logo


  1. domenico da binasco Rispondi
    Della riunificazione sindacale ha scritto piu' volte il Falconieri invano, Dovrebbe essere richiesta a gran voce da giornali, associazioni delle categorie produttive, da tutti e la riunificazione dovrebbe comportare anche una maggiore democfraticità dei sindacati italiani che sono i meno democratici del mondo occidentale.Ma molti sindacalisti non la vogliono perchè comporterebbe la rivelazione dei loro immeni patrimoni, specie della Cgil sui quali regna un vergognoso ed inammisibile segreto.
  2. Rodolfo Vialba Rispondi
    Della manifestazione nazionale del 1 Maggio, organizzata da CGIL, CISL e UIL a Bologna, ho sentito gli interventi di Carmelo Barbagallo, Anna Maria Furlan e Maurizio Landini e commentato così: ho visto inconsistenza, inadeguatezza e populismo di sinistra in versione sindacale. Propongo due valutazioni: - la prima è che del tema del sindacato unitario non se ne parla da molto tempo tantomeno negli ultimi congressi di CGIL e CISL. Il parlarne ora e nei termini che usa Landini può apparire sia una risposta a quanto ha scritto Gad Lerner su Repubblica del 30 aprile, sia una provocazione perché diventi una priorità per tutto il movimento sindacale. Avendo alle spalle una lunga storia di impegno sindacale non posso non ricordare quanto è stato detto al momento della conclusione dell’esperienza della Federazione CGIL, CISL e UIL, ma anche in altre successive occasioni: non siano contro l’unità sindacale venite nella CGIL e la realizziamo. Landini, superando tentazioni egemoniche del passato, deve indicare con grande chiarezza quale è la sua idea di unità sindacale e quali sono le tappe di questo percorso. - la seconda è che se è vero che occorre superare un certo populismo di sinistra in versione sindacale, è anche vero che la gran parte degli attuali gruppi dirigenti di CGIL, CISL e UIL sono del tutto inadeguati per gestire l’obiettivo del sindacato unitario. Si pone dunque la preliminare necessità di un profondo ricambio dei gruppi dirigenti, della CISL in particolare che conosco meglio, perché per le sue ragioni fondative e la sua storia non può permettersi di non rispondere alla sfida che l’unità sindacale pone.
  3. Tiziano Rispondi
    Io cancellerei Cisl e Uil (per quel che hanno fatto...) e lascerei solo Ggil. Il rischio che vedo è l'infiltrazione di certe brutte abitudini degli altri sindacati, a partire dai soggetti di volta in volta messi a capo ...
  4. Ezio Rispondi
    Siamo alla solita manfrina. parecchi anni fa i sindacati erano uniti, poi a seguito dell'insuccesso della loro azione unita si sono nuovamente separati. Da allora si continua a parlare di unione sindacale ma che ciò vada a buon fine è molto dubbio. A ciascuno conviene coltivare il proprio orticello.
  5. egidio pasetto Rispondi
    Caro Pietro, come si evince bene dal tuo bel libro di memorie, conosci bene la storia della divisione e dell'unità sindacale. Anch'io ho lasciato su quel campo ben 23 anni della mia vita. La divisione avvenne il 14 febbraio del 1984, proprio sul tema del ruolo dell'impresa e tutti i tentativi successivi di tenere in piedi una parvenza di unità si sono frantumati su quello scoglio. Non ho visto una riga di contenuto su cui Landini vorrebbe spendersi per l'unità. Parlare così dell'unità, in senso generico, è lo stesso significato di dire che si vuol bene alla mamma.
  6. U G-M Tamburini Rispondi
    Il prof Ichino e' persona ragionevole, ma trascura un dato di fatto che ha segnato la nascita dell'attuale sistema ordiamentale: lo stato e' socialismo reale, e la sua nascita fuconcepita dall'altro socialismo che si tradusse nello stato totalitario che tutti -a parole- deprchiamo, ma alla cui mammella cerchiamo disperatamente di poppare. Non esistono lavoratori esistono fornotori di servizio al minimo impegno; non esitono imprenditori, esistono detentori -acquirenti corruttori- di concessioni