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  1. Marco Casale Rossi Rispondi
    I respectfully disagree. Cernusco sul Naviglio C523. Prima casa, 103mq catastali, nucleo di 3 persone, 148 Euro. In diminuzione costante mano a mano che la percentuale della raccolta differenziata aumenta. L'introduzione dell'Ecuosacco, finalizzata alla riduzione del secco "improprio" ha portato ad una riduzione del 10% della TARI. E' solo una questione di buona amministrazione.
  2. luigi bortolin Rispondi
    Comune di Venezia ( dove la tariffa e' identica sia per la terraferma + isole + centro storico ) un appartamento 100 mq , 3 persone , paga 2,59 euro * 100 mq di parte fissa + 99,97 euro per la quota variabile : totale 358,97 euro. che la casa sia in piazza san marco oppure in campagna in terraferma. Bello no ?
  3. Henri Schmit Rispondi
    Bell’articolo: informazioni precise, categorie pertinenti, conclusioni convincenti. L’ultimo grafico è davvero impressionante. Ma intanto il nostro tempo è quello della flat tax! Flat rispetto a che?
  4. toninoc Rispondi
    La tassa sui rifiuti è diventata per molti comuni una fonte di entrate che in parte sono destinate ad altre cose. Ci sono comuni a vocazione turistica che vedono produzione di rifiuti per pochi mesi all'anno ma i proprietari pagano il servizio per 12 mesi anche se le case sono abitate per 3 o 4 mesi al massimo e quindi non vi si producono rifiuti. Se si introducesse l'obbligo per i comuni di pesare i rifiuti non differenziati , la tariffa sarebbe più equa e chi produce più indiffrenziato pagherebbe una tassa più alta a prescindere dai metri quadri della casa . Il problema sarebbero i controlli e le sanzioni per chi non rispetta le regole . Sarebbe interessante conoscere attraverso qualche misura statistica quante sono le sanzioni che i comuni fanno agli utenti da essi amministrati.
  5. Marco Spampinato Rispondi
    L'idea di una tariffa marginale è difficile da attuare. Si potrebbe inoltre mettere a confronto l'effetto della tariffa 'per i poveri' con l'alternativa di offrire loro un esonero, o un reddito per pagarla. Infine, la tariffa potrebbe avvantaggiare i proprietari di seconde e terze case più che i poveri. Il problema collettivo non risolto da tariffazioni 'a consumo' è quello del controllo sull'efficienza e sull'efficacia dell'attività di differenziazione, raccolta, riciclo e smaltimento. A questo scopo, l'auto-contenimento o il comportamento virtuoso del singolo sono insufficienti. Servirebbe invece che i Comuni fossero obbligati a pubblicizzare un set di informazioni chiare e comprensibili rispetto ai costi e agli esiti (ricavi inclusi) delle attività del ciclo dei rifiuti. Le informazioni potrebbero essere inserite obbligatoriamente nella lettera che il Comune invia unitamente al bollettino di pagamento della TASSA, e organizzate in modo tale che il cittadino sia in grado di capire bene che fine fanno i suoi soldi; e quale beneficio arreca il suo comportamento virtuoso (es.: differenziare) alla comunità e alle casse comunali. La partecipazione civica capillare, fondata sulla migliore informazione circa l'uso della tassa, è una strategia alternativa alla tariffazione 'a consumo', il cui scopo è rendere i cittadini migliori controllori dei Comuni.
    • Marco Rispondi
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  6. Savino Rispondi
    In Italia fanno le patrimoniali al contrario sul piano dell'equità sociale, poichè a pagarla è l'inqulino in affitto (non proprietario di nulla), non è credibile il criterio dei metri quadri (non significa per forza più spazzatura) e l'incidenza del numero di persone residenti è valida solo per ottenere parziali esenzioni. Si faccia pagare le tasse a chi ha i patrimoni, si faccia pagare la spazzatura a chi la produce e si faccia fare la differenziata a chi svolge attività produttive, invece di controllare nel bidoncino casalingo dei comuni mortali.