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  1. bob Rispondi
    a questo Paese come al solito fa comodo non avere memoria e senza conoscere e analizzare la propria Storia non si va da nessuna parte...! Ci dimentichiamo chi hanno messo a fare i Ministro delle Riforme? Mai come in questi ultimi 40 anni la commedia all'italiana è stata "travasata" dalla trama di un film alla vita reale. La Germania nel 1970 in piena crisi con l'aiuto decisivo fondamentale di un Italiano impostò il progetto ( non la costruzione di un auto , un progetto) della Golf auto rivoluzionaria attuale anche adesso. Di rimando l' Italia si invento la " patacca" Arnia - Alfa Sud "fallimentare progetto" tipico di un Paese furbo, abituato a vivere di espedienti, un Paese mistificatore di dati e informazioni. Questo esempio basta a far capire la differenza dei due Paesi
  2. Giuseppe Fumagalli Rispondi
    La visione di politica industriale tedesca per il futuro denota chiaramente la differenza con il nostro Paese, tutto preso a contemplarsi l'ombelico ponendosi problemi inconsistenti e certifica il gap che non potrà che aumentare. Per quanto riguarda l'ostilità UE alla fusione Alstom-Siemens, consiglio di leggere quanto scritto dal prof. Giulio Sapelli, che alle conoscenze economiche unisce una rara esperienza industriale per le collaborazioni sul campo, ad es., con Eni, ottima nave scuola: bolla senza mezzi termini l'ostilità come pura miopia.
  3. Marco Locatelli Rispondi
    Bellissima analisi, che tocca punti fondamentali per il futuro dei Paesi dell'Europa. Triste vedere come in Italia un piano industriale a media scadenza non si senta da anni e che le questioni qui toccate non vengano nemmeno sfiorate. Ancora più disarmante è vedere come ancora oggi i paesi dell'Unione ragionino ancora come corpi separati, pronti a difendersi non solo da giganti esterni, ma anche dai vicini europei. Così facendo, molto velocemente, finiremo per essere il vaso di coccio tra USA e Cina, nonostante una competenza diffusa di altissimo livello.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Aggiungerei solo che tutto questo esiste già, ma fra Germania e Francia. 40 anni fa erano ancora diffidenti, per esempio quando Thomson intendeva comprare Grundig e i Tedeschi l’hanno accompagnata verso Philips. Ma poi si è instaurato un rapporto di sempre maggiore fiducia di cui (a giudicare dai commenti giornalistici e politici) l’opinione in Italia non è minimamente consapevole. L’approccio comune per cambiare le regole europee sulla concorrenza e ridefinire il concetto di posizione dominante è un segnale chiaro. La questione trattata dall’autore esperto è quindi di sapere come entrare in quel club, ispirando fiducia (che si mette decenni, numerose legislature, a creare e un attimo, un solo governo, a distruggere) e offrendo reciprocità, un’ambizione piuttosto difficile con le tradizionali ipoteche politiche e di relazioni internazionali del paese. Quindi analisi condivisibile, forse non completa ( non tiene conto del tandem), ma “vaste tâche!” - la vedo male e lunga.