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  1. Claudio Bosetti Rispondi
    si potrebbe nel giro di 2 anni abbassare drasticamente nelle bevande e nei cibi zuccheri, grassi ed altre sostanze nocive. Eliminarle è impossibile ma ridurre con serrati controlli penso di sì e se sul mercato fossero proibite quelle con percentuali fuori norma, a poco a poco anche i consumatori si abituerebbero. Penso che in 2 anni (non me ne intendo perciò potrebbero essere anche meno) le aziende avrebbero il tempo necessario per riconvertirsi alle nuove norme.
  2. Andrea Rispondi
    Avevo delle pregiudiziali sull'articolo, letto l'occhiello, "ma per ridurre l’obesità più che un’imposta serve un approccio che spinga i cittadini a modificare le loro scelte alimentari", perche' un'imposta puo` spingere i cittadini a modificare le loro scelte alimentari. Poi leggendolo mi sono ricreduto, perche' e` ben argomentato. Resta secondo me il fatto che una misura di questo tipo in se`, mi parrebbe utile (pensiamo, oltre all'obesita` al diabete), certamente meglio se integrata con altre in modo sistemico. Ma se, poniamo, si mettesse una sovratassa ulteriore del 30% sulle sigarette e sui superalcolici, del 20% sugli alcolici (per quanto mi piaccia il buon vino, la dose giornaliera piu` salutare di alcol e` 0), del 15% sulle bevande zuccherate e sui cibi contenenti piu` di tot grassi trans e saturi e si ridestinassero le risorse cosi` recuperate alla detassazione di verdura e anche - in misura minore - di frutta e infine nella scuola dell'obbligo fosse gratuita e obbligatoria la frequenza a mensa con pasti ben bilanciati da nutrizionisti e fosse necessariamente impartita un'ora di educazione alimentare come parte del curriculum scolastico, allora credo che davvero le cose potrebbero cambiare in meglio e anche quasi a costo zero, anzi, forse con un guadagno a lungo termine dalla minor cura di patologie legate al consumo di alimenti malsani.
  3. Roberto La PIra Rispondi
    Il Fatto Alimentare ha raccolto l’adesione di 9 società scientifiche e di oltre 300 medici, pediatri, dietisti e nutrizionisti a favore di una tassa del 20% sulle bevande zuccherate. Anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità ha dato il suo assenso. Il gettito della tassa stimato da noi in circa 250 milioni dovrebbe essere indirizzato a sostenere programmi di educazione alimentare e progetti per affrontare il problema dell’obesità e del sovrappeso che interessa il 35% di bambini e ragazzi italiani. La proposta della sugar tax dal Movimento 5 Stelle prevede la destinazione dei fondi ad altre finalità. In questo modo però viene completamente svilito lo spirito tassa che non diventa un momento per iniziare ad affrontare un discorso di stili alimentari scorretti. Tutto ciò avviene in un contesto dove tutti parlano di dieta Mediterranea, ma poi i programmi di educazione alimentare sono affidati alla buona volontà dei singoli e i Ministeri della salute e il Mipaaft non fanno nulla al riguardo
    • santa d'innocenzo Rispondi
      Gentilissimo, l'iniziativa che che il Fatto Alimentare ha posto in essere è di grande importanza: sostenuta autorevolmente e trasversalmente in maniera così decisa, ha finalmente posto all'attenzione di tutti il problema. Purtroppo come spesso succede e come Lei correttamente ci ricorda, la destinazione dei fondi aveva già preso altre vie, quindi in ogni caso non sarebbe stato possibile l'attuare le necessarie misure accessorie. In aggiunta, mi permetto di ripetere che non c'è ancora evidenza di efficacia in riferimento all'applicazione della sola tassa, perché i consumi, anche se effettivamente si riducono, vengono in realtà spostati su altri alimenti dannosi, non migliorando di nulla il quadro sistemico, dove invece si registra un continuo aumento dell'epidemia. Sostengo l'efficacia di azioni locali perché individuare gli ambienti obesogenici e agire con forza su quelli soltanto, costerebbe di meno e avrebbe risultati misurabili.
  4. Roberto La PIra Rispondi
    La sugar tax del 20% sulle bevande che ilfattoalimentare.it ha lanciato come proposta il 16 ottobre 2018, è finalizzata a raccogliere 250 milioni da destinare unicamente a iniziative contro l'obesità e per l'educazione alimentare. La nostra proposta ha raccolto l'adesione di 10 società scientifiche che si occupano di nutrizione tra le più importanti in Italia, di 330 medici nutrizionisti, dietisti, pediatri oltre che l'avvallo dell'Istituto superiore di sanità. La proposta del Governo serve solo a fare cassa e non ha nulla a che vedere con il nostro progetto. La tassa è applicata in oltre 50 Paesi al mondo e in Europa da Inghilterra , Francia e altri