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  1. Luca Rispondi
    l'ex capo del FMI per il sud europa Ashoka Mody scrive che Blanchard stranamente non tiene conto del lavoro di altri colleghi del FMI. Oddly, they do not refer to work by Daniel Leigh and IMF colleagues, who conclude there is no evidence of expansionary fiscal austerity. Leigh also coauthored with @ojblanchard1, concluding that fiscal austerity can cause severe loss in output. In their latest, Leigh et al. find that even for countries with high sovereign risk, the premise has to be: a 1% fiscal consolidation will lead to a 1% contraction of GDP. Also, without accompanying interest rates cuts and currency depreciation, austerity will hurt even more.Put simply, since Italy cannot expect monetary easing, fiscal austerity--far from raising output--could cause a sharp output fall and raise the debt burden. Expecting that, markets will demand higher interest rates if there is fiscal austerity. Especially now, when Italian GDP has stopped growing and unemployment is rising--and since the declining pace of global trade will heighten an Italian recession risk--austerity could set Italy into a downward economic spiral. …. Is this a risk worth taking?
  2. enzo di giangirolamo Rispondi
    Non credo che Paolo Savona e Tria non abbiano mai letto un libro di economia. Piuttosto è la Bce che non svolge appieno le funzioni di Banca centrale perché non sostiene selettivamente, con l'acquisto dei titoli di stato in modo da evitare l'aumento dello spread e quindi degli interessi sul debito pubblico, i paesi che politicamente vogliono attuare politiche economiche espansive. L'europa persegue la stabilità finanziaria mediante la ferrea austerità e non con politiche economiche di disavanzo. Ciò non va bene per l'Italia (gli elettori lo hanno rimarcato) in quanto negli ultimi sei anni i poveri assoluti sono diventati 5/6 mln e gli indigenti circa 4 mln, il debito pubblico è aumentato di circa 200 mld di euro, la ripresa economica non è stata significativa (siamo l'ultimo paese in europa) l'occupazione stabile è diminuita e quella precaria aumenta solo da aprile ad agosto (lavori stagionali) per poi scomparire
    • Luigi Rispondi
      Il probema non è rappresentato da Savona e Tria, che non sono politici, ma dal resto della "squadra". Quando da Bruxelles o da Francoforte ci si muove un appunto, è come se in un consesso ci si dicesse: "attenzione, mi pare abbiate messo il bicchiere troppo sul bordo del tavolo, potrebbe cadere." Le risposte di Tria, ma anche di Savona, sono sempre state nel merito, ovvero: "il bicchiere non cadrà per questo, questo e quest'altro". Poi c'è però Salvini, che nella sua perenne campagna elettorale non si lascia sfuggire l'occasione di raccattere due voti con uscite a sogan per la casalinga di Voghera, tipo: "L'Europa se ne farà una ragione!" Se ci pensa, non è una risposta, è una rinuncia a rispondere, ovvero nol merito non dice nulla, però vale come: "che il bicchiere cada, non è problema mio". E lo spred, di conseguenza, altro che cadere, vola. Ma solo a causa di un'uscita insulsa di un ministro incompetente nello specifico, che ha sempre selve di microfoni scodinzolanti pronti a cogliere, e quindi riportare sugli schermi, ogni esternazione, pertinente o meno che sia. Osserviamo criticamente alcuni fuori dall'Italia, anche se su quelli non possiamo farci nulla, ma non trascuriamo l'atteggiamento dei nostri che, volendo parlare sempre e troppo, alla pancia dei loro elettori, finiscono per causare danni enormi, ed assolutamente evitabili.
    • UgoF. Rispondi
      In realtà, dopo la recessione del 2011 e per scongiurare ulteriori contagi come quello Greco é stato implementato il cosiddetto "bazooka" che permette alla BCE di acquistare titoli illimitatamente per ridurre lo spread degli Stati target.
  3. Francesco Rispondi
    Sarà interessante vedere se Blanchard tratterà questo tema anche nel dibattito che terrà con Emiliano Brancaccio a dicembre, in Fondazione Feltrinelli. Nemmeno Brancaccio è tenero con questo governo ma forse la sua proposta di policy sarà diversa.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Si, ottima analisi, ma il mondo, internet, abbonda di giudizi seri come questo, solo che in questo paese sono soverchiati da coloro che gridano più forte o hanno più spazio nei media.
  5. Aldo Di Fabrizio Rispondi
    Vorrei sapere se è possibile quale modello econometria è stato utilizzato per arrivare ai risultati presentati nell'articolo
    • Massimo GIANNINI Rispondi
      Ottima analisi ? Peccato che scrivono castronerie del tipo "l’aumento dei tassi di interesse è una reazione derivante dalle politiche descritte nella proposta di bilancio" e "l’effetto medio di un aumento dei tassi di interesse a lungo termine sul prodotto è di circa 1 a 1". Infatti nel primo caso la correlazione non è stabilita (i tassi sono aumentati in tutto il mondo e in Europa a causa della fine imminente del QE della BCE). Nel secondo caso l'effetto medio, traslativo, di un aumento dei tassi sui titoli lunghi o sul credito non è certo immediato. Infatti la durata finanziaria del debito è di circa 7 anni, quindi prima che lo spread (calcolato sul decennale) si rifletta in un aumento del costo del debito ce ne vuole. Lo stesso per il credito alle imprese o ai privati, i tempi di traslazione sul costo del denaro non sono né immediati né 1 a 1 , né è detto che dipendano dalle politiche economiche fiscali del governo.
    • Massimo GIANNINI Rispondi
      Non c'è: dati e correlazioni sono inventati.
      • Henri Schmit Rispondi
        La prima correlazione fra annuncio di un certo programma fiscale ed evoluzione dello spread è (invece) evidente, incontestabile. Sulla seconda correlazione il commentatore confonde il rapporto fra aumento spread e minor crescita (discusso nell’articolo e stimato 1:1) e il rapporto fra aumento spread e maggior costo del debito pubblico. La superficialità squalifica l’intero commento.
      • marco molgora Rispondi
        PUNTO 1: "A partire da metà aprile, i rendimenti (forse si sarebbe dovuto dire i differenziali) dei titoli italiani sono cresciuti di circa 160 punti base. Ciò si è verificato in 2 fasi: in maggio — quando la squadra e il programma della coalizione di governo si stavano delineando — e a fine luglio, quando hanno iniziato a diffondersi le notizie sui contenuti della manovra." Per cui se ne deduce, sul piano logico che: "L’aumento dei tassi di interesse (in Italia) è una reazione derivante dalle politiche descritte nella proposta di bilancio... la crescita dei rendimenti riflette un insieme più vasto di preoccupazioni, tra cui le i dubbi sulla volontà del governo di restare all’interno dell’Eurozona". L'autore è sempre stato prudente nelle stime degli effetti delle variabili su parte reale e finanziaria. PUNTO 2° L'effetto di tali aumenti dei tassi sul costo del debito è legata alla durata finanziaria del debito. Ma l'effetto sull'economia reale è legato al costo del debito bancario per finanziare il circolante e gli investimenti, ed al cambiare delle aspettative (la fiducia imprese e consumatori o gli "animal spirit"). Il paradosso logico, passati in pochi anni dai governi "cultori" del rigore finanziario in grado da solo di produrre la crescita economica, ai "cultori" della spesa corrente in deficit capace di creare sviluppo senza guardare la composizione della spesa ed ai suoi effetti sui tassi di interesse. Limiti "ideologici" nelle relazioni fra parte monetaria e reale!
  6. Aldo Di Fabrizio Rispondi
    E' possibile sapere il modello econometrico utilizzato per le stime da parte degli autori? Ottimo articolo!
  7. marco molgora Rispondi
    Articolo ben argomentato, legato ai dati, senza pregiudizi per le politiche espansive, e quindi l'obiettivo macroeconomico dichiarato del governo. La domanda è: il governo che guida le attuali politiche macroeconomiche, lo leggerà mai questo articolo? Sarebbero in grado di capirne il significato, e di rispondere in modo costruttivo ed argomentato, cioè senza slogan? Anzi credo siano gli stessi slogan, che procurano in parte l'aumento dei tassi di interesse, causando l'effetto deflattivo. Quindi il dubbio: sbagliano strumenti senza capire, o sono scelte volontarie e per quali fini? La crescita è legata sempre nel medio periodo all'aumento di produttività del sistema economico e delle imprese? Quale politiche per la crescita della produttivià si vedono in questa politica macroeconomica?
  8. Savino Rispondi
    Una manovra fatta da chi un libro di economia non l'ha mai letto e da chi ha pensato bene di mettersi a fare politica anziché trovarsi un lavoro. Gli italiani si pentiranno delle loro scelte e di essere andati dietro solo a chi passa le giornate a fare selfie e dirette facebook denigrando addirittura Draghi.