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  1. Henri Schmit Rispondi
    Non mi dispiace la nomina delle 2 donne ai 2 posti apicali, ma non esagererei l’entusiasmo né in termini di lotta alle discriminazioni né in termini di politica ecofin e riforma UE. Secondo il direttore del l'institut Jacques Delors (Enrico Letta presidente) Sébastien Maillard si tratta di 2 “seconds couteaux“, seconde scelte per rimanere gentili. U. von der Leyen deve ancora mostrare di avere la “carrure”, la stoffa di un Barnier. Una volta trattata come probabile successore di Merkel la sua immagine è stata compromessa da accuse di plagiato della tesi di medicina (confermate ma giudicate superficiali) e da contrasti con il vertice dell’esercito, forse a onore della ministra. Quello che conta è che è francofona e francofila, che sta sostenendo (prima di un esercito europeo) l’intervento tedesco a fianco dei Francesi in Africa. Il neo di Chr. Lagarde è di essere un avvocato (d’affari ma senza formazione nelle teorie di politica economica), un handicap per prendere decisioni come quella del “whatever it takes”, ma sempre meglio di qualcuno che per ragioni ideologiche o di teoria economica di rifiuterebbe di prendere misure drastiche poco convenzionali. Ma sono entrambe pragmatiche, ma probabilmente tendente verso un maggior rigore. Il governo italiano ha votato contro il laburista olandese Timmermans, uomo bonario italofono e italofilo, sicuramente più permissivo in termini di flessibilità. Il tandem rosa riflette il pieno successo dell’indirizzo francese (meno male).
    • Henri Schmit Rispondi
      Due complementi al profilo UVDL, una conservatrice che fa pensare a Weiszaecker, colui che ha promosso Berlino capitale; è molto attenta alla posizione della Germania e dell’UE nei confronti della Russia; cinque anni fa (sotto le precedenti elezioni al PE) non ha voluto inviare armamenti all’Ucraina, per non provocare Putin, perché dopodomani si dovrà trovare un’intesa e normalizzare i rapporti commerciali con quella parte dell’Europa. A Trump che chiedeva più impegno e spesa militari ha risposto “ha ragione”. La sua scelta a P/Commissione indica (a chi non l’avesse capito) che la Francia è allineata su queste posizioni: difesa europea, sicurezza e sviluppo in Africa, ripristino di rapporti più normali con la Russia. Altro che le chiacchere filo-russe dei politici alla Salvini e quelle anti-francesi dei giornalisti esperti (A. Negri incluso) in Italia! Secondo: come ministro degli affari sociali e della famiglia UVDL ha rinforzato notevolmente le garanzie a favore della maternità (congedo pagato, aiuti, asili, etc) portandole a un livello scandinavo; i dati demografici mostrano i primi effetti (prof. Masi, sociologo onnipresente) di una politica pensata per forza sul lungo tempo, sul quarto di secolo. Questa politica non degrada le donne (ad incubatrici come qualcuno ha insinuato), ma le libera. UVDL ha difeso risolutamente la parità fra famiglie tradizionali e coppie omosessuali nel ruolo di tutori degli interessi dei loro figli, siano essi naturali o adottati, poco importa.
    • Francesco Rispondi
      Condivido in tutto e per tutto l'analisi dello Schmit. In Romagna diciamo "piutòst che gnit, l'è mei piutòst", ma di questo si tratta appunto; non credo che gli interessi dell'Italia (anche di quella non salviniana), a partire da una minore rigidità, siano tutelati meglio da questo duo che da Timmermans
  2. Savino Rispondi
    Il machismo rude di Salvini non trova cittadinanza in Europa e nel dibattito internazionale. Salvini ed i suoi seguaci si stanno dimostrando, anche su questi argomenti, fuori tema, isolati e intrisi di nostalgia retrò e così hanno reso l'Italia agli occhi del mondo.