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  1. Massimo GIANNINI Rispondi
    Il dato del primo trimestre 2019 dimostra solo che tutti i discorsi fatti da molti economisti e giornalisti riguardo ai dati del secondo semestre 2018 non avevano alcun fondamento né giustificazioni economiche valide. Insomma erano pura campagna antigovernativa.
    • Francesco Daveri Rispondi
      Oppure che è bastato smetterla con gli annunci incredibili di settembre-ottobre 2018 e con le minacce di uscire dell'euro del maggio 2018. Approvando una legge di bilancio "alla Tria", con il deficit al 2 per cento e meno squilibrata, ha ridotto i danni fatti in precedenza dagli ideologi del sovranismo e dagli apologeti dell'assurdo
  2. Carlo Rispondi
    L’Istat segnala che “dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte)” e ciò è preoccupante per il 2019 perché nel primo trimestre la politica fiscale intesa sul late entrate è stata positiva. Mi riferisco anzitutto alla flat tax: sono aumentati i lavoratori indipendenti esclusi dalle ritenute di acconto e ciò significa che costoro hanno avuto a disposizione un reddito maggiore (vedasi la diminuzione del 13 % delle ritenute lavoratori autonomi per il mese di febbraio, mese di incasso delle ritenute di gennaio 2019) oppure, se non hanno abbassato i prezzi ai clienti, tali introiti possono essere interamente spesi perché non devono più versare l’IVA. Poi con la pace fiscale, coloro che avevano debiti, avranno sicuramente aspettato a pagare le cartelle e quindi destinato maggiore risorse ai consumi, ma ciò nel prosieguo del 2019 avrà l’effetto opposto perché per adempiere dovranno mettere mano al portafogli e ridurre i consumi. In particolare ciò sarà più rilevante per i c.d. evasori di sopravvivenza, cioè coloro che esercitano un’attività antieconomica se dovessero pagare le tasse (una ricerca interessante sarebbe quella di valutare che effetto hanno le entrate da condono sui consumi ed investimenti, in particolare valutare se hanno natura reddituale oppure patrimoniale in quanto, stante la decennale evasione, il pagamento con periodicità ultrannuale va ad incidere sull’accumulo del capitale da parte degli evasori).
    • Henri Schmit Rispondi
      Ottima precisazione! Speriamo che dopo le correzioni dovute agli effetti una tantum della 'mini-flat-tax' e della 'pace fiscale' rimanga qualche effetto durevole. Da osservatore attento ma non esperto ne dubito. Anche se andasse meglio del temuto, quello che conta è il differenziale con gli altri. La politica fiscale è comunque sbagliata, perché congiunturale - finta strutturale, regressiva e divergente (dal resto dell'eurozona). La colpa non è solo di coloro che la stanno attuando, ma anche di coloro che hanno permesso che siano questi a governare e che peraltro li hanno preceduti con politiche a volte altrettanto demagogiche di cui ora e negli anni a venire pagheremo il prezzo. Il verdetto delle europee sarà anche un giudizio sulla ripartizione delle colpe, pur essendo il giudice delle urne poco esperto e facilmente influenzabile. Mi domando se l'aumento dell'inflazione in Germania non possa essere il primo segnale della fine di un ciclo di denaro a basso prezzo.