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  1. Saverio Marcolini Rispondi
    1) Il reddito di cittadinanza ha un costo massimo pari a 780 euro*18mesi= 14.040 euro pro/capite. Moltiplichiamo per 900.000 domande finora presentate, abbiamo un costo di 12.6 miliardi euro 2) quant'è la perdita di gettito fiscale derivante dall'aliquota unica al 10% per redditi dai 35.000 ai 65.000 euro annui?? Il Sole 24 Ore stima un risparmio massimo fino a 7.000 euro/annui (https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-03-30/partite-iva-fuga-la-flat-tax-ecco-chi-conviene--090650.shtml?uuid=ABLpIHjB&refresh_ce=1)per la fascia più alta, 1.5 milioni di aventi diritto da sommarsi ai 480.000 beneficiari del 2017-2018: ipotizzando un risparmio medio pari alla metà della forchetta massima (3.500 euro), si hanno 6.9 miliardi di euro. In due anni di beneficio fiscale, lo Stato perde un costo pari al punto 1. Conclusione: si ruba ai poveri per regalare ai ricchi, contro il bene comune. Chi non ha da mangiare, spende il sussidio e fa girare la moneta; gli altri scudano all'estero.
  2. Mohamed Mahmoud Rispondi
    Chiunque trovi vantaggioso lavorare in nero e sommarvi il reddito di cittadinanza lo farà, questo è certo. Un idraulico che poteva barattare un guadagno di 2mila euro al mese regolarizzando un minimo la posizione con un guadagno leggermente inferiore dovrà barattare ora 2780 euro al mese. Per cosa, che tanto sei licenziabile a discrezione del datore di lavoro nelle imprese sotto i 15 dipendenti e de facto pure in quelle più grandi post jobs act?
  3. Enrico D'Elia Rispondi
    Il principale difetto del reddito di cittadinanza e degli altri sussidi puramente MONETARI è proprio quello di incentivare comportamenti collusivi e opportunistici da parte delle imprese e dei lavoratori. In particolare, entrambe le parti sono incoraggiate ad accordarsi su forme di lavoro irregolare sottopagato rese accettabili proprio grazie ai sussidi previsti per disoccupati e working poor. Queste pratiche deprimono soprattutto il mercato delle posizioni lavorative meno qualificate ed entry level, con gravi rischi anche per la coesione sociale e per l’equità intergenerazionale. Un sistema di servizi gratuiti (di qualità) per i meno abbienti sarebbe molto meno costoso e più efficace, oltre ad avere un impatto positivo su reddito e occupazione. Ad esempio, nessuno rischierebbe un licenziamento fittizio (con riassunzione in nero) in cambio solo di un alloggio sociale, buoni pasto, qualche corso di formazione, trasporti gratuiti, ecc. Ma naturalmnete i sussidi monetari portano molti più voti a dei policy makers miopi e senza fantasia.
  4. micheledisaverio Rispondi
    Interessante lavoro. Sarebbe anche da prendere in considerazione quante azienda hanno introdotto una paga oraria minima (per l'entry-level) non inferiore al sussidio rapportato a 160 ore lavorative mensili canoniche. L'effetto è quello di combattere lo sfruttamento e il caporalato impedendo l'incontro fra domanda e offerte in aree del grafico considerabili a fallimento di mercato, nonostante l'incontro domanda-offerta, perchè il prezzo di equilibrio (la paga orario) non basta nemmeno per vivere. Penso ai bikers.
  5. Domenico Di Carluccio Rispondi
    Interessante analisi con conclusioni a mio parere superficiali. Non capisco infatti perchè si dia per scontato che il datore di lavoro sia in qualche modo responsabile del licenziamento e pertanto debba pagare un costo per lo stesso. Tale semplificazione non considera i casi di dipendenti che si fanno volutamente licenziare (magari non presentandosi più al lavoro), generando difficoltà operative all'azienda e costringendola a pagare il costo previsto da legge per il licenziamento
  6. graziano Rispondi
    Mi sembrate un filo capziosetti... con questo approccio non andrà mai bene niente... buon lavoro, comunque.
  7. Savino Rispondi
    Ci sono situazioni di parassitismo assurde, come la compatibilità tra forme di Lsu o di coinvolgimento quali addetti nei cantieri forestali con tutti i sussidi di disoccupazione. Così, una persona viene doppiamente aiutata dallo Stato, sia quando è impiegata in questi lavori, sia quando non lo è, fino a ricoprire l'intero anno. L'intero welfare pubblico deve parlarsi: Comuni, Regioni coi CPI e Stato con l'INPS, l'AdE, la GDF e gli Ispettori del Lavoro.