logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Consiglio di ascoltare l’ex-ministro Calenda oggi su Sky tg24 economia: il rimborso automatico è dovuto per “misselling” doloso o colpevole di titoli non quotati da banche in dissesto ai loro clienti retail inconsapevoli. Se questo è vero come sostengo anch’io allora non capisco come si possano ignorare le colpe al limite del dolo (consob e lo stralcio degli scenari worst case nel prospetto) delle autorità di vigilanza. Intanto i sottoscrittori, almeno quelli ferraresi, l’hanno capito da tempo. Calenda fa un’altra confessione, forse un lapsus: se non si interveniva con i 2 fondi Atlante “saltava UniCredit“! Vorrei capire! Insieme ad Intesa le due banche erano azionisti di maggioranza del capitale di Bankitalia. To big to fail. Meglio nascondere lo sporco sotto il tappeto. Io sono stato vittima collaterale di una truffa (a danno dello stato) di cui una banca di sistema è stata complice o autrice, forse condannata in silenzio, ma anni dopo che Bankitalia ha sanzionato ... le vittime della truffa, senza risalire. Nessuno ha mai indagato sulle leggi truffaldine (a vantaggio dello stato rapace) che hanno reso possibile le truffe. Nel frattempo, dopo miliardi di frodi, la legge è stata cambiata, allineata ad altri paesi più virtuosi ... Ma la CRFerrara è stata liquidata, in parte perché lo stato non ha mantenuto fede ai propri obblighi di rimborso credito iva su operazioni esenti. Fiscalità dispotica, truffe non sanzionate, salvare il sistema, sacrificare i piccoli, nessuno indaga.
  2. Guido Antolini Rispondi
    L'assurdità è trattare i risparmiatori come le "vittime della strada". Mentre altrettanto assurdo è lasciar fuori i 150.000 piccoli azionisti di MPS, completamente espropriati dallo Stato. Nel primo caso un'entità non responsabile del dissesto rimborsa. Nel secondo l'entità responsabile non rimborsa. Perché? Perché MPS non è andata in risoluzione, quindi gli azionisti non hanno neanche diritto al no creditor worse off?. Mi farebbe piacere parlarne con voi. E' difficile trovare persone competenti, soprattutto nell'intreccio delle normative
  3. Cicci Capucci Rispondi
    Sarebbe giusto attivare anche un fondo pubblico per risarcire coloro i quali si mangiano pensione e stipendio ai giochi via internet o presso gli esercizi dotati di macchinette mangiasoldi. In fondo si tratta di ludopatia, quindi di persone bisognose che vengono truffate con la promessa di vincite risolutive per il loro stato di indigenza. Sono inclusi Bingo e poker, tuttavia occorre avere mamma a carico, anche se pensionata o titolare del rddito di cittadinanza e non possedere più di due box auto. Ammesso invece il possesso di auto e natanti, anche da diporto, purchè rientranti nella lista ministeriale dei mezzi sovvenzionati in quanto ecologici. Se il cittadino truffato riesìede al sud, l'indennizzo viene automaticamente raddoppiato. Sono escluse le perdite al gioco delle tre carte, in quanto di eclusiva pertinenza dei partiti di governo.
  4. Henri Schmit Rispondi
    La demagogia approfitta della confusione creata dall'incertezza. L'uso corrente del concetto di truffa è scandaloso, indegno di uno stato di diritto. Una frode va provata contro l'autore. Il comportamento poco professionale (nella concessione dei crediti) o imprudente (nelle emissioni, senior o subordinate) non può essere assimilato al dolo. Chi ha comprato azioni o obbligazioni per avere credito, non merita protezione; bastava cambiare banca. Chi ha comprato obbligazioni subordinate emesse a condizioni primarie da banche decotte è invece stato ingannato. Ma da chi? La banca in buona fede poteva sperare di superare la cattiva sorte. Spettava agli organi di vigilanza - che ne avevano i mezzi - circoscrivere, condizionare o ostacolare tali emissioni. Una ha fatto l'opposto: ha facilitato l'emissione rischiosa rinunciando ad informazioni sui rischi prima obbligatori; l'altra è rimasta passiva; le emissioni bancarie sono soggette a comunicazione. Banca d'Italia ha permesso che tutto ciò accadesse un lustro dopo lo scoppio della crisi mondiale del debito e delle settore vigilato; contrariamente agli altri paesi che lo fecero nel 2008 l'Italia non ha ricapitalizzato il settore in difficoltà. Chi è responsabile? Governo e Bankit dell'epoca. Non esiste la truffa sistemica, ma ci sono vizi sistemici che la vigilanza, il governo, i legislatori e gli accademici devono correggere. Ci sono anche banche con problemi sui crediti che sono più vittime che attori di truffe non sanzionate.
  5. Fabrizio Ferrari Rispondi
    Articolo molto interessante! Avrei alcune domande: 1) È giuridicamente legittimo rimborsare —anche solo parzialmente— gli azionisti prima di aver rimborsato in toto i creditori —e quindi anche i vari obbligazionisti— delle banche in questione? Non vi è qualche disposizione di legge (italiana o europea) proibente lo stravolgimento di questa seniority? 2) È giuridicamente legittimo introdurre la discriminazione (per i l’accesso ai rimborsi automatici) in funzione dei due limiti di reddito (35 mila euro) e di patrimonio (100 mila euro)? Non si tratta di una sorta di presunzione de iure, secondo la quale chiunque si trovasse al di sotto delle due soglie sarebbe stato automaticamente truffato? Si può rimborsare senza arbitrati o sentenze? 3) Qui è l’unico punto su cui non sono interamente d’accordo con gli estensori dell’articolo: perché mai sarebbe sbagliato porre sullo stesso piano investitori e risparmiatori? O meglio: nel momento in cui un agente non colloca tutti i tuoi risparmi in conti correnti o investimenti a capitale garantito (o, in ogni caso, qualsiasi investimento protetto dalle norme sul bail-in), sceglie automaticamente —almeno, dal mio punto di vista— di accettare il rischio di investimento di cui anche voi parlate. Chi compra azioni od obbligazioni (o qualsiasi security o certificato di deposito) il cui capitale non è garantito, va considerato a tutti gli effetti un investitore, a prescindere dal reddito e dal patrimonio —almeno, secondo me.
    • Henri Schmit Rispondi
      Condivido le tre perplessità. Aggiungo però che il “pregiudizio (contrattuale) ingiusto” va provato, il fondo serve solo da cassa che supplisce all’insolvenza del contraente inadempiente. Questo argomento presume che colui che ha causato il pregiudizio sia la banca emittente. In quel modo si ignorano ipotetiche colpe istituzionali, le quali sono secondo me la causa profonda di tutta la vicenda, a prescindere da eventuali inadempimenti o comportamenti dolosi di singole banche o dirigenti (fatti che non conosco). Il problema dell’Italia è che non osa affrontare il discorso e il processo delle colpe istituzionali, della vigilanza e del governo. L’introduzione della nuova normativa europea non è stata frettolosa e nemmeno poco mediata. È l’Italia che ha continuato a insistere che “i ristoranti sono pieni”. Si fa sparire lo sporco sotto il tappeto, i danneggiati innocenti falliscono, le persone cadono in depressione, alcuni si suicidano, e il paese continua a fingere di essere normale.