PE approva a maggioranza semplice e può votare la sfiducia a maggioranza dei due terzi. In Italia l’inganno è stato creato da Berlusconi, prima nel discorso pubblico poi nella legge elettorale; ormai sembra un “must” benché sia incohérente e ingannevole. Nemmeno in UK sono gli elettori a scegliere il PM, lo fa il parlamento, non il partito come in questa fase precisa può sembrare. L’illusione o l’inganno è più grave in UE, perché il PE non è titolare del potere legislativo. Un errore simile può essere commesso per quanto riguarda il ruolo della presidente della Commissione: non spetta a lei definire l’indirizzo delle politiche europee, bensì al Consiglio europeo.