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  1. ANDREA BOITANI Rispondi
    La tesi di Claudio Virno, secondo la quale la project review sarebbe ingannevole, è viziata da un errore di fondo. Ritenere assurdo o comunque improbabile che sia stato approvato un progetto con costi largamente sovradimensionati. E che, quindi, ogni revisione del progetto porti inevitabilmente a una riduzione della performance (benefici) dell'opera una volta realizzata. Se Virno avesse avuto la pazienza di leggere il dettagliato position paper sulle project review ferroviarie e autostradali, prodotto dalla Struttura tecnica di Missione nell'aprile dello scorso anno, si sarebbe reso conto di quanto lontana dal vero sia la sua tesi. E di quanti soldi fanno risparmiare le project review realizzate a parità di performance delle opere o con riduzione di benefici nettamente inferiori a quelle dei costi.
  2. quintino lequaglie Rispondi
    io credo invece che a questo punto il referendum sia imperativo. anche come monito per il futuro. opere di questa portata non possono essere decise dai soliti "comitati d'affari"
  3. Henri Schmit Rispondi
    Bell'articolo per i principi affermati nel cappello e nel primo comma. Sono condivisi? Siamo consapevoli?
  4. Annamaria Di Zazzo Rispondi
    Non mi è chiaro come sia possibile dover ricalcolare costi e benefici una seconda volta, specie per la TAV, caso in cui la linea tracciata era transeuropea. Credo resterebbe lo stesso valore con le stesse critiche gialloverdi.