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  1. Paolino Rispondi
    !) Il "mestiere" di specialista s'impara lavorando sotto controllo, prendendosi responsabilità progressive( quindi remunerati per il lavoro )con il fiato del collega "vecchio" sul collo, che è dirigente e quindi dotato di autorità ma anche corresponsabile con lo specializzando. 2) il numero di posti in specializzazione va dosato sulle necessità dell'utenza ( ad es. saranno necessari molti più geriatri nel prossimo futuro ),Quindi lo specializzando dovrebbe studiare ( lezioni, esami, tesine ecc,), in università ma formarsi in ospedale: pagato dall'ospedale
  2. and Rispondi
    vi propongo un sogno: se oggi tutti gli studenti che accedono all'università si iscrivessero a medicina, nel 2050 no ci sarebbero abbastanza medici per curare tutta la popolazione mondiale..... ps non é un sogno sono proiezioni molto attendibili un pò come quelle che l'inps é tecnicamente fallito
  3. Arduino Coltai Rispondi
    Articolo lucido e conseguente. Non ha senso eliminare il numero chiuso che garantisce comunque in media un'alta qualità dei giovani che accedono a medicina. E' necessario rivedere il meccanismo di accesso alle scuole di specializzazione evitando lo spreco di borse già stanziate. E' comunque davvero incredibile che nel 2019, con gli strumenti informatici e tecnologici che ci sono la politica non riesca a gestire una programmazione sensata circa il numero di professionisti che serviranno nel paese in un prossimo futuro, così da poter evitare per tempo e correggere i problemi di carenza (o di sovrannumero per altre professioni).
    • Amegighi Rispondi
      Assolutamente daccordo con la seconda parte del suo commento. Non siamo di fronte a situazioni sconosciute o improvvise, ma ad una condizione che era ampiamente prevedibile da anni e quindi facilmente aggiustabile. Un esempio in più (se ve n'era bisogno) della totale inadeguatezza dei nostri amministratori politici di vedere al di là di un range temporale breve e di progettare a medio-lungo termine. Riguardo alle Scuole di Specializzazione, vorrei però sottolineare due aspetti che forse sono sfuggiti all'Autore dell'articolo (oltre a sentire l'Anaao, giustamente, occorrerebbe anche valutare la normativa vigente in Italia e soprattutto UE). 1. Le specialità durano 4 o 5 anni (non 3 o 5 anni) e sono equiparate a livello europeo 2. Come conseguenza dell'equiparazione europea, i medici generali e specialisti possono esercitare in UE, ma ovviamente le regole della loro preparazione devono essere simili Ne deriva l'obbligo di frequenza nel Corso di Medicina e la Borsa Ministeriale nella Specialità, che avrebbe dovuto essere un qualcosa di simile alla borsa di dottorato. A tale riguardo nei primi anni della nuova normativa "europea" delle scuole di specialità le borse non furono erogate e vi furono proteste e ricorsi degli specializzandi. La normativa europea prevede borsa (di studio) e, soprattutto, tutoraggio (in poche parole, non tocchi il paziente senza uno specialista dietro di te). Qui invece la borsa paga sostanzialmente un servizio erogato.
    • Michele Rispondi
      Tutto chiaro, in sintesi i medici "generici" sono troppi, gli specialisti pochi. Motivo: poche borse per gli specializzandi. Alcuni dicono: aumentiamo il numero di borse... in effetti è corretto. Butto li un altra idea: perchè non aboliamo le borse e diamo accesso libero agli specializzandi (magari con un filtro sul curriculum o un esame di ingresso) facendo rientrare la specializzazione come una continuazione del corso di laurea? Io dopo la laurea io ho pagato per il post laurea, nessuno mi ha dato soldi! ho lavorato gratis (o quasi) come stagista e mi sono pagato corsi post laurea, ma d'altronde tutti fanno così. Perchè i medici sono diversi? io non riesco a capirlo, e la mia è una domanda senza alcuna vena polemica.
      • gianpaolo Rispondi
        In Europa gli specializzandi sono pagati, in Italia è così da 20 anni per obbligo europeo(dal 1991,anno in cui mi sono laureato), in passato la specializzazione era gratis, la frequenza non era full time, molti arrotondavano con piccoli lavori. Molti colleghi hanno fatto ricorso, lo stato sta spendendo milioni di euro in risarcimenti. La borsa di studio paga un lavoro full time ben oltre le 38-40 ore di un lavoro comune, credo che dopo sei anni di laurea (e non 3 o 5) e l'obbligo di altri 4-5 anni di formazione full time, senza rimborsi, ma pagando fior di tasse, credo il numero di aspiranti medici crollerebbe. Ti ricordo che in Francia, Germania, la pletora di stagisti che lavora gratis o paga, è ridotta, vi sono leggi che impongono un rimborso spese.