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  1. dave Rispondi
    parlare di privacy oggi a me pare una barzalletta. basta leggere i giornali e vedere che per ogni inchiesta grossa o di paese i giornalisti sanno tutto prima degli indagati. in merito alla fatturazione elettronica ritengo sia utile ed efficace ma solo se bene utilizzata. il mio dubbio risiede in questo: se bene utilizzata, se no è e sarà come tutte le altre cose solo un inutile adempimento burocratico in più e soprattuto costi per chi lavora, chi fa il nero la fattura che sia di carta o meno se ne frega, lavora e incassa subito e se beccato gli succede poco o nulla.
  2. Fernando Di Nicola Rispondi
    A supporto delle tesi dell'autore, e con meno diplomazia, aggiungo che il Garante per la privacy, una struttura che i contribuenti devono finanziare insieme a tutti gli altri servizi pubblici ed al servizio del debito, per i controlli di veridicità sulle dichiarazioni DSU ISEE, anche per chi richiede l'assegno o reddito di cittadinanza, ha imposto che non siano possibili tali controlli se prima non si è ricevuto da ogni componente del nucleo familiare richiedente il permesso a controllare il patrimonio finanziario dichiarato, elemento cruciale per decidere se si ha diritto o meno ai vari sconti ed al reddito di cittadinanza. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Anche perchè il nostro tempo nel frattempo è impegnato a rispondere alla decina di telefonate giornaliere dei più disparati gestori di reti e servizi...
    • dean Rispondi
      il problema non è solo la privacy ma la pena: se quando ti beccano per aver emesso false fatture per milioni di euro ti applicano la stessa pena che irrogano al ladro di energia elettrica o a chi insulta il vigile urbano viene a mancare la funzione di deterrente; ci sono ragazzotti di 20 anni amministratori di srl che in pochi giorni comprano e rivendono nel mercato UE detersivi o calzini in quantità tali da saturare il mercato europeo per due anni: sanno che non avranno problemi perché, se pure vengono scoperti, la srl fallisce e loro sono incensurati e non faranno un giorno di galera.(Taricco docet) Silvio insegna: in questo Paese se sei anziano, dopo una condanna (giusta o sbagliata che sia) a 4 anni di reclusione, vai per sei mesi a raccontare barzellette ai tuoi coetanei in un ospizio. In conclusione: in un Paese con record di evasione non c'è privacy che tenga, e smettiamola di parlare dell'elettrauto e del parrucchiere
  3. Roberto Rispondi
    Segnalo un errore nell'articolo, la fatturazione elettronica non era obbligatoria per il settore dei carburanti dal luglio 2018 perché la normativa è stata prorogata ad inizio 2019, così facendo è diventata obbligatoria per tutti da gennaio 2019. Concordo con quanto scritto nell'articolo che per combattere l'evasione bisogna utilizzare ogni mezzo e dato disponibile, questo è proprio testimoniato dall'eccellente risultato ottenuto in così breve tempo (690 milioni in soli 2 mesi). L'evasione è il problema principale dell'Italia quindi le maglie della privacy vanno allargate, considerato pure che la maggior parte di chi allude alla tutela della privacy è poi lo stesso che posta tutta la sua vita sui social. Il trade off tra lotta all'evasione e tutela della privacy deve andare senza indugio verso la prima tematica.
  4. serlio Rispondi
    Chi parla bene della fatturazione elettronica evidentemente non la usa; il sistema ha rigettato una fattura perchè il formato della data non era di suo gradimento; un'altra volta ha rigettato una fattura uguale ad un'.altra invece ammessa. Una ignobile perdita di tempo a carico di coloro che producono ricchezza. Una enorme stupidaggine di cui non si sentiva il bisogno. .. il resto sono chiacchere inutili
  5. Alberto Rispondi
    Mi auguro che a questo articolo risponda il Garante, o almeno qualche esperto (molto più "di peso" del sottoscritto, semplice avvocato e consulente privacy) per correggere una serie di orribili inesattezze, figlie forse di scarsa conoscenza della materia. Molto si può dire a carico dell'Autorità italiana, dotata di limitati mezzi e forse un po' meno efficace di altre nella produzione di linee guida e nella tempestività e praticità di azione (vedi Francia, Germania, UK), ma non che agisce in maniera "vecchia" e diversa dal resto dei paesi. Siamo in un mondo UE-centrico, oggi (l'autore ha presente il GDPR?) dove i Garanti si coordinano a livello europeo sulle posizioni da tenere, e dove esistono norme (artt. 9, 10 GDPR) che limitano e regolano in modo stringente l'uso di dati particolari e giudiziari. E' vero che la fatturazione elettronica è cosa al momento prettamente italiana, ed è anche corretto spingere per la valutazione di dati su larga scala in modo da combattere l'evasione. Tuttavia, termini come "dato anonimo", "analisi automatizzata" (art. 22 GDPR) e "profilazione" andrebbero studiati prima di essere usati in un articolo che "critica" la privacy. Anche da economisti di sicura qualità e attenzione come l'autore: altrimenti, ne esce un quadro povero nei contenuti, che non va a vantaggio (come giusto e auspicabile) di chi chiede maggiore trasparenza per eliminare l'evasione fiscale.
    • Max Rispondi
      @Alberto. Gentile Alberto. Si spero proprio che il Garante risponda. E motivi anche la ragione del perché nei paesi Scandinavi (es. Svezia, Danimarca) ma anche in Olanda si siano già prodotte delle banche dati che integrano le informazioni su tutta la popolazione, provenienti da molteplici archivi amministrativi gestiti da amministrazioni diverse (dati sui redditi, contribuzione, occupazione, salute, ecc.), che possono essere utilizzate da soggetti autorizzati, ad esempio ricercatori, sotto la propria responsabilità e con tutte le dovute cautele, vedi anonimizzazione degli archivi. Fare lo stesso in Italia sembra impossibile. Vediamo se lo resterà in futuro, nonostante il GDPR lo preveda espressamente (accesso a fini di ricerca scientifica). Le interpretazioni in Italia sono in media più restrittive che altrove (si veda lo stato della ricerca empirica su dati amministrativi in Italia), sfido chiunque a negarlo. In Italia c'e' e ci sarà sempre un più forte diritto alla privacy pur essendo ora soggetti alla stessa legislazione europea? Per quale ragione? Relativamente all'articolo. Perché "qualità e quantità dei beni e dei servizi fatturati" "non si presta ad elaborazioni massive" e richiedono "invece, un esame puntuale, caso per caso, del contenuto?" Per quanto riguarda le quantità vendute non vedo come non possano essere soggette ad analisi "massive" e sulla "qualità" con l'analisi testuale si possono fare analisi massive anche su campi "aperti".
  6. Max Rispondi
    La maniera con cui viene spesso interpretata in Italia la funzione del Garante la fa apparire più come un retaggio Medievale che come uno strumento utile a garantire la privacy dei cittadini. La sua funzione sembra più quella di porre pali e paletti a soggetti che svolgono una qualche funzione utile socialmente (policy maker, ricercatori, etc.) e che a tale autorità si rivolgono per ottenere un'autorizzazione all'uso dei dati, piuttosto che controllare l'operato di soggetti che fanno profilazione a fini commerciali se non di peggio, che a tali controlli sfuggono il più delle volte. Si, decisamente è ora di ripensare al ruolo e all'utilità sociale di questa vetusta autorità non al passo coi tempi, né con le tecnologie.
  7. Savino Rispondi
    Anche quando, con un click, la ricchezza va a finire alle Cayman o quando incontriamo gli spalloni a Chiasso o a Lugano con le loro valigette violiamo la loro privacy?