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  1. Stefano Bergamin Rispondi
    Nell'articolo si dice "viene da chiedersi se e come la regolazione dell’autorità di settore possa essere resa più efficace". Non ci vuole poi molto a capire che se si permette all'operatore di rete di cambiare nome, trasferendo il vecchio marchio, noto a milioni di utenti, ad una società di vendita, non si fa certo l'interesse dei cittadini. Eppure la vecchia Enel è diventata "e-distribuzione" ed il nome Enel adesso identifica una società di vendita. Qualcuno potrà obiettare che la nuova società si chiama Enel Energia. Peccato che quando ti chiamano al telefono si dimentichino sempre di dire la seconda parola... con buona pace dell'antitrust
  2. Andrea Rispondi
    Bisognerebbe vedere se gli italiani vogliono davvero false liberalizzazioni o se per certi servizi essenziali preferiscono certezze nazionali . Forse le liberalizzazioni han già fatto il loro corso.