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  1. Francesca Rispondi
    Incredibile che con le mie tasse (o tolti dai servizi di cui usufruisco o dovrei poter usufruire in futuro, se a debito oggi) io debba essere costretto ad operazioni fallimentari. Io lavoro nonostante tutto, senza aiuti da parte di nessuno. Eppure Calenda ha potuto dare 900 milioni di Euro ad Alitalia come prestito ponte, unico operatore disposto a correre il rischio, per mantenere posti di lavoro inefficienti. Ma lo Stato è una società finanziaria? Possibile che qualcuno pensi possa esserlo in maniera efficiente? Incredibile che la normativa comunitaria preveda agli Stati di concedere prestiti. é un nonsense, se le condizioni di mercato sono realistiche allora già il mercato in maniera più efficiente offre quei prestiti. E allora dovrebbero essere vietati sempre spostamenti di denari dallo Stato alle società private.
  2. Michele Rispondi
    È ovvio che l’ingresso di Fsi in Alitalia sia solo una operazione finanziaria, tanto per parcheggiare Alitalia da qualche parte. D’altro canto Alitalia non la vuole nessuno se non ripulita di tutti i problemi e inoltre regalata. In questo caso rimarrebbero sulle spalle dei contribuenti italiani qualche miliardo di costi, solo per regalare la compagnia a dei privati. Visto che ora perde “solo” 315 milioni anno, con quanto rimarrebbe a carico dei contribuenti si pagano 15/20 anni di perdite. Con un team di management medio, ma onesto, in 15/20 anni si può puntare al pareggio..
  3. Giovanni Rispondi
    Per raggiungere Fiumicino da Bologna, Firenze e altre città è comunque più comodo l'aereo. Se il collegamento venisse soppresso a favore del treno, gli utenti potrebbero indirizzarsi verso Monaco, Francoforte o Parigi. Le ferrovie non dovrebbero dimenticare la loro funzione di trasporto pubblico universale e curare anche le altre linee oltre all'AV. Ad esempio sulla linea Ancona Roma anni fa c'era il Pendolino che impiegava 3 ore, oggi c'è un IC che ne impiega 4 se va bene, ma spesso ritarda anche di ore.
  4. andrea goldstein Rispondi
    Nn c'è dubbio che l'integrazione societaria ferro-aria nn risponde a nessuna logica di business, tanto più che difficilmente Trenitalia può essere considerate un modello di attenzione al servizio. Possiamo forse consolarci al pensiero che le due alternative ipotizzate, Boeing e I cinesi, sono state abbandonate, e che anche questa fallirà ..