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  1. Vincenzo Rispondi
    Lo scorporo della rete è stato un errore madornale del governo D'Alema (1998): in quella occasione doveva essere separata l'azienda telefonica dalla società gestore di rete, così da permettere un accesso equo a tutti gli operatori alternativi. Invece, Telecom è stata fatta diventare monopolista di fatto e la principale colpevole di un'arretratezza e di una totale mancanza di ammodernamento della rete, soprattutto quella in rame, che raggiunge tutti ma che in molti casi è fatiscente. Gli esempi sono abbastanza alla portata di tutti: in zone più appetibili, T.I. si è mossa e qualche lavoro lo ha portato a termine, nel resto del paese a malapena ha portato il doppino nelle abitazioni. Il digital divide si deve anche a queste scelte! Per non parlare, poi, degli ostacoli che hanno impedito di fornire servizi e connettività a tutti. Chi vive oltre i 5 km di distanza dalla centrale, specie se in collina, non ha né adsl né tanto meno fibra, per lo meno non con Telecom. Per non parlare poi dei pali di sostegno delle tratte aeree che sono caduti, adagiati su altre piante, con i doppini che li sostengono etc etc. Permane un dubbio: la rete è stata creata con i soldi pubblici (Sip), per cui non mi pare corretto comprarla di nuovo. Semmai, assegnarla ad una nuova società, magari a maggioranza pubblica, con quote anche in mano agli altri operatori telefonici, caricata di un po' del debito, che verrà ripagato con gli affitti dei cavi.
  2. Enrico Cecchi Rispondi
    Gubitosi si chiama Luigi, non Paolo