logo


  1. Pietro Rispondi
    Alcune domande e considerazioni: 1. Lei scrive "sarebbe bastato che il nostro regolatore consentisse di attivare ovunque il vectoring". Trattasi quindi di una tecnologia che richiede la presenza di una licenza particolare per essere attivata? Per quale motivo Tim non può indipendentemente decidere di attivarla sull'infrastruttura di sua proprietà? 2. Vero è che Deutsche Telekom ha condotto una "battaglia" in questi anni per difendere la linea in rame. Vero anche che altri paesi come la Francia (con Orange) hanno marciato in direzione opposta. Inoltre, una connessione con velocità teorica a 250-300Mbps sarebbe prevedibilmente obsoleta in due lustri al più tardi, considerato che la velocità effettiva è solitamente inferiore alla metà (talvolta al 30%) di quella teorica e che l'offerta di servizi che richiedono connessioni sempre più veloce sarà destinata ad aumentare. 3. Il fatto che i risultati di conto economico di OpenFiber siano negativi non è poi una grande sorpresa. Il suo modello di business dipende dal successo commerciale degli operatori partner, il che significa che prevedibilmente saranno necessari anni per raggiungere un'elevata penetrazione del mercato. 4. Per quanto riguarda infine la conclusione, aldilà della complessità dello scenario causata da un quadro normativo schizofrenico e da scelte discutibili, secondo lei si sarebbe potuto assicurare un'accesso adeguato ad internet alle aree bianche e grigie (cd. a fallimento del mercato) senza un intervento statale?
  2. Vincenzo Maccioni Rispondi
    Sono favorevole affinché alcuni settori strategici siano in mano pubblica, se non altro per permettere un accesso più equo. TIM non è mai stata equa nel far accedere alla propria rete gli altri concorrenti, ed ha dovuto subire obtorto collo le decisioni AGCOM storcendo sempre il naso e puntando i piedi. Scorporare la rete in rame di TIM (l'ultimo miglio) e fonderla in OpenFiber secondo me sarebbe la soluzione migliore, perché renderebbe indipendente il gestore della rete e permetterebbe di estendere l'accesso uguale per tutti, soprattutto permetterebbe a tutti di avere una rete con una VERA manutenzione, o che sia sostituita quasi tutta quella in rame con la più performante fibra. Il problema nasce nel 1998, quando Telecom Italia fu svenduta dal governo D'Alema a Colaninno a pacchetto intero. Era lì che la rete doveva rimanere pubblica e tenuta indipendente!!
    • Franco Debenedetti Rispondi
      1. Obtorto collo e storcendo il naso. valutazioni antropomorfe irrilevanti. C'è l'Autorità, ha i mezzi per farsi rispettare, e ha dimostrato di essere tutt'altro che prona all'incombente. 2. La rete "è" l'azienda di telecomunicazioni. Perchè la rete nn è (solo) rame, fibra, ponti, è computer e SW. Senza la rete TIM sarebbe una serie di negozi: avremmo perso un'altra grande azienda. 3. Svenduta!? ma come fa a dire svenduta quando il prezzo è quello dell'OPA? E' l'unico caso in cui il prezzo è quello vero. Anche l'unico in cui il valore della privatizzazione è andato largamente ai cittadini.