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  1. Andrea A. Rispondi
    Oggi ho letto un virgolettato di Costa che criticava gli inceneritori affermando che se inizia la costruzione oggi saranno ammortizzati fra 27 anni(dice lui). Si potrebbe fare uno studio simile a quello dell'articolo sul fabbisogno di incenerimento al 2045 ?
    • Donato Berardi Rispondi
      Un fabbisogno residuo di trattamento esisterà sempre. Solo realizzando nuovi impianti potremo permetterci di chiudere quelli più vecchi e inquinanti. Non farli vuol dire preferire la discarica. Prepariamoci ad altri buchi ...
  2. F.Mario parini Rispondi
    Economia circolare e raccolta differenziata .Questi due termini sono collegati ad altri due: senso civico ed educazione civica.Una raccolta differenziata spinta dell'umido permette prima la digestione anaerobica del materiale per produrre biometano e poi la stabilizzazione con il compostaggio . Qualunque raccolta alla circolare avrà degli scarti che o si bruciano o smaltiscono in discarica. Le ceneri inertizzate possono essere riutilizzate. Tutto si basa su una efficiente e, soprattutto, capillare raccolta.
  3. bob Rispondi
    "...racchiudere insieme le eccellenze in ambito europeo (la città metropolitana di Milano, il Veneto, l’Emilia-Romagna, la Lombardia)". Il sito più inquinato al mondo è a Brescia (Caffaro) ( http://www.bresciaoggi.it/territori/brescia-un-sito-contaminato-ogni-4-paesi-1.6172039 ) però si preferisce parlare di terra di fuochi con lo stesso metodo con cui nel medioevo si parlava di streghe, appiccicarti addosso un etichetta per coprire mille altre malefatte. La polvere c'è: nel Sud sopra il tappeto nel Nord sotto La vera emergenza di questo Paese è la cultura
  4. Antonio Rispondi
    In Italia la gestione dei rifiuti deve essere nazionalizzata. Data la coscienza degli attuali imprenditori che non si fa scrupolo di avvelenare irrimediabilmente il territorio e' meglio sobbarcarci un carrozzone statale.
    • Massimo Rosati Rispondi
      La gestione integrata (raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento) dei rifiuti urbani è già prevalentemente "pubblica", con tre grandi operatori (Iren, Hera ed A2A) che "fanno" il mercato proprio nelle Regioni "eccellenti". Gli amministratori di queste società sono espressione delle amministrazioni locali, che partecipano il capitale, ed attuano un puntuale spoils system ad ogni tornata elettorale. Non so se una nazionalizzazione migliorerebbe la situazione, peraltro il dibattito sulla necessità di liberalizzare questo settore economico importante è stato anche vivace a seguito di proposte di legge poi finite nel dimenticatoio, ed oggi, vista la dimensione notevole assunta dalle predette 3 multiutility, vedo difficile un riequilibrio in un senso - nazionalizzazione - o nell'altro - liberalizzazione. I rifiuti speciali, compresi quelli pericolosi, hanno altro destino: su base annua sono circa il quadruplo rispetto a quelli urbani, ma gran parte viene riciclato/riutilizzato in svariate filiere produttive, non penso - quindi - che per questi possa parlarsi di nazionalizzazione se non a rischio di paralizzarle.
      • bob Rispondi
        io tra due mali: nazionalizzazione e regionalizzazione preferisco il primo! Quanto meno in termini di risparmio economico. Regioni "eccellenti": il virgolettato spiega meglio di ogni altra dibattito di cosa parliamo! Due giorni fa uno "studio" ha definito Milano prima per qualità della vita , ieri un altro "studio" ha sostenuto che la periferia di Milano cioè Brescia è il sito più inquinato d' Italia o forse del mondo. Non più un Paese ma guerra tra bande
  5. mauro zannarini Rispondi
    Complimenti per la sintesi, e mi fa piacere notare che, finalmente, non si parla più di impianti di compostaggio, ma di redditiva produzione di biogas e conseguente compostaggio del solido, per aumentare l'umificazione dei terreni e la cattura di carbonio. Forse siamo sulla giusta strada per uscire dal problema rifiuti, finora sintomo della nostra ignoranza.
  6. Savino Rispondi
    Andassero a controllare meno nel bidoncino della spazzatura della povera gente e controllassero di più se la differenziata la fanno davvero in sede di smaltimento.