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  1. Artan Lici Rispondi
    Sicuramente manca una certa flessibilità nelle politiche migratorie, cosa che è avvenuta nel mercato del lavoro. Se voglio chiamare una lavoratrice straniera dal suo paese di origine e assumerla regolarmente come badante lo Stato non mi offre nessun canale per questa esigenza. Trovare un lavoratore domestico nostrano disponibile anche alla convivenza non sempre è disponibile. Sarebbe utile per la famiglia/l'azienda, per lo Stato e per il lavoratore straniero rendere possibile l'assunzione, invece di abbandonare all'irregolarità sia le famiglie italiane che i lavoratori stranieri. Entri in Italia con determinati garanzie e se perdi il lavoro devi tornare nel tuo paese, why not???in fondo è questo il lavoro stagionale. Molti cittadini stranieri di Albania, Bosnia, Moldavia, Perù possono entrare per motivi di "turismo" in Italia, cosa che poi gli permette di sondare e cercare/trovare il lavoro qui. L'attenzione mediatica è tutta sugli arrivi dalla Libia, senza vedere poi i cambiamenti che avvengono per gli ingressi per motivi di turismo senza obbligo di visto. Politicamente non premia intervenire e rendere flessibili le politiche sull'immigrazione, così anche la normativa della cittadinanza....forse premia al paese e alle famiglie rendere impossibili l'assunzione di un lavoratore che già si trova in Italia e sta svolgendo un lavoro irregolare???
  2. Davide Gedda Rispondi
    Molto divertente come l'appalto della politica migratoria ad organizzazioni non governative viene presentato come ''gestione ordinata del fenomeno'', soprattutto nel momento in cui molte di queste, per ammissione di Mario Giro, non sono altro che organizzazioni di attivisti no border, i quali ritengono che i confini debbano essere aboliti e chiunque debba essere accolto. Descrivere tale politica, di matrice anarchica ed irresponsabile come ''lungimirante'' e ''lucida'' serve solo ad alimentare il malcontento verso una classe intellettuale in crisi di credibilità. Rimane vero tuttavia che la Lega ha diverse lacune sotto il profilo politico, che tuttavia passano in secondo piano rispetto a quanto descritto. La verità è una sola: chi ci perde, con l'immigrazione, ed è una cosa che a sinistra era risaputa, sono i lavoratori salariati. Chi ci guadagna sono i datori di lavoro e gli immigrati stessi. Non sorprende che PD e +Europa siano votati quasi esclusivamente nei quartieri ricchi, perché queste sono le loro politiche. Vedremo se una Lega al 40% sarà sufficiente a cambiare idea. Ad esempio in Danimarca i Socialdemocratici hanno chiuso con l'immigrazione: deve essere ristretta nei numeri ed il modello multiculturale scartato. I sondaggi li premiano già. Vinceranno, a differenza di altri.
  3. Piero Carlucci Rispondi
    I fabbisogni delle famiglie italiane in termini di servizi assistenziali e domestici potrebbero essere coperti dai tanti disoccupati italiani, no? Magari con contratti regolari e paghe dignitose. Forse la scarsità di disponibilità di manodopera extracomunitaria a buonissimo mercato potrebbe essere uno stimolo in più?