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  1. umberto Rispondi
    Discorsi inutili se i deputati europei eletti non lotteranno per una costituzione federale.Da qui la necessità di creare un gruppo costituente di deputati che condivida l'abolizione del diritto di veto nazionale.Solo allora si potrà parlare di politica estera,di finanza e di tassazione,di mercato interno,di lotta al cambiamento climatico,di politiche sociali e di emigrazione.Il metodo intergovernativo ha esaurito la sua funzione.Adottiamo il metodo costituente di Spinelli.
  2. Marco Festa Rispondi
    Sarebbe opportuno avere liste sovranazionali. Nel confronto a Firenze di inizio mese tra gli spitzenkandidat, Guy Verhofstadt ha citato un accordo del 2014 per avere liste europee, immagino poi non se ne sia fatto nulla per i soliti egoismi locali. In ogni caso a mio avviso qualcosa si sta muovendo: la trasmissione su Rai news del confronto da Bruxelles dei 6 spitzenkandidat (anche se molto più fruibile in lingua originale su YouTube) aiuta a capire le idee dei vari gruppi Europei (almeno quelli che hanno delle idee "presentabili" in un confronto). Probabilmente nessuno di loro farà davvero il presidente della commissione, ma la direzione mi sembra quella giusta
  3. Vitaliano Gidiucci Rispondi
    Non credo che riportare anche le proposte de La Sinistra avesse comportato uno sforzo tremendo.Almeno credo. Grazie
  4. Henri Schmit Rispondi
    Condivido l’approccio e la conclusione generale. Bisognerebbe analizzare di più l’inevitabile parallelismo sovrapposizione concorrenza e confusione fra temi di politica nazionale e comune. Il più grande problema dell’UE è senza l’ombra del dubbio (e da ben prima del governo bi-populista): l’Italia, le sue politiche fiscali, economiche ed internazionali divergenti, deboli, inefficaci, fallimentari, una divergenza che ostacola la ridefinizione di una politica dell’immigrazione condivisa più solidale. È difficile fare campagna elettorale dicendo “il problema siamo noi!”