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  1. MrsSpm Rispondi
    Vero che le politiche pubbliche non sono discusse attraverso una valutazione dei loro risultati. A questo contribuisce però la guerra ideologica tra (i) gli economisti, riduzionisti nella concettualizzazione degli effetti e/o disinteressati/disattenti alle possibilità di migliorare l'implementazione; e (ii) il gruppo di soggetti che difendono l'intervento così com’è, che ha dalla sua il meccanismo finanziario (invita a coprire per non perdere risorse) e la tendenza a costruire benedizioni feudali (trovare il buono in tutto perché, si dice, si impara solo dai successi: ma è vero?). Questo dibattito tra ciechi e sordi è aiutato da una logica da pamphlet, che alimenta la contrapposizione tipo ‘all or nothing’, quindi favorisce l'impasse culturale e istituzionale. Voi stessi non chiedete che valutazioni misura per misura si discutano nella PA e nei Parlamenti, ma che se ne parli tra esperti, su questa rivista, e facilitando al popolo il compito con notizie in pillole (propaganda?). Per ottenere un buon dibattito, tesi alternativa, deve crescere il livello di istruzione generale e migliorare le istituzioni. Infine, agli economisti che pensano che la crescita del divario sia esito del mancato aggiustamento nei prezzi relativi ho una domanda da porre: perché non considerare la piena indipendenza? C’è il tabù dello stato nazionale? Stati indipendenti gestiscono le politiche europee direttamente; e prezzi e salari si aggiustano senza condizionamenti esterni. Non vi pare?
  2. umberto Rispondi
    La prima volta che ho sentito il termine "il sud deve ripartire" era il 1964. Poi l'ho sentito altre 37524 volte. Vediamo se alla 37525ma volta riparte.
  3. cyrano Rispondi
    Machine Learning, nuove tecniche econometriche, sound&vision e alla fine il pbm sono" in particolare i salari". Continuate così che andate bene.
    • Amegighi Rispondi
      Interessante commento da parte di chi sta usando internet, probabilmente il telefonino, forse cerca in rete con Google, ed usa una buona dose di App. Lasciamo perdere poi se deve decidere come investire i suoi risparmi, pochi o tanti che siano, in questo momento difficile.
  4. Marco La Colla Rispondi
    Per quanto riguarda l'incapacità dei piccolo comuni di sfruttare io fondi europei, un mio parente, architetto, me ne ha spiegato il motivo. Il professionista viene incaricato di fare la richiesta, che comporta un grosso lavoro di documentazione, con la clausola che verà pagato solo se si avrà un esito positivo. A tali condizioni, nessuno accetta e così i fondi disponibili vanno perduti. Se i comuni obbligassero i loro dipendenti con adeguate qualifiche, a seguire dei corsi di aggiornamento per presentare adeguatamente le domande necessarie, il problema sarebbe risolto facilmente, ma la pigrizia mentale di certi amministratori fa si che la cosarimanga solo nel libro dei sogni.
    • andrea Rispondi
      Io ho un'esperienza totalmente diversa invece e credo che spesso queste misure siano una manna per professionisti ed enti pubblici. Misura 6.4.c del PSR Sicilia per la valorizzazione delle aree rurali e supporto per l'avvio di attività turistiche, dotazione di 20 milioni di euro e contributo massimo ammesso di € 200.000, quindi circa 100-200 possibili beneficiari in base all'entità dei progetti. Risultato? Migliaia e migliaia di pratiche presentate per progetti di recupero di case di campagna e trasformazione in b&b. Personalmente ho pagato € 3.500 l'architetto che ha curato il progetto e altre € 1.800 il commercialista per il business plan (ma con tutto lo studio preliminare e analisi di mercato sviluppata da me). Aggiungiamo 300-400 euro per diritti vari in favore del genio civile e ufficio tecnico comunale, l'obbligo di presentare la pratica come impresa e quindi aprire la partita iva (davvero assurdo per una piccola attività come il b&b) e capisce il giro di milioni di euro in favore di professionisti a fronte di possibilità di successo minime. Poi magari potremmo anche parlare dei computi metrici calcolati in base al prezzario regionale palesemente fuori mercato, ad esempio un impianto fotovoltaico da 6kw quotato il 60-70% in più dei normali prezzi.
  5. Guido Pellegrini Rispondi
    Sono molto d'accordo sulle indicazioni per il futuro: solo da una conoscenza degli effetti delle politiche passate, basata su informazioni coerenti e tempestive e tecniche di analisi anche sofisticate è possibile fare politiche territoriali (e non solo quelle) efficaci. Sono meno d'accordo sulle affermazioni riguardanti l'efficacia di alcuni strumenti, sempre basandosi su quanto pubblicato recentemente. Ad esempio, in molti lavori sulla 488 tecnicamente avanzati si suggerisce che la stessa legge ha avuto effetti anche di lunga durata, basati sull'upgrading tecnologico consentito a molte imprese del Sud che le ha permesso di rimanere competitive sui mercati. Inoltre non demonizzerei la politica di incentivazione: ad esempio i comportamenti predatori sempre riguardo la 488 (parlo di questa legge in quanto la conosco meglio di altri strumenti di incentivazione) sono stati in quota inferiori alla percentuale di crediti in sofferenza nelle stesse aree.Benissimo quindi aprire una discussione su questi temi (e di sicuro ne abbiamo bisogno) ma consideriamo tutte le evidenze empiriche a nostra disposizione.