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  1. Mara Gasbarrone Rispondi
    Domanda. Ma è corretto equiparare non occupati a inattivi? Pensavo che inattivo fosse sinonimo di non appartenente alle forze di lavoro, quindi "non occupato", ma anche "non alla ricerca di lavoro". O mi sfugge qualcosa?
  2. Fabrizio Ferrari Rispondi
    Addendum: dopo aver chiesto ad un gruppo di amici, ho cercato un pochino in rete: stando alla classificazione OECD, sono NEET i giovani che sono o Disoccupati (quindi parte delle Forze Lavoro) o Inattivi —a patto che non siano impegnati in acquisizione di capitale umano. Inoltre, stando alla Wikipedia inglese https://en.wikipedia.org/wiki/NEET, sono NLFET i NEET che non sono Disoccupati in cerca di lavoro (cioè, i NLFET sono il sottoinsieme degli Inattivi all’interno dei NEET). Quindi, credo che si possa affermare che non tutti i giovani Inattivi sono NEET (ad esempio, uno studente universitario è un Inattivo ma non un NEET, dal momento che sta investendo in formazione ed istruzione), mentre un giovane in cerca di lavoro è un NEET ma dal lato della disoccupazione, non dal lato dell’inattività. In poche parole —se ho capito bene— i NEET sono un sottoinsieme —della Popolazione Attiva— trasversale ai due sottoinsiemi degli Inattivi e delle Forze Lavoro. Essere un giovane Inattivo non è condizione sufficiente —né necessaria— per essere un NEET (un giovane studente è anche un giovane Inattivo, ma non è un NEET, così come un giovane Disoccupato è un NEET, ma non è un Inattivo), così come essere un NEET non è condizione necessaria —né sufficiente— per essere un giovane Inattivo (un giovane studente è anche un Inattivo, ma non è un NEET, così come un NEET in cerca di occupazione è un Disoccupato, non un Inattivo). Conferma? Grazie ancora!
  3. Luca Cigolini Rispondi
    Grazie per la chiarezza. Condivido soprattutto la critica ai modi della comunicazione, attualmente forse una vera emergenza nel nostro Paese. Non capisco però una cosa: "ma nel quale mancano giovani qualificati al lavoro, la risorsa chiave per produrre crescita innovativa e competitiva" mi pare un'affermazione in contrasto con la sostanziosa e documentata emigrazione dall'Italia di numerosissimi lavoratori ("fuga dei cervelli" et similia). Non vorrei ricadere in un luogo comune, ma ho l'impressione che queste persone siano "giovani qualificati" che in Italia o non trovano oppure (azzardo un'ipotesi) troverebbero se accettassero di essere sottopagati. Mi sbaglio?
  4. Fabrizio Ferrari Rispondi
    Mi scusi, ma non mi è chiaro un passaggio: lei scrive che "Nei Neet entrano tutti i giovani fuori dal percorso formativo e senza occupazione, ovvero tutti gli inattivi (sia chi cerca lavoro, sia chi non è interessato, sia chi è scoraggiato)", ma —per quel che ricordo io di economia del lavoro— i NEET dovrebbero essere un sottoinsieme degli Inattivi, ovverosia quegli Inattivi che (oltre a non cercare un lavoro) non investono in capitale umano; chi è in cerca di lavoro —non avendone uno— non andrebbe conteggiato come Disoccupato (quindi parte delle Forze Lavoro e fuori dagli Inattivi)? La ringrazio anticipatamente per la risposta!