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  1. Alessandro Pagliara Rispondi
    Tanti problemi per nulla. Davvero il problema è la dogana fisica?? Oggi che la maggior parte delle transazioni è informatizzata. Comunque grande rispetto alla democrazia inglese che rispetta il parlamento fino alla fine.
    • Pietro Manzini Rispondi
      Gent.mo trattare così superficialmente il problema del confine fisico è sbagliato. Se le transazioni sono informatizzate (tutte?), le merci e le persone continuano ad avere la loro fisicità. Il confine tra le due Irlande è artificiale e attraversa arbitrariamente piccoli paesi e comunità, che risultano così artificilamente spezzati (da decisioni statali/sovrane). Fino all'accordo del c.d. del Venerdì Santo conlcuso 20 anni fa, le due irlande e il RU erano funestati da una sorta di guerra civile a bassa intensità, che, per decenni, ha prodotto decine di morti. Il problema è stato risolto grazie all'eliminazione delle bariere fisiche determinata dal mercato unico europeo. La dimenticanza della storia, anche recentissima, è un'altra delle follie sovraniste che ha prodotto la Brexit. E' per non riportare le bombe nelle citta irlandesi e inglesi che si cercano soluzioni alternative alla frontiera fisica.
  2. Roberto Convenevole Rispondi
    Per l’Italia il danno economico della Brexit sarà grande (crollo delle esportazioni di Parmigiano e di Prosecco in primis, ecc.) ma la sconfitta politica è gigantesca. Fu infatti l’Italia negli anni ’60 del secolo scorso che volle fermamente l’ingresso del Regno Unito nella Comunità europea per bilanciare lo strapotere tedesco. Ricordo una vignetta su Le Monde che mostrava il generale de Gaulle con il chepì che diceva ad una Europa stilizzata “ Ma petite Eurosix, tu n’as pas l’age pour savoir compter jusqu’a Sept!”. Pertanto ha ragione Henri Schmitt a dire che per l’Europa il danno sarà importante. Ma dovrebbe anche ammettere che la fermezza granitica della Commissione europea nella trattativa dipende soprattutto dalla volontà della Germania di non farsi sfuggire l’occasione che su un piatto d’argento che i capricci della Storia le stanno porgendo: levarsi definitivamente dai piedi gli Inglesi! I sentimenti democratici dell’odierno popolo tedesco contano poco rispetto al famoso capitalismo renano ed al suo intreccio con l’amministrazione statale. Noi Italiani, che abbiamo una amministrazione pubblica di serie C rispetto agli altri, dovremmo capire che oggi più che mai questa lacuna andrebbe colmata. I tedeschi hanno quello che avevano i Romani: una amministrazione statale efficientissima che ragiona in termini secolari nei rapporti internazionali e si prende cura dei miserabili a livello sociale dal Cameralismo in poi.
    • Lorenzo Rispondi
      Condivido e non riesco a capire come in Italia siamo del tutto inconsapevoli di questo (tant'è vero che alle scorse elezioni è uscita un "non" maggioranza che ha prodotto un governo bicefalo che vuol condurre all'atomizzazione politica ed economica la nazione stessa).
  3. Mohamed Mahmoud Rispondi
    Gli Stati che avranno onori e oneri di rimanere nell'UE non dovrebbero concedere uno spostamento della deadline. Hard Brexit sia.
  4. Henri Schmit Rispondi
    A mio parere si sovrappongono due problemi, uno di merito e uno di procedura democratica, entrambi belle lezioni per tanti. Sul merito dopo quasi tre anni tutti si rendono conto quanto è difficile separarsi per motivi impulsivi da un progetto forte come l’UE. Le opzioni non sono 2 ma almeno 4, no deal, accordo senza o con unione doganale e remain, tutte perdenti o difficili, anche il remain a causa del referendum. May vuole forzare la mano ai Brexiters ponendoli davanti all’aut-aut: m(a)y deal or remain (che si rischia anche con un lungo rinvio). Corbyn non ha alcuna linea, solo nuove elezioni l’interessano. Non c’è alcuna maggioranza per nessuna delle 4 soluzioni. Hanno sbagliato di chiedere ieri un voto sul secondo referendum, ora più improbabile. Chi comanda o ha l’iniziativa (control, dicono loro)? Non più il governo ormai. Piuttosto il Parlamento cioè qualsiasi maggioranza trasversale. Ma su quale quesito? Troppe iniziative creano solo confusione. Troppi sono i gruppi, troppe le fazioni, almeno 8 ben distinte. Che cosa ha fatto tramontare il Westminster-model fondato su legge elettorale e regime maggioranza-minoranza? Ovviamente l’uso imprudente, plebiscitario, del referendum “solo consultivo”, lui stesso figlio di profonde divisioni all’interno dei due principali partiti tradizionali. Comunque vada l’esito per l’UK sarà negativo (no voice; decrescita, disinvestimenti) se no disastroso (disintegrazione del Regno Unito). E questo è un danno anche per noi, Europa e Italia.