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  1. Davide Rispondi
    Per fortuna che alcuni politici pongono un freno alle assurdità antiscientifiche dell'AGW. La realtà è che i fatti stanno smentendo le previsioni IPCC. I dati satellitari (meno "adjusted" ed influenzati da fenomeni locali di quelli terrestri) mostrano, come rilevato anche da Rubbia qualche anno fa, una sostanziale stabilità delle temperature in questo secolo. Anche il picco del 2015/16, dovuto a El nino, sta rientrando verso le medie del secolo. Giova ricordare che le emissioni reali di CO2 sono ai livelli più alti ipotizzati dai lavori IPCC (sono intorno ad A1FI e RCP 8.5). Eppure la dinamica della temperatura è sotto non solo ai 0.3 gradi/decade previsti nel 1990 (intervallo 0.2/0.5) sotto "business as usual", ma anche a quanto previsto nel 2001 dal terzo rapporto IPCC sotto A1FI. Ad oggi, secondo quest'ultimo, dovremmo avere un aumento di temperatura di circa 0.55 gradi rispetto al 2000, in un intervallo tra 0.4 e 0.7. Invece i dati satellitari mostrano +0.2/0.3 in questo secolo. Da notare che, anche i dati "adjusted" sulla temperatura, mostrano un trend di circa 0.17/0.18 gradi per decade. In ogni caso inferiore all'estremo inferiore dell'intervallo delle stime IPCC del '90 e del 2001 conformi alle (alte) emissioni di co2 registratesi nella realtà. Cos'altro serve per ritenere "confutate" le previsioni IPCC, e quindi i modelli a monte? Fermo restando che, neanche se le temperatura crescesse a ritmi maggiori, i modelli sarebbero confermati. Almeno non sarebbero smentiti.
  2. Dario Rispondi
    Come si può pretendere che i popoli facciano dei notevoli sacrifici quando si ignora volutamente il vero problema dell'assurdo incremento della popolazione mondiale. Si ignora (credo volutamente) che ogni secondo la popolazione della terra aumenta di 2,5 abitanti (216.000 abitanti al giorno!) , per cui ogni sacrificio che possiamo fare risulta immediatamente annullato, i nuovi abitanti vorranno anch'essi mangiare, muoversi divertirsi, in parole povere consumare e produrre altra CO2, inoltre poichè i nuovi abitanti sono quasi tutti in paesi arretrati, saranno spinti a consumare energie facili da produrre (carbone, petrolio ecc). Tutto quello che possiamo fare per ridurre la produzione di CO2 sarà vano se non si blocca l'aumento della popolazione mondiale con qualsiasi mezzo e presto!
  3. Savino Rispondi
    Ci vogliono donne e uomini di governo capaci di prendere delle decisioni. Non può essere certo il popolo, che già subisce le ristrettezze economiche, a farlo. La politica energetica e quella industriale dei Paesi devono avere parole definitive sulle fonti di approvvigionamento. In Italia, ad esempio, sono troppi gli esiti contraddittori della politica mostrati dalle vicende Ilva, Tap, Tav, trivellazioni e altre. I politici sono tenuti a dire chiaramente se l'unico loro obiettivo è la salvaguardia di posti di lavoro a prescindere dalla fonte, rinnovabile o tradizionale. Trump, ad esempio, mi è apparso esplicito in questo senso, tornando a portare avanti il carbone.