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  1. Clmg20-élite Rispondi
    Credo abbiate illustrato il tema in maniera chiara ed esauriente. Tuttavia il decreto accende un aspro dibattito morale nel quale si scontrano la parità dei genitori e l'effettivo vantaggio dei figli nei riguardi di questa situazione. Nella legge quest'ultimo pare trascurato, poiché uno sballottamento tra genitori, che non guarda alla stabilità di un minore il quale nel crescere dovrebbe possedere certezze non confusione e dubbi, potrebbe rappresentare il sorgere di conflitti e dispute difficilmente conciliabili in futuro.
  2. Giorgio Flavio Rispondi
    Secondo me non avete letto bene il DDL Pillon. Soprattutto sul mantenimento diretto le condizioni di reddito diverse è esplicito che vadano prese in considerazione. Semplicemente, se da padre che ha un reddito (ipotizziamo) doppio rispetto alla mamma devo pagare i due terzi delle spese (sempre per hp) non dovrò più versarli alla madre e fidarmi che lei li spenda per il bimbo, ma li verserò direttamente all'asilo, alla palestra, acquisterò i vestiti ecc. Non si elimina la diversa contribuzione, si elimina il versamento dell'assegno all'altro coniuge. E dove sarebbe il problema? Sull'affido condiviso, prendere i dati degli affidi "condivisi" sulla carta senza approfondire chi sia il collocatario e chi il "visitatore" (vi rendete conto? Non sono il babbo, sono il visitatore di mio figlio, mi viene da piangere) denota grande disonestà. I figli sono pacchi postali adesso, quando vengono presi ogni giovedì ed un week end ogni due. Fatevi i conti dei trasferimenti, rispetto a passare due settimane con ciascun genitori, i passaggi sono meno. Trovo Pillon (il senatore) un retrogrado, ma il suo disegno di legge potrebbe finalmente rendere giustizia a padri torturati, usati solo come bancomat e ridotti a elemosinare ai "collocatari" il contatto coi propri figli.
  3. tiziana canal Rispondi
    Articolo interessante che coglie efficacemente il “cuore” della questione: la famiglia e la genitorialità sono un argomento, una faccenda, privata o pubblica? Il decreto Pillon pare orientato verso quest’ultima opzione. Ciò che sorprende è che se questo può anche avere un senso in Paesi in cui lo Stato interviene su questioni private come la famiglia, consentendo a uomini e donne di scegliere come esercitare la propria genitorialità - accedendo a congedi, orari flessibili, servizi di welfare, etc. - e consentendo al contempo a uomini e donne il pieno accesso alla vita economica, in un Paese in cui Il tasso d’occupazione femminile è fra i più bassi d’Europa e il congedo di paternità resta, ad oggi, un provvedimento simbolico il decreto Pillon non può che destare nel migliore dei casi perplessità, nel peggiore indignazione….
    • bob Rispondi
      cara signora al posto dei professori abbiamo messo i bidelli, al posto delle cravatte volgari camice stravaccate , a posto del sapere accademico ciarlatani da bar dello sport...cosa si aspettava??
  4. Savino Rispondi
    Il minore, così, diventa un pacco postale. Fermiamoci a ragionare sulle conseguenze di queste scelte. Gli operatori del diritto, in particolare, la devono smettere di specularci sopra. Gli avvocati hanno esagerato sui cavilli per le liti familiari, oltrepassando ogni decente limite deontologico e morale.
    • Giuseppe Rispondi
      Si il ddl ha delle criticità ma che dire della situazione attuale in cui nei tribunali ci sono già i moduli prestampati in cui stante la pratica del copia e incolla a volte restano i nomi dei casi precedenti? Dove il "collocatario" (neologismo che non esiste nella legge in vigore) è sempre la madre. Dove il mantenimento diretto non viene concesso nemmeno quando richiesto e facilmente applicabile? E che l’ ITALIA E' IL PAESA PIU' SANZIONATO DALLA CORTE EUROPEA dei Diritti dell’Uomo per violazione dell’art. 8 sul rispetto della vita familiare, che siamo uno dei primi Paesi europei per tasso di perdita genitoriale post separativa, quando si è evidenziato che abbiamo il più basso tasso in Europa di affido esclusivo paterno nonché di affido paritetico. Viene in mente una citazione di Kennedy. "chi non permette una rivoluzione pacifica rende inevitabile una rivoluzione violenta"
      • Gabriele Rispondi
        Concordo pienamente con il sig. Giuseppe e vi porto la mia ESEMPLARE situazione personale. Io e la mia ex compagna, con lo stesso impiego, stesso orario di lavoro, stesso reddito e stesso patrimonio immobiliare, abbiamo una figlia e l'Affido condiviso prevede che io debba versare 400 euro al mese (+ altre innumerevoli spese) nonostante la bambina passi circa 12 giorni con me ogni mese e nonostante io avessi voluto fortemente 15 giorni al mese (50%). Qualche eminente studioso, avvocato, professore "in cravatta" (come diceva il sig. "Bob" in un precedente commento), SAPREBBE SPIEGARE LA RATIO di una tale soluzione? L'unica soluzione EQUA e MODERNA è dare uno standard per tutti coloro che lo vogliono, dopo di che spetterebbe al giudice valutare casi difformi dallo standard. Ma è chiaro che, e lo dico in aperta polemica, in questo modo verrebbe meno le necessità di "mediazione" dei Legali, Pedagoghi, Psicologi, ecc. ecc.
        • bob Rispondi
          Qualche eminente studioso, avvocato, professore "in cravatta" (come diceva il sig. "Bob" in un precedente commento)," inutile cercarli non esistono più da 40 anni..li abbiamo sostituiti con chi è stato stravaccato al Bar per un vita per poi farlo ministro delle riforme. Il male parte da lontano e la Storia vuole il suo tempo e in un Paese come questo spesso la Storia deve fare i conti con la perdita di memoria, la furbizia, il tiriamo a campare. Il problema da Lei posto è solo una procedura le indicazioni che la politica dovrebbe dare sono altra cosa