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  1. Andrea Werner Mondazzi Rispondi
    Viene il dubbio che se le aziende avessero maggiori margini per correggere i salari in caso di produttività sotto le attese, potrebbero sfruttarli per generare produttività cost-driven invece che investment-driven. Peraltro, il contributo stesso richiama la scarsità di domanda di lavoro in Italia, quindi ci si deve domandare cosa succederebbe ai salari in questo contesto se esistessero maggiori margini di correzione delle retribuzioni. Poiché molto spesso la bassa produttività è spiegata da insufficienti investimenti, sembra quasi che la proposta che chiude il contributo sia un endorsment ad un sistema sistematicamente sottocapitalizzato. Infine, l'articolo non affronta minimamente l'effetto positivo che una maggiore rigidità dei salari al ribasso potrebbe produrre quale incentivo per gli imprenditori a ricorrere agli investimenti per alimentare la produttività, invece che a rincorrerla riducendo i salari.
  2. pb Rispondi
    Interessantissimo. Sarebbe forse opportuno distinguere trend di sorting e rent-sharing all'interno del mercato del lavoro primario versus secondario (lavoro precario). Mi aspetterei trend calanti nel secondario e forse meno divaricazione nel primario. (esiste un WP consultabile?)