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  1. Michele Rispondi
    La manovra 2019 fa deliberatamente politiche redistributive. Adesso lo abbiamo capito? Toglie a imprese, banche e assicurazioni che molto hanno ricevuto negli anni passati (senza però creare posti di lavoro, ma tagliando gli investimenti- crollati di più del 20% rispetto al 2007) per finanziare uno schema generale di indennità di disoccupazione (come hanno tutti i paesi europei) e pensioni più in linea con l’attuale mercato del lavoro. Da dove deriva la crescita del GDP? Da più consumi. Se do quattrini a chi non arriva a fine mese, li spende tutti in maggiori consumi.
    • francesco daveri Rispondi
      E poi nel 2020 cosa fa? per continuare a crescere si aumenta ancora il reddito e la pensione di cittadinanza? E - già nel 2019 - cosa succede se l'aumento del deficit fa salire i tassi rendendo più caro il denaro di cui hanno bisogno soprattutto i poveri per spendere? E se reddito e pensione di cittadinanza fanno salire il nero, tutto bene lo stesso, anche se poi bisogna tassare di più quelli che - lavorando e investendo - le tasse le pagano?
  2. Lorenzo Rispondi
    È come per il poker. Berlusconi lanciò l'umento dell'IVA. Per vedere, il governo rilancerà, e dal 1° gennaio ci sarà l'aumento ... e salterà il banco (pubblico)
  3. Henri Schmit Rispondi
    Siamo tutti d’accordo con il prof. Daveri (e con i prof. Giannini e Panteghini). Ma è possibile accontentarsi di aver ragione? Come sconfiggere l’ignoranza più ottusa sostenuta dall’arroganza più dispotica? Come uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata la politica? A ritroso i passaggi sono stati i seguenti: economia fiacca, DEF, prime misure legislative, contratto di governo, accordo di coalizione, rifiuto del PD di trattare, risultato elettorale, legge elettorale, bocciatura della precedente legge, referendum vinto e perso, doppia riforma istituzionale promossa dai governanti, economia che arranca, mix di riforme vere e di misure fiscali demagogiche, litigi con l’UE. Mi fermo qua, perché a questo punto la storia raccontata a risalire il tempo sembra un circolo, solo che ad ogni giro tutto peggiora. Come interrompere il gioco al massacro?
  4. Dario Rispondi
    Cosa diceva il buon Daveri sugli 80 euro del compianto renzi?
    • francesco daveri Rispondi
      Per sua informazione ho criticato le manovre di tutti i governi precedenti 1) Gentiloni, bilancio 2018 https://www.lavoce.info/archives/49353/quattordici-giorni-tuttunaltra-manovra/ 2) Renzi, bilancio 2017 https://www.lavoce.info/archives/43648/i-conti-pubblici-dopo-la-legge-di-bilancio-2017/ 3) Giudizio sui primi 24 mesi di Renzi https://www.lavoce.info/archives/39645/quello-che-e-mancato-nei-primi-ventiquattro-mesi-di-renzi/ E così via. Se ha pazienza (e - chissà - buona fede) andando indietro nel tempo può trovare altri miei pezzi critici sui governi precedenti. E faccia a meno di fare commenti velenosetti nascondendosi dietro il solito anonimato da vigliacco. Ci faccia sapere chi è. Se no stia zitto.
