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  1. Michele Rispondi
    Molti italiani devono cercare di mettersi d’accordo con se stessi. Da un lato si assiste a cori entusiastici per fff, ma poi non si vuole una legge che azzeri da domani il consumo di suolo, si vuole che ILVA. continui a produrre, si propugna l’inutile e inquinante TAV in val di susa, si osanna il TAP etc etc. Troppi ambientalisti con l’inquinamento degli altri.
  2. Luigi Rispondi
    Oggi, la questione del cambiamento climatico sembra diventata un tema ideologico. Non solo ci si divide se sia l’uomo la causa di questo cambiamento, ma anche se sia in atto effettivamente un cambiamento epocale. Fermo restando la lotta a qualsiasi tipo di inquinamento, che minaccia la vita, il dubbio sovviene quando scienziati come Zichichi o Rubbia avvertano che che la questione sul del cambiamento climatico sembra campata in aria. Rubbia nel 2014 ha addirittura affermato al Senato che tra il 2000 e il 2014 la temperatura media è addirittura diminuita, che sicuramente deve essere ridotta l’anidride carbonica in atmosfera ma che comunque non potrebbe essere questa la causa di eventuali cambiamenti climatici. Nello stesso intervento, Rubbia, che non mi sembra l’ultimo arrivato, ha spiegato come ai tempi dei romani la temperatura media fosse di 1,5 gradi superiore all’attuale (Annibale attraversó le Alpi con gli elefanti. Impresa inimmaginabile oggi ), che inoltre negli ultimi 1000 anni almeno due volte, intorno al 1000 e al 1600, abbiamo avuto due piccole glaciazioni. Ed è inimmaginabile che sia ai tempi dei romani, sia nel 1000 sia nel 1600, è immaginabile che potesse c’entrare l’attuvità umana.
  3. Gabriele Amato Rispondi
    Salve, grazie per l'articolo e per cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica (ma soprattutto richiamare i politici alle proprie responsabilità). Sono geologo e avrei piacere se deste un'occhiata e esprimeste un parere su alcune proposte (che trovate qui https://www.rigenerazioneitalia.it/piu-tutele-contro-il-rischio-idrogeologico/) che ho delineato sul tema della prevenzione al Rischio idrogeologico in Italia. Grazie
  4. Giovanni Vergerio Rispondi
    I dati relativi all’incremento di gas serra nell’atmosfera a partire dagli anni 60 sono inequivocabili nello stabilire la nostra responsabilità. Il nostro impegno dovrebbe essere in due direzioni 1) Ridurre concretamente la nostra produzione individuale misurabile di gas climalteranti di almeno l’80% al 2030 2) Sostenere quelle forze ( politiche e non) che dimostrano di operare fattivamente per un analogo obiettivo tendenziale a livello europeo e mondiale.
  5. ettore falconieri Rispondi
    Prima dela cosiddetta piccola glaciazione avvenuta dopo il cinquecento, vi è stata per secoli una temperatura molto piu alta dell'attuale e l'uomo non ne era resposabile. http://www.libertates.com/il-riscaldamento-del-mondo-non-e-causato-dalluomo/
    • Lorenzo Rispondi
      Vuol forse dire che non dobbiamo fare alcunché per tentare di ridurre il consumo di combustibili fossili (il nome stesso le potrebbe suggerire che tali combustibili non sono rinnovabili)?
  6. Sergio La Verghetta Rispondi
    Credo che uno delle modalita' di affrontare il problema sia la sensibilizzazione e la diffusione capillare della informazione, attraverso la "educazione ecologica" nelle scuole, con una rivoluzione bottom-up della gente e fra la gente ed una attivita' top-down per le istanze da affrontare politicamente.
  7. Jo Lustro (Giovanni) Rispondi
    Io penso che svegliarsi adesso sia troppo, troppo tardi, tenendo conto che tre quarti dell'umanità è disinteressata al problema. L'uomo è sulla terra da circa 300mila anni (una inezia) e la sta devastando. La natura si libererà della razza umana nel giro di qualche secolo. Purtroppo ma per fortuna.
  8. pier damiano taddeo Rispondi
    Apprezzerei che i nostri giovani partecipanti oltre all'andare in piazza adottassero comportamenti consoni .C'entra poco con l'effetto serra ma per esempio privilegiare acquisto prodotti con minima confezione in plastica , avviare al riciclo quanto possibile e privilegiare lo smaltimento di quella non riciclabile in termvalorizzatore al posto della discarica credo aiuterebbe il ns amato ambiente.
    • Amegighi Rispondi
      Sono daccordo. Ma credo che questi comportamenti dipendono spesso dai genitori che non glieli insegnano. Il dibattito è stato "furbamente" trasferito da un livello di dati e fatti scientifici ad un livello puramente politico. I dati scientifici erano chiari anche prima, ma non erano ancora sufficientemente forti per convincere i più scettici tra gli addetti ai lavori. Ora non più, e difatti si passa a discorsi lunghissimi per non decidere assolutamente niente, in una situazione dove la tecnologia c'è. La Norvegia produce quasi il 95% della propria energia da fonti rinnovabili (fonte: Governo Norvegese) eppure potrebbe farne a meno. Lo fa e basta nonostante il Governo sia conservatore. Un dato di cui non si parla mai (e che non è toccato nell'articolo) sono la diffusione delle malattie che determinerà la comparsa di patologie pesanti in zone dove non esistono. Malattie umane, con conseguenti problemi per la vita e la salute delle persone, per la vita sociale ed economica, ma anche malattie animali e vegetali con conseguente alterazioni a livello della catena agricola.
  9. Savino Rispondi
    Gli adulti debbono darsi una regolata. Parole certe sulle questioni energetiche. Basta con gli abusi del suolo. E' ora di cambiare questi progettisti pubblici e privati che speculano sull'ambiente per soldi. Vogliamo vedere persone giovani al loro posto. Basta con i pregiudizi nei confronti dei giovani, che hanno diritto a decidere della loro esistenza e non a subire le decisioni degli adulti.