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  1. mauro zannarini Rispondi
    Come sempre molto preciso e puntuale, da cittadino preferirei che si studiasse di più e non fare errori. Inoltre, se si volesse veramente spingere la crescita, non sarebbe male smetterla con piccole o grandi regalie economiche e disboscare pesantemente una burocrazia asfissiante.
  2. toninoc Rispondi
    Quindi non ci sarà crescita economica ma qualche errore è stato corretto? A che serve correggere gli errori se questo non produce i risultati declamati in campagna elettorale? La sola crescita che si vede è quella del consenso a Salvini che ad altro non pensa; ma se agli Italiani va bene così, avanti tutta verso la recessione.
  3. Carmine Meoli Rispondi
    Lubrificare misure esitenti serve unicamente ad evitare ulteriori disincentivi agli invetsimenti ,nin certa al loro rilancio. Sui consumi non va trascurato il provveidmento sulla legittima difesa . In prospettiva di una difesa fai da tè , l'acquisto di armi un contributo ai consumi dovrebbe darlo .
  4. Michele Rispondi
    Altro che sana-errori. Questo decreto in arrivo rinnova, con incredibile coazione a ripetere, gli errori fatti dai governi precedenti in anni e anni. Non si capisce la necessità di una ennesima redistribuzione di risorse a favore delle imprese, pagata dalla generalità dei contribuenti, principalmente lavoratori dipendenti e pensionati. Una manovra alla Robin Hood al contrario. Le imprese italiane molto poco hanno investito in passato (ancora sotto del 20% rispetto al 2008) e poco investiranno in futuro. Porteranno a casa il beneficio fiscale su investimenti che avrebbero fatto comunque e neanche ringrazieranno, vista l’ostilità preconcetta della categoria a qs governo. Lo stesso vale per la c.d. Mini Ires. Ancora più esilarante è il tema dei PIR, che di risorse alle medie aziende ne hanno portate ben poche, ma hanno aumentato le commissioni dei gestori, illudendo i poveri risparmiatori con l’esenzione fiscale su un capital gain che in gran parte non c’è stato.