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  1. Fabio Rispondi
    Sicuramente mi sfugge qualcosa, ma se un organismo sovranazionale, privato, comincia ad emettere valuta, non si comporta come uno stato sovrano? Un tempo gli stati avevano la copertura in oro, per la valuta che emergevano, immagino che ora nemmeno questo sia più vero, ma continuo a chiedermi come possa un ente commerciale stampare moneta senza incorrere in qualche reato. È che dire dell'inflazione? Stampare moneta a iosa non genera inflazione e svalutazione? Alla fine, fatto salvo il livello tecnologico diverso, è la stessa cosa dei minibot, o dei soldi del monopoli: veramente mi sfugge la differenza. A questo punto, ognuno potrebbe stampare i i propri soldi e comprarsi tutto quello che gli pare ... sempre che trovi uno che glieli prenda per buoni. Magari ci mette su la faccia di Zuckenberg!
    • roberto Rispondi
      la parità aurea non è più in auge dai tempi di Nixon (15 agosto 1971), una mossa obbligata a causa del disavanzo legato alla guerra del vietnam ma visto da tempo come ineluttabile (con Bretton Woods erano gli usa ad avere la parità e le altre valute ad essere agganciate al dollaro) e che poi si innescò in una serie di eventi che causò la spirale inflazionista degli anni '70. Questo premesso, hai ragione ed è questo il motivo per cui c'è tanta pressione contro gli stati sovrani da parte dei paladini della globalizzazione (dai magnati dei social, alle aziende di servizi, da personaggi alla Soros ai fondi di investimento). Non crocerossine interessate alla "libertà di movimento dei popoli" come dicono loro ma gruppi che sanno bene che una volta abbattuto il diritto di battere moneta, hai di fatto ucciso uno stato. Che poi ci siano folle di persone ansiose di emulare WeChat cinese (non ricordando come e perchè esiste un tal fenomeno nello stato grande fratello della Cina) è territorio dello psicologo
  2. Fabrizio Rispondi
    Qui un articolo che riprende il post di Zuckerberg su facebook: https://www.fintastico.com/it/blog/facebook-annuncia-libra-la-sua-criptovaluta/
  3. Savino Rispondi
    Questa è stata una dimostrazione lampante sulle vere intenzioni dei social network e del ramo economico-finanziario ad essi dedicato. Sul business poco chiaro di Mark Zuckerberg e sui suoi intrecci con la sfera individuale di ciascuno di noi non si sta ancora approfondendo abbastanza. Profilare le persone, conoscere le loro tendenze, entrare nelle loro case, nella loro intimità e, ora, anche nei loro portafogli (come debitori o ulteriormente come consumatori) si sta rivelando sempre più un business immorale, perlopiù esentasse, e stupisce davvero la venerazione che i governi e le opinioni pubbliche in tutto il mondo continuano a fare di questo signor Zuckerberg, che in un'altra epoca, diversa dalla pochezza della nostra, in cui dibattevano statisti e cittadini attenti, avrebbe già da tempo dovuto sottoporre le proprie attività a rigide discipline legislative, a tutela della privacy, della limpidezza finanziaria e della credibilità pubblica.
  4. lorena Rispondi
    bene ha fatto l'autore a fare il parallelo con WeChat. In Cina praticamente tutti la usano al posto dei contanti (per un caffè, un acquisto tech in negozio, ...) e anzi in molti casi il contante non viene nemmeno accettato. Il punto critico è che non a caso WeChat opera in un paese dove il governo tutto sa e nulla sfugge, e ti blinda e punisce (diminuendo il tuo punteggio sul SCS) se anche solo scrivi un post simil-critico su chat o altrove. Ma quella è la Cina e se c'è qualcuno che voglia vivere nel vero grande fratello (altro che bischerate su NSA) si accomodi. Vogliamo veramente dare al supercurioso Zuckerberg che mente da sempre sulla gestione dei dati, un nuovo modo per fare soldi? Altro che sovranisti il vero nemico della democrazia e libertà sono queste megaCorp che hanno tutto l'interesse a abbattere i paletti degli stati e avere su di noi ogni informazione possibile, dalla rete social agli acquisti, dal profilo demo alle preferenze, ... .