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  1. Luca ba Rispondi
    Ottimo articolo che focalizza un problema spesso trascurato. A partire da questo è di fondamentale importanza scegliere il luogo di residenza che possa consentire una minor perdita di tempo per raggiungere il posto di lavoro. Una maggiore spesa iniziale può essere compensata proprio dalla possibilità di lavoro per entrambi i coniugi.
  2. Michele Rispondi
    1) L’area B di milano non riduce il traffico, anzi forse lo aumenta attorno a se stessa, così come ha ha fatto l’area C da anni. 2) il trasporto urbano e in particolare quello verso le grandi città è una vera emergenza con effetti su molti aspetti della società, come giustamente sottolineato dall’articolo. Proprio per questi motivi risulta ancora più incomprensibile l’accanimento nel voler spendere alcuni mld di euro in una doppia galleria da 57 km per trasporto merci con il TAV in val di susa, mentre altre sono le priorità per milioni di italiani
    • Davide Rispondi
      Infatti. Su area B/C e limitazioni del traffico l'articolo fornisce una prova magistrale di bispensiero orwelliano. Per non parlare delle arbitrarie conclusioni dell'articolo: sorvolando sul fatto che 1.6 punti in meno su 65 potrebbero non essere statisticamente significativi, come sempre correlation doesn't imply causation. In molti casi la scelta può essere quella di vivere fuori città (dove verosimilmente a parità di spesa si possono avere più spazio e più verde, oltre a non sottostare alle deliranti imposte di circolazione), a vantaggio della famiglia e dei figli, col marito che si sacrifica sobbarcandosi maggiori tempi di spostamento. In pratica si sarebbero potuti fare, con gli stessi dati, anche altri articoli intitolati: "E' il marito che paga per la moglie che non lavora", oppure: "E' il marito che paga per dare maggiore qualità di vita alla famiglia", e molti altri ancora. Ma agli ingegneri sociali pagati dai contribuenti questo non importa, loro devono decidere chi e quanto deve lavorare, dove deve vivere, quanto tempo deve impiegare per andare al lavoro, e quindi tassare e vietare a tutto spiano per ottenere i risultati che desiderano. Sulla base dei loro pregiudizi, ma spacciandoli per "scienza". Siamo una civiltà decadente a cominciare proprio dall'accademia, su cui ormai si impone una seria riflessione.
    • Mohamed Mahmoud Rispondi
      L'area B riduce (poco, riguarda pochissimi veicoli) il traffico laddove è in vigore e lo riduce anche nel suo complesso. Difatti se rende più oneroso lo spostamento con mezzo privato tra dentro e fuori Milano, dovunque abiti questo tende a diminuire, a scapito di mezzi concorrenti, quali quelli pubblici. Questo sarebbe vero in ogni caso, a maggior ragione visto che se devi muoverti tra fuori Milano e fuori Milano già prima non transiti all'interno di Milano. Oppure qualcuno si sposta da Magenta a Treviglio passando per la circonvallazione cittadina?! Le strade sono un bene non utilizzato in maniera ottimale. Occorrerebbe aumentare i costi variabili e sopratuttto fissi legati alla detenzione di un mezzo di trasporto così che, per quanto inelastica, la domanda di mezzi e quindi la i.e. congestion diminuisca. Al bollo in base alla cilindrata ne andrebbe aggiunto uno parametrato su dimensioni e peso del veicolo.