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  1. PL Rispondi
    Bellissimo articolo Gianni. P.
  2. Davide K Rispondi
    Pur avendo sempre considerato la Brexit una pessima scelta (probabilmente il referendum l'unico grande errore di Cameron dopo anni esemplari in cui ha cercato di raddrizzare il paese), riesce quasi a farmi ricredere. Mi sono permesso di leggere alcuni suoi articoli degli ultimi 2.5 anni prima di commentare, e devo dire che proprio non vi rendete conto di cosa abbia potuto portare a quella scelta. Continuate a raccontarvi le favole sui poveri ignoranti. Scelta probabilmente nel complesso dannosa, ma sarà il tempo a dirlo, e soprattutto quali saranno le relazioni commerciali effettive tra UK e resto del mondo. Leggendo la sua descrizione di May ("anti esperti"), probabilmente è un bene che si realizzi ciò che teme: un ridimensionamento della cd accademia, che in molti campi è nel complesso più dannosa che utile. Purtroppo è stato fatto l'errore di spacciare l'ideologia per scienza, e le conseguenze che ne sono scaturite sono molto gravi, anche per le reazioni che inevitabilmente vedremo in futuro. Non sono andato così indietro a leggere, ma suppongo che invece Blair, che ha lasciato un paese finanziariamente sfasciato e drammaticamente squilibrato, oltre ad aver lanciato un'immigrazione che ha fatto semplicemente venire repulsione agli inglesi, sia stato bravissimo, giusto? Devo dire che leggerla mi ha dato fiducia: se UK non scadrà nel protezionismo, dopo aver sopportato qualche inevitabile sacrificio di aggiustamento avrà, probabilmente, da guadagnarci.
  3. Henri Schmit Rispondi
    (In reazione ad alcuni commenti:) Dal principio l’UE (CEE) è stata fondata su un’intesa fra F e D, e coloro che li appoggiano, in primis il Benelux, ma oggi circa 15 stati. L’Italia ha scelto da circa 25 anni di giocare un gioco diverso, quello suo storico dall’unità, cioè fare la sponda fra i più forti, oggi USA e Russia. Se l’UE fallisse (da definire! perché l’intesa F-D probabilmente sopravviverebbe), l’Italia potrebbe vantarsi di stare dal lato giusto. Se no, la sua strategia rischia di crearle più danni che benefici. La politica estera gialloverde non è che la stessa di prima, ma vista sotto una lente di ingrandimento.
  4. Gian Carlo Cincera Rispondi
    E Theresa May marcia impavida verso il baratro (BREXIT) : DOPO LA GUERRA CHURCHILL disse che l'Inghilterra preferisce il largo. Poi poi ci fu il veto del Generale De Gaulle... Poi ci fu l'errore storico dell'Europa di accettare l'adesione... Perché gli inglesi non sono cittadini MA Sudditi di una Monarchia... Senza dimenticare che Enrico VIII pur di sposare l'amante Anna BOLEYN Creo' la Chiesa Anglicana cancellando per un capriccio 1.000anni di appartenenza alla Chiesa Cattolica. Poi... fece tagliare la testa alla povera BOLEYN senza essere presente al processo... Che BREXIT sia...
  5. Lorenzo Rispondi
    A senso prevedo un uscita senza accordi. Fra 10-15 anni faranno un tagliando e potrebbero richiedere di rientrare (non alle stesse condizioni imposte dalla Thatcher) dato che alcuni paesi "riottosi" potrebbero aver chiesto e ottenuto di andar via.
  6. Enzo Rispondi
    Un'altra cosa. Sta cambiando lo scenario sul continente. Se due anni fa per l'asse franco-tedesco c'era un aspetto positivo nell'addio della GB, cioè la possibilità di un'europa più integrata senza che la GB tirasse il freno a mano e facesse da sponda ai paesi dell'est, ora qualche problema si ha anche in francia e germania. dopo le elezioni ci sarà forse un'europa più vicina alle aspettative britanniche
  7. Enzo Rispondi
    Povera May, tutte le colpe sono sue. Per prima cosa la May è stata nominata premier proprio per attuare la brexit non per boicottarla. Il parlamento non ha proposte alternative altrimenti alla maggioranza basterebbe sostituirla.
  8. Marcomassimo Rispondi
    Non è solo la May che procede verso il baratro; è tutta l'europa dell'establishment che lo sta facendo; i mea culpa di Junker sono patetici e tardivi; intere masse di differenti paesi sono abbastanza incarognite e possiamo solo sperare che i prossimi inquilini della commissione siano di spirito e di formazione ben diversi dai personaggi che ci sono adesso, i quali saranno ricordati sui libri di storia come dei grotteschi incapaci
    • Henri Schmit Rispondi
      Consiglio di leggere il testo del breve discorso di Juncker, disponibile online. Inizia in francese e finisce in tedesco. Non contesta un’eccesso di austerità in genere, ma un eccesso nei confronti della GR, un ruolo eccessivo e dannoso del FMI, e fra le righe, contesta un atteggiamento dietro le quinte troppo rigido della Germania. Nell’elenco dei paesi, quando parla di queste decisioni non ottime, non menziona ma allude secondo me indirettamente anche all’Italia, in modo non lusinghiero. Aspettiamo la pubblicazione delle memorie di Juncker, menzionate non si capisce con quale livello di ironia alle fine del discorso, per sapere che cosa intendeva esattamente. Penso di aver capito.
  9. Henri Schmit Rispondi
    Sono sempre d'accordo con le analisi del prof. Fraja. Aggiungo solo che senza la previsione di una maggioranza schiacciante, diciamo vicono a 60 vs 40, un secondo verdetto popolare a favore del remain non risolverebbe nulla. Gli ultimi sondaggi danno lo spread in rialzo a 12 punti. Nonostante gli evidenti danni che creerebbe qualsiasi Brexit, da entrambi i lati della Manica, soprattutto se più hard che soft, la separazione è preferibile ad una permanenza incerta, non convinta. E questo è anche colpa nostra, un'UE litigiosa e paesi inadempienti, incapaci di riformarsi, anzi incapaci di dire la verità. Prepariamoci a tempi duri. Invece di fuggire in avanti rivalutiamo il sovranismo, nel doppio senso nobile delle responsabilità nazionali e del consenso popolare all'azione governativa fondato su in discorso pubblico veritiero.
    • oskar Rispondi
      mi sembra un classico esempio di priorita' politiche, evidentemente il gruppo della May avra' valutato vantaggi e svantaggi elettorali e deciso che questa e' la linea che pagera' elettoralmente non che non abbiano fatto calcoli del genere in passato sbagliando, da una parte e dall'altra conoscendo bene il paese e avendo lavorato in uk negli anni 70 so che gli inglesi han visto di ben peggio della Brexit e non sono convinto che sia una scelta sbagliata per il paese, un paese con risorse straordinarie e una profonda vocazione globalista
      • Henri Schmit Rispondi
        Presumo che il commento sia finito per errore sotto il mio; non vedo infatti alcun nesso con quello che affermo io. Per quanto riguarda la vocazione e le risorse dell'UK posso pure essere d'accordo, ma è un'opnione. La questione è come vocazione e risorse sono meglio espresse e sfruttate: hard Brexit, May-Brexit, Brexit-in the common market, o Remain. Su questo i pareri si dividono; e non ci sarà alcuna prova per sapere chi ha ragione, perché il futuro sarà uno solo.