logo


  1. Giuseppe Rispondi
    È corretto quindi dire che la proprietà privata non trae nessun vantaggio dalla partecipazione al capitale rispetto ai medesimi operatori privati del settore che non partecipano?
  2. Aurelio Rispondi
    Quello che a dichiarato Di Battista per me e Vero perché nella Banca D'Italia ce un enorme conflitto di interessi con le banche. Comunque dovrebbe spiegare agli Italiani come mai la Banca D'Italia non è mai intervenuta, pur sapendo che diverse banche stavano fallendo, così tanti piccoli risparmiatori si sono visti privati dei loro risparmi.
  3. Giovanni Rispondi
    Pongo un paio di domande da ignorante in materia: ma quelle banche che detengono il capitale di Bankitalia possono ritirarlo (riprenderselo), anche solo in parte, quando vogliono? Se sì, cosa succede a Bankitalia nel caso in cui una o più banche decidano di procedere al ritiro di grosse somme di denaro? Grazie per l'eventuale risposta.
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Gentile Giovanni, grazie innanzitutto per il commento. I partecipanti al capitale sono in possesso di titoli che possono vendere quando lo ritengano necessario. Affinché tali titoli possano essere venduti è necessario che ci sia un acquirente, che deve rispettare però appartenere a una di queste categorie: banche e imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; fondazioni; enti ed istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia e fondi pensione. La vendita di quote di Bankitalia non implica quindi il ritiro di denaro, ma semplicemente la cessione di titoli dall'acquirente al venditore su un mercato secondario.
      • Giovanni Rispondi
        Altre 2 domande: forse, all'ultima riga, voleva dire "dal venditore all'acquirente"? Quindi, nel caso di una cessione di titoli, a Bankitalia non se ne accorgono neanche?
  4. Attivissimo Rispondi
    E' inutile che girate la minestra. Il fatto che Banche private siedano nella governace della Banca d'Italia la espone evidentemente ad interessi che non sono pubblici. Per cui il verdetto è che la dichiarazione è VERA!
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Gentile Attivissimo, grazie innanzitutto per il suo commento. Quale arma hanno le banche private se non hanno alcuna voce in capitolo sulla governance dell'istituto?
      • Aldo Rispondi
        in primo luogo dov'era allora l'arma del controllo che la Banca d'Italia avrebbe dovuto esercitare in tante occasioni?
  5. Paolo Canziani Rispondi
    Detenuta da privati, che però -di fatto- non partecipano ai pingui profitti, girati invece al tesoro. "Commistione d'interessi" più che limitata quindi, anche puoi stare in prima fila alle "considerazioni finali". Dunque, @mariasoleli, troppo moderata: Dibba ha detto (di nuovo) una sciocchezza sesquipedale sul piano formale, sostanziale, politico, sociale e quant'altro.
    • Paolo Canziani Rispondi
      Errata corrige: anche SE puoi stare in prima fila alle "considerazioni
  6. Sergio Brenna Rispondi
    Ma se i poteri di Bankitalia sono così limitati rispetto a quelli di BCE, forse tanto varrebbe abolirla con un netto risparmio sui suoi pletorici organismi e costi di gestione !
  7. Raniero Rispondi
    Pensare al networking, incontri durante le Assemblee, prima e dopo. Ricordarsi il pasticcio delle Banche, quasi fallite e i risparmiatori quasi truffati traditi. La nostra è una costituzione tanto bella quanto incompiuta. Quando sarà completata forse si potrà parlare di falso e vero secondo il metodo della "Voce". La mia esperienza mi dice che le affermazioni della Mariasole Lisciando non sono pertinenti al tema lanciato da Alessandro Di Battista. Dato che alla "Voce" non è la prima volta che mi trova in disaccordo, preferisco cancellarmi dalla news letter.
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Gentile Raniero, grazie innanzitutto per il commento. Dispiace tuttavia che un articolo in disaccordo col suo punto di vista l'abbia indotta ad abbandonare la lettura del sito. Il dibattito è il sale della democrazia e visioni differenti spesso offrono punti di riflessione. Nel merito del suo commento, le mie affermazioni sono pertinenti. Di Battista dice che "Bankitalia è controllata dalle banche che dovrebbe controllare". In primo luogo dire che è controllata è falