logo


  1. Matteo Rispondi
    E se fosse che una delle questioni più rilevanti nel 'comprendere' la distanza tra nord e sud del nostro paese è rappresentata dalla mancanza di un certo tipo di imprenditori illuminati e eticamente onesti come Adriano Olivetti? Consiglio agli autori dell'articolo la rilettura del discorso di Olivetti agli operai del neo stabilimento di Pozzuoli.. A distanza di tanti anni aiuta a comprendere quanto l'Italia (ma non solo) abbia deciso di prendere un'altra strada, adottando un'altra prospettiva. Prospettiva che oggi ci fa ritrovare a ragionare 'asetticamente' in termini di produttività e salari per provare a mettere una toppa a un divario enorme (anche in termini di qualità dei servizi pubblici) che ha radici lontane. Buon lavoro a tutti.
  2. Diego Rispondi
    Leggendo l'articolo risulta chiaro che il livello salariale determinato dalla contrattazione collettiva è troppo elevato al sud. Non è chiaro invece se al nord quello stesso livello è troppo basso (e quindi la remunerazione del capitale troppo elevata?) o coerente con la produttività del lavoro. Non conosco le altre variabili utilizzate nella analisi ma il parallelo tra meridione e est della Germania mi pare azzardato.
  3. Leo Rispondi
    Vorrei ricordare agli autori che i contratti nazionali fissano i livelli retributivi minimi. Il datore di lavoro può aumentare la retribuzione rispetto ai minimi contrattuali oltre che inquadrare i lavoratori a livelli superiori. Se la contrattazione aziendale non decolla non è colpa dei livelli minimi contrattuali.
  4. Vittorio Rispondi
    La Germania ha anche un gender pay gap 4 volte quello italiano grazie alla contrattazione decentralizzata, non degna di un grande paese europeo, ci sono migliaia di statistiche su questo tema. Inoltre il seguente articolo https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2019-04-09/german-economy-low-wages-will-help-growth-even-in-bad-times descrive in chiave diversa quanto scritto sopra.
  5. Emilio Rispondi
    Forse perché sono in pensione già da qualche anno e quindi fuori dal giro degli aggiornamenti ma a me sembra che nella vostra elaborazione non teniate conto della contrattazione integrativa. Ho sempre gestito per conto di gruppi industriali le relazioni sindacali e quindi la contrattazione decentrata in vari stabilimenti collocati sia al sud che al nord e vi garantisco che a livello nominale il salario lordo mensile complessivo era e credo lo sia tutt’ora molto differente. Differenze dovute ad alcuni istituti retributivi, frutto di rivendicazioni consolidate nel tempo, presenti in aziende del nord e inesistenti in quelle del sud. Ma la differenza sostanziale è dovuta ai premi di produzione sia di erogazione mensile che annuale e calcolati in relazione alla produttività registrata. Produttività diversa non solo per il differenziale tra nord e sud dei tassi di assenza dal lavoro, e anche questi determinati dalla inefficienza di infrastrutture e servizi, ma sopratutto dalla minore propensione agli investimenti in innovazione (macchinari e processi di produzione) che ho registrato nelle aziende collocate nel sud Italia.
  6. mario porzio Rispondi
    non sono un esperto ma lavoro da 35 anni come impiegato in azienda del Sud, lamia sensazione che i miei colleghi assunti in altre aree geografiche guadagnino più di me a parità di funzione
  7. Fabrizio Rispondi
    Ma la produttività come si calcola ? Se dipende dal grado di industrializzazione è chiaro che a nord è maggiore. Diverso è dire: la possibilità di avere salari più bassi (per il più basso costo della vita) renderebbe più conveniente investire al sud (al netto di tutti gli altri costi di produzione), e quindi potrebbe essere un fattore di sviuppo.
  8. U G-M Tamburini Rispondi
    Mai sentito parlare di Ricardo? Chi?, quello che correva in formula uno? D'atronde Bastiat ha sputtanato (si puo' dire?) JMK mezzo secolo prima che questi scrivesse un trattato sul Monopoly. A proposito, esiste uno stato che abbia ripianato a bilancio contabile il debito del deficit spending?