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  1. toninoc Rispondi
    Illustrissimo Prof. Daveri, le previsioni del FMI, secondo molti e autorevoli rappresentanti del governo nostrano, non sono attendibili perché negli ultimi decenni, sempre secondo gli “esperti” suddetti, NON NE HANNO AZZECCATA UNA. In verità non ho sentito né il ministro Tria e tantomeno il Prof. Savona fare quelle affermazioni e qualcosa vorrà pur significare. Per i conduttori del Vapore Italia, i nostri problemi sono gli schiavisti francesi che depredano l’Africa ed i centri di accoglienza dei migranti che inquinano la razza europea. I sempre più NUMEROSI POVERI che hanno difficoltà, quando non impossibilità, a pagare le bollette a fine mese NON SONO un problema. Ci penseranno i “ NAVIGHETOR ” del governo del cambiamento con soluzioni a domicilio .
    • Marcomassimo Rispondi
      Indubbiamente il sistema globale ha accumulato nel tempo notevoli squilibri sociali e finanziari; bisogna dire pure che ha dimostrato una resilienza abbastanza superiore a quanto ci si potesse aspettare. Però, travalicando l'analisi spiccia delle congiunture, 5000 anni di Storia ci dimostrano che ad un certo punto i tappi saltano e i nodi delle contraddizioni intrinseche nei processi vengono al pettine; però, è un pò come per il Vesuvio, può essere domani come tra un secolo e oltre.
      • Davide Rispondi
        Direi che la resilienza potrà essere valutata non prima della prossima recessione. Anche prima del 2007/8 per gli "esperti" andava tutto bene, e gli squilibri non erano poi sto granchè. Abbiamo visto come sia andata.
  2. Pier Giuseppe Fontanili Rispondi
    Purtroppo siamo al "metadone" finanziario. Ma disintossicazione è lontana e chissà mai se la nostra generazione (Baby Boomers) la vedrà mai. Ma ciò che mi preoccupa di più è la crisi della politica a livello globale. Se non reagiamo da uomini "liberi e forti" (don Sturzo docet) andremo sempre più in declino.
  3. Davide K Rispondi
    Considerato che, a quanto mi risulta, l'Italia cresce sensibilmente meno della media europea almeno da metà anni '90, pensate sia possibile analizzare l'andamento di questo "spread" di crescita nel corso del tempo? In particolare: le errate misure di politica economica intraprese dall'ultimo governo, al momento in che misura stanno impattando in tal senso? Al contrario, qualcosa di visto in questi ultimi 20/25 anni è servito a migliorare la situazione? Grazie
  4. Marcomassimo Rispondi
    Un sistema economico-sociale globale, quello presente come quelli del passato storico, non ha solo problemi di congiuntura; ha pure problemi di sostenibilità sociale e politica; da un lato abbiamo lo shutdown americano e le probabili beghe di Trump coi Democratici che presumibilmente sono solo agli inizii; dall'altro abbiamo le elezioni europee e possiamo solo immaginare il casino del prossimo parlamento europeo; ne consegue che sperare fa sempre bene, però pare che a gennaio sia ancora presto per dire che "tutto va bene madama la marchesa"; anzi pare che alcune delle contraddizioni intrinseche del sistema; come per dirne una, l'incremento delle diseguaglianze, stiano per venire al pettine proprio nel corso del 2019.
  5. Lucio Malfi Rispondi
    Una pignoleria terminologica. Dire che la diminuzione del tasso di crescita del Pil del mondo nel 2019 dal 3,7 per cento al 3,5 per cento è "una limatina dello 0,20 per cento" non è del tutto preciso. Si tratta di una riduzione di 0,2 punti percentuali o, con linguaggio più moderno, di 20 punti base. Una corretta riduzione dello 0,2 per cento avrebbe comportato un tasso di crescita dello 3,69 per cento: 3,7 - ((3,7*0,2)/100).
  6. Savino Rispondi
    Potrebbero esserci ulteriori preoccupazioni legate all'instabilità del quadro politico italiano, alle contraddizioni e alle inopportunità presenti nelle misure economiche approvate, alla tempistica inappropriata delle esternazioni sbarazzine dei due vicepremier.
    • Sergio Capaldi Rispondi
      Egregio Prof. Daveri, è vero secondo l'aggiornamento all'outlook dell'IMF non c'è recessione nel 2019. detto ciò a me non risulta che l'IMF sia mai riuscito a prevedere una recessione. la capacità delle variabili "finanziarie" (indici azionari o pendenza della curva solo per citarne due) di segnalare i rischi è molto più elevata ed il segnale molto più tempestivo. L'IMF svolge un po' il ruolo del Notaio ma come previsore è un po scarsino. Considerando che il rallentamento della Cina è strutturale e che a differenza del 2016 gli spazi per accomodare il rallentamento in Eurozona sono limitatissimi dalla size del bilancio ECB e dal livello dei tassi già negativi, non mi sento di condividere il tono tutto sommato rassicurante del suo articolo anche se, come sempre, ben scritto.