  5. Pasquale Vilardi Rispondi
    "Governo del cambiamento"? ma dov'è il nuovo. Il dramma è che molti elettori- cittadini abboccano facendo crescere i consensi di questi ii ( imbonitori irresponsabili). Mobilitiamoci per una informazione serie e documentata
  6. Fabrizio Ferrari Rispondi
    Imbeccato dall'ottimo articolo del prof. Daveri, ho dato un’occhiata veloce alle tabelle 1.1 e 2.1 in calce al testo della relazione del presidente dell’UPB. Sul profilo del tendenziale, per il 2019, viene indicato un tasso di crescita del PIL dello 0,9% ed un rapporto deficit/PIL dell’1,2%; sul piano programmatico, invece, come miracolosa conseguenza della “manovra del popolo”, per il 2019 figurano un 2,4% di deficit/PIL ed un 1,5% di crescita del PIL. Da quel che ho capito, il “miracolo” sta in un +0,6% di crescita del PIL a fronte di un +1,2% di deficit; fin qui, si potrebbe obiettare, nulla di eccessivamente scandaloso: un euro in più di crescita per ogni due euro in più di deficit (moltiplicatore pari a 0,5). Ma c’è un “però”: di quel 1,2% di deficit in più, 0,7% viene speso per evitare l’aumento dell’IVA, lasciando quindi solo lo 0,5% per le politiche “espansive” (reddito di cittadinanza, quota 100, ecc.). Ecco quindi spiegato il “miracolo”: un +0,5% di deficit che porta ad un +0,6% di PIL, con un moltiplicatore pari a 1,2. Tra l’altro, sarebbe da spiegare come pensino, i signori Di Maio e Salvini, di attuare Quota 100 e Reddito di Cittadinanza con una spesa di circa 8-9 miliardi (0,5% del PIL) da dividere su entrambe le iniziative.
  7. Asterix Rispondi
    Complimenti al Prof. Daveri che ha illustrato bene la manovra ed ha chiarito come le critiche della Commissione sul mancato rispetto del deficit (al 2,9% rispetto all'obiettivo del 2,4%) non siano (al momento) motivate. Riguardo al fatto che si punti più su politiche sulla domanda (privata e pubblica) piuttosto che a politiche sull'offerta (riduzione di tasse) questo è assolutamente vero. Abbiamo provato le seconde politiche per anni e non ci hanno tirato fuori dalla crisi ed ora proviamo le prime politiche. Questo è il cambiamento. Ha ragione Daveri che si tratti di una piccola manovra espansiva che non produrrà sensibili incrementi di PIL, ma immaginate se fossero scattati gli aumenti IVA o avessimo attuati le politiche di riduzione del debito che precedenti governi avevano concordato.. quale sarebbe stato lo stimolo per l'economia? Non possiamo mantenere Ace o aiuti alle banche e nel frattempo chiudere ospedali o tagliare i dipendenti pubblici come fatto in Grecia. Non è socialmente (ed elettoralmente) sostenibile. Se poi riteniamo che un Paese in debito abbia perso la sua sovranità questo è un bel discorso che però ci porta fuori tema (su come è stata costruita l'Europa, ecc..). Avrei però una domanda. Perché stima che l'incremento degli investimenti pubblici sia di 1,8 mld invece che i 3,5 mld messi nella RT agli articoli 15 e 16 ?? Grazie
    • francesco daveri Rispondi
      Quello che riporto è un numero che si ricava dalla tabella desunta dalla relazione di Pisauro (che contiene gli effetti complessivi, non quelli articolo per articolo). Nella parte alta della tabella - dove ci sono gli Interventi - si trovano 4,5 miliardi di maggiori spese in conto capitale e - sotto, dove ci sono le coperture - ci sono 2,7 miliardi di minori spese in conto capitale. Il netto fa 1,8 miliardi, il mio dato.
  8. bob Rispondi
    In questa Italia di tanti proclami il dibattito, oggi tra le altre cose, si concentra sul cosiddetto reddito di cittadinanza. Ha bisogno veramente un Paese come il nostro di questo strumento? A mio avviso no. L’ Italia è un Paese il cui sistema produttivo è formato principalmente da piccolissime e piccole imprese le quali in maggioranza operano su il mercato interno ( solo il 20 % delle aziende in Italia sono esportatrici il resto operano nel mercato nazionale) mi permetto di aggiungere , anche per un po’ di esperienza, che le aziende esportatrici sono grandi aziende, nessuna piccola azienda può sostenersi con le esportazioni ( da buoni italiani spesso si fa passare per esportatori il signore che porta 2 cartoni di vino a Londra questo può valere per la statistica ma non per la sostanza) Un reddito di cittadinanza può essere concepito per casi di vera indecenza, cosa che in questo Paese ha percentuali molto basse ( nonni con pensione, proprietari di prima casa, lavori in nero arginano questa condizione). Oggi le piccolissime e piccole aziende non possono assumere; un qualsiasi consulente del lavoro serio lo dimostra numeri alla mano Il reddito di cittadinanza è un costo a perdere per lo Stato, non produce benefici a breve, non produce vantaggi a medio-lungo termine. Cosa fare? Permettiamo al mio macellaio, alla piccola impresa di ristrutturazioni, al piccolo tornitore di assumere dividendo l’onere tra l’imprenditore e lo Stato. E dal lavoro che bisogna ripartire
    • Vittorio Rispondi
      Il macellaio non può assumere perché i consumi di carne diminuiscono (per via di cambiamenti culturali), il piccolo tornitore non può assumere perché forse lavora per un mercato dell'auto in forte contrazione (vedi la riduzione del PIL tedesco); l'economia cambia e molti imprenditori sono rimasti indietro. Proporrei un reddito di cittadinanza a sostegno degli imprenditori poco produttivi per toglierli dal mercato ed investire in una "distruzione creatrice" che porti l'economia italiana nel nuovo millennio. P.s. la decontribuzione di Renzi ha prodotto risultati trascurabili.
  9. Michele Rispondi
    Mi pare che una parte importante del conto sia destinata alle generazioni future, che intanto per il momento non votano e non possono lamentarsi.
  10. Marcello Rispondi
    Io non credo che i promotori di una manovra così sbagliata siano digiuni di economia, e neanche che siano solo polarizzati sull’indubbio effetto elettorale (alle europee di primavera) di proposte così “generose”. Credo che una manovra così deliberatamente provocatoria punti a due obiettivi: uno di breve termine con la mancia elettorale, e uno di prospettiva più lunga di portarci a uno scontro con i nostri partner europei, e di passo in passo portarci a una inevitabile separazione che verrà chiamata ricupero di sovranità. Non credo che questo obiettivo sia condiviso dalla maggioranza degli Italiani, ma quando apriranno gli occhi sarà comunque troppo tardi. Auguri a tutti noi!
  11. Umberto Troise Rispondi
    Analisi molto preziosa, che consente, cifre alla mano, di comprendere l'impatto effettivo della manovra. Uno scenario ipotetico (anzi fantascientifico) che sottopongo all'attenzione del Prof. Daveri: Con un atteggiamento non conflittuale, ma moderato nei confronti della UE, 13,9 miliardi di € di investimenti pubblici al posto di quelli destinati alle politiche sociali, che sommati agli 1,8 previsti ci danno un totale di 15,7 miliardi, sarebbe stata possibile una reazione realmente positiva dell'economia nel suo complesso, sia a breve che medio termine, mercati, tassi e spread inclusi? Grazie.
  12. Francesco D. Rispondi
    Complimenti professore!!! La sua accurata analisi (come sempre) dimostra che le critiche alla legge di bilancio del "cambiamento" non devono tanto basarsi sulle "allegre" ipotesi sottostanti (come sembra aver fatto la Commissione Europea) ma analizzando (e dando per "buoni") i freddi numeri della legge stessa legge di bilancio che "parlano" e dicono che è solo una manovra elettoralistica che regala soldi a destra e a manca ....... facendo pagare il conto all'italia produttiva!!!!
    • Savino Rispondi
      Guardi che il problema è proprio quello, nel senso che Ue e, soprattutto, mercati sono chiamati a giudicare su freddi numeri sbagliati e scritti volutamente in quella maniera. Un economista deve parlare con un suo pari grado, nè coi fantasmi Tria e Conte, nè col pittoresco Savona, nè con l'idraulico Salvini, nè con Di Maio che si arrangia coi lavoretti in nero e le false invalidità. Quando in questo Governo ci sarà un economista serio col rango dei suoi simili nell'area Euro ne riparleremo.
  13. antonio petrina Rispondi
    Come non dissentire dalle legittime conclusioni del prof Daveri ? " È l’investimento che porta con sé la crescita che dura nel tempo, non la spesa corrente." Come dire :quando la golden rule è calpestata ,non si cresce!
  14. Gabriele Rispondi
    Cosa ci si poteva aspettare da questo governo che definirei di Scappati di casa. La cosa drammatica e' che anche economisti che ritenevo fossero attenti ai numeri ed ai mercati ed ai partner europei , e cioe' Tria e Savona , anziché mettere un argine a questo governo di folli , li stanno assecondando. Spero che il mercato li punisca , ci costera' cara , ma e' ora che il popolino italiano capisca che il benessere si crea col lavoro , non facendo sempre piu' debiti. l' Italia spende ogni anno di interessi passivi sul debito pubblico tra i 62/65 miliardi. Tanto quanto spendiamo per l'istruzione . Pazzesco , soldi buttati . che tra l'altro , arricchiscono chi investe in BTP , e continua ad impoverire le classi piu' povere che non hanno risparmi da investire , ma ci rimettono in quanto quei soldi mancano poi nei servizi che lo stato deve dare . Governo di scappati di casa
  15. Savino Rispondi
    Solo chi non capisce di economia può elaborare una manovra del genere. La follia del reddito di cittadinanza genererà solo denunce alla GDF e odio sociale tra i cittadini. La follia di quota 100 è la prima forma di disincentivo alla pensione di vecchiaia in favore dei calcoli da azzecacarbugli di quella di anzianità, mal conciliante con la condizione demografica attuale. Si regalano pane e dentiere a chi ha denti e brioches, mentre i nostri poveri giovani preparati e competenti continuano ad essere lasciati nella disperazione. Io ho sempre sostenuto che gli italiani il 4 marzo hanno sbagliato a votare ed il popolo non ha ragione quando si esprime così veementemente. Aggiungo che gli italiani non capiscono niente di economia perchè fondano la ricchezza sulla fortuna e non sul coraggio e sul talento. Quindi, il popolo ha la sua fetta di responsabilità in quello che sta succedendo e nei calcoli volutamente sbagliati sulla prospettiva economica.
    • Gaetano Lo Presti Rispondi
      Sono d'accordo su tutto ma vorrei far riflettere che tutto questo era prevedibile già pochi giorni dopo il 4 marzo. Se non si usa l'intelligenza per coalizzare le forze per un obiettivo si rischia solo di fare delle colte dissertazioni spettatori di una tragedia annunciata. Ricordo come finì ai Romani nell’anno 386 a.C. e i Galli avevano, quella volta, avuto la meglio su una Roma non ancora diventata caput mundi. L’Urbe era stata vinta ed occupata e i danni di guerra, che all’epoca si pagavano in oro, erano stati fissati in ben 1000 libbre d’oro. Mentre si stava pesando - su pubblica piazza - il prezioso metallo da conferire al vincitore, i romani si accorsero che le bilance erano truccate.Quello che accadde allora rimase nella storia. Infuriato per l’ardire degli sconfitti, il capo dei Galli Senoni, Brenno, sfilò allora la spada dal fodero e la gettò sul piatto della bilancia, in modo che il tributo dei vinti fosse ancor più pesante - ed iniquo - esclamando: Vae Victis - Guai ai vinti - facendo chiaramente intendere che le condizioni sono dettate da chi ha vinto. Quella volta vinsero i barbari .... Se non si reagisce, pacificamente alle elezioni ovviamente, e si rimane perdenti anche se si ha ragione verrà dato torto.
      • Savino Rispondi
        Qual è l'obiettivo: premiare i furbi? Esaltare l'ignoranza? Bypassare le procedure? Aumentare le clientele? E' curioso quando si dice che "non si è ascoltata la gente". Ma se la gente, sana e abile, anzichè chiedere aiuto allo Stato per una necessità e per cercare lavoro vuole solo intascarsi 780 Euro al mese a sbafo è giusto ascoltarla?