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  1. Michele Rispondi
    Ma la flessibilità (meglio la precarizzazione) del lavoro non doveva risolvere tutti i mali della produttività italiana? Come mai non è cambiato nulla e la produttività ristagna da più di 20 (direi 30) anni?
  2. bob Rispondi
    In economia puoi produrre ciò che vuoi ma un processo economico matura solo se hai un mercato altrimenti fai poesia. Prova a chiedere al produttore di prosciutti di Langhirano dove ha mercato e dove spedisce prosciutti, una semplice forse banale domanda che vale molto più di dati e tabelle statistiche. Nel 2019 ancora per illudersi di sopravvivere parliamo di Nord e Sud. Quanto tempo ancora possiamo pensare di crogiolarsi con questa favola?
  3. Henri Schmit Rispondi
    Interessante. Non capisco perché nel commento dell'ultima figura dice che il contributo delle imprese sopravvissute è stato negativo. Senza uscite né entrate, se leggo bene, ci sarebbe stato nel Mezzogiorno comunque un leggero miglioramento della ptf nel 2015, mentre Lei commenta: "Le imprese sopravvissute alla crisi hanno invece segnato una dinamica della produttività mediamente negativa (al Sud come nel resto delle macro aree)." Se la ptf migliora a causa delle uscite, il dato rimane positivo tanto che il PIL non decresce (cioè se la produzione rimane nel territorio ma assicurata da imprese più sane. Alla fine è importante che un'impresa con una produttività che compromette la viabilità sparisca rapidamente e sia sostituita da un'altra più produttiva. Questo, la lentezza e l'onere delle operazioni straordinarie, ingresso, crescita, descrescita e uscita, è - intuitivamente - un fattore negativo anche per la produttività, significativo (sfavorevole) in Italia.