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  1. Lantan Rispondi
    Come già rilevato da altri, solo in Italia la prescrizione continua a decorrere mentre l'accertamento processuale è in corso. Negli altri paesi civili la prescrizione si interrompe o all'avvio dell'azione giudiziaria o, al massimo, alla sentenza di primo grado. In Inghilterra praticamente neanche esiste! A dir la verità, c'è un paese nel mondo che ha una regolamentazione della prescrizione come l'Italia: è la Grecia. Sarà un segno? Del resto come già affermato da Gian Luigi Gatta su penalecontemporaneo.it, chi obietta che col blocco della prescrizione i processi si allunghino all’infinito, si basa sulla convinzione profondamente errata, che la prescrizione del reato sia funzionale alla ragionevole durata del processo. Per dirla ancora con le parole di Gatta: “È patologico l’utilizzo della prescrizione come un farmaco emergenziale per curare la lentezza del processo (un farmaco che peraltro presenta, tra le controindicazioni, il possibile aumento del numero delle impugnazioni e delle strategie difensive volte a cercare di far maturare la prescrizione, allungando i tempi del processo)”. Dal mio punto di vista, non solo è giusto il decreto Spazzacorrotti, ma fisserei l’inizio della prescrizione non alla data della commissione del reato ma alla data della sua scoperta. Diverse tipologie di reati – quelli ambientali, per esempio – vengono commessi oggi ma il pm li scopre dopo dieci anni, quando le vittime cominciano ad ammalarsi di tumore...ed il reato è ormai prescritto!
  2. Michele Rispondi
    Morale della favola: 1) la prescrizione come prevista in italia non c’è in nessun altro paese, rappresenta “una peculiarità dell’ordinamento italiano” ed inoltre “conduce di fatto all’impunità degli autori di gravi illeciti”. 2) La riforma M5S produrrà effetti non prima di un decennio, ma nell’articolo si suggerisce di aspettare di capire gli effetti della riforma del 2017 per la quale occorrerà aspettare un altro decennio. Grande argomentazione: gli effetti si vedranno nel lungo periodo, cosi non si inizia mai e gli effetti non si vedranno mai...chi la rimanda la scampa...L’Italia si conferma il paese del bengodi per i delinquenti, specialmente se arricchiti e colletti bianchi.
  3. Vincenzo Bafunno Rispondi
    Ma se è vero come è vero che per circa l'80% dei procedimenti la prescrizione scatta prima che il giudizio di primo grado intervenga, che senso ha questa polemica? Perché si vuol distruggere un istituto giuridico di antica civiltà non essendo capaci di rendere il processo penale più efficiente ed efficace? e perché come al solito ci si concentra sul processo penale quando in realtà bisognerebbe concentrarsi sulla riduzione dei tempi biblici della giustizia civile?
  4. Savino Rispondi
    L'Italia non ha problemi sul processo penale, mentre ha grossissimi problemi sulla procedura civile. O si dice che la prescrizione (istituto incomprensibile nel resto del mondo) non esiste più (anche a prescindere dal primo grado di giudizio) e si semplifica per accorciare i tempi dei processi e non dar spazio ai cavilli, garantendo più personale per questo, oppure è altrettanto incomprensibile ed arzigogolato, nonchè ulteriormente iniquo questo rinvio al 2020 per i processi che abbiano superato il primo grado di giudizio. Avvocati e magistrati non possono, peraltro, continuarci a marciare sopra.