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  1. bob Rispondi
    Questo Paese è cresciuto realmente dal dopoguerra alla fine degli anni '60. Poi inizio dell'attuale disastro. Il problema non è Nord-Sud il problema attuale verte su un Italia divisa tra un elettorato con poca cultura che però ancora vota e un elettorato che rappresenta la parte attiva, istruita, aperta europeista, del Paese he non vota più. Inutile nasconderlo alla pancia si può parlare solo a chi di pancia "ragiona" molto più difficile essere credibili verso chi legge, studia ha senso critico . A questi 2 blocchi c'è da aggiungere ai "votatori di professione" coloro che in qualche maniera hanno interessi particulari per andare al seggio con la mano tesa subito dopo. Per la babele di poteri che la mediocre politica ha creato, questi ultimi sono tanti. Un porta borse, una segreteria, un posto da bidello, un gettone di presenza ad un consigliere di circoscrizione non si nega a nessuno. Avendo lavorato in una multinazionale so bene quali sono i numeri di fatturato e di potenzialità di questo Paese sarebbe da studiarseli un pò per smascherare le fandonie del Nord-Sud. La cosidetta "autonomia" sarà solo un aggravio di costi e tasse aggiuntive ,soprattuto, per chi la riceve e la creazione di ulteriore dannosa burocrazia per tutti. Pochi sanno come si crea e si completa un ciclo economico . La cosa deprimente , vergognosa che una società istruita e aperta da Nord a Sud è ostaggio di una minoranza di barbari
  2. giovanni capelli Rispondi
    Una delle maggiori conquiste della nostra storia repubblicana è stata la creazione del Sistema Sanitario Nazionale, ora se ne prospetta lo smantellamento, abbiamo sfiorato nel nostro recente passato livelli di civiltà cui ora accettiamo di rinunciare in base alla convinzione che non ce li si possa più permettere ed allora i diritti sono destinati a tornare ad essere privilegi.
  3. Gennaro Domestico Rispondi
    La riforma costituzionale voluta dal centrosinistra nel 2001 ha creato questa situazione: un'idea di federalismo che nasce dal pregiudizio nei confronti del Meridione. Una visione del Sud da cui è assente qualunque analisi seria e in cui, cosa indecente, viene sotterrata la lezione di Antonio Gramsci. Uno schieramento senza più identità ha permesso la seccessione nei fatti. Tra qualche settimana, verrà siglata l'intesa preliminare per affinché Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna ottengano autonomia su ventitre materie e, cosa più imporrante, possano trattenere i nove decimi del gettito regionale. Verrà inferta una ferita profonda all'unità del Paese e alla nostra Costituzione. Tutto questo grazie a Gentiloni prima, e al governo del cambiamento poi. Il cambiamento verso la catastrofe...
  4. Michele Rispondi
    Il federalismo differenziato mi sembra una strada rovinosa. Il decentramento non ha dato buona prova nè nell’aumentare l’efficienza della spesa nè nell’evitare fenomeni di corruzione. Già abbiamo 21 sistemi sanitari diversi, cosa già sbagliata di suo. Vogliamo davvero perseverare nell’errore e peggiorare la situazione anche in altri campi? In una situazione di crescenti sperequazioni tra aree geografiche e classi sociali da un lato e dall’altro una sempre maggiore mobilità delle persone richiesta da carriere lavorative frammentate che senso ha avere regole diverse a nord o sud del po, a ovest o est del ticino?
  5. Savino Rispondi
    Le Regioni italiane non sono gli Stati USA. Le politiche devono tener presente dell'unità del Paese, storicamente già difficile da conquistare.