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  1. Emilio Primi Rispondi
    C'e' un fatto che non si spiega: Come mai nessuno tiene conto che l'energia nucleare non produce emissioni di CO2 ? Non e' stata miope la decisione di chiudere le centrali nucleari (che producono un inquinamento concentrato alle zone di confinamento delle scorie) per rimpiazzarle con centrali a combustione che hanno inquinato l'intera atmosfera ? E per le coddette "fonti rinnovabili", e' mai stata fatta un'alisi dell'impatto globale del loro ciclo produttivo, della manutenzione, e dello smaltimento a fine vita per unita' di kilowattore prodotto ? In altre parole, ad esempio, si considera quanta energia occorre per produrre un pannello solare e le attrezzature connesse (batterie, ecc) e per smaltirlo a fine vita ? Analoghe considerazioni si possono fare per generatori eolici o idroelettrici (ricordiamo che il piu' grande disastro ambientale in Italia fu causato dall'impianto del Vajont). E inoltre, perche' non si parla dell'anidride carbonica generata dagli allevamenti intensivi di bestiame, che sembra costituire una quota rilevante dell'immisione in atmosfera ? Ogni discussione o conferenza che ignora questi argomenti appare priva di utilita' pratica, e alimenta il sospetto che sia promossa dall'interesse di lobby legate a qualche forma di tecnologia.
  2. Dario Rispondi
    Il cambiamento climatico è certamente una realtà ma sarà impossibile bloccarlo o limitarlo se non si affronta il problema dell'aumento sconsiderato della popolazione mondiale. Non si sente mai parlare del problema della popolazone, qualsiasi azione noi possiamo fare, viene immediatamente vanificata dall'aumento della popolazione mondiale, è questo il vero problema! Il pianeta non può sopportare 8 o più miliardi di persone senza essere distrutto o senza constringerci a enormi riduzioni del tenore di vita, il pubblico deve essere edotto di questo problema che è la vera origine del problema, ma invece silenzio tombale, è un tabù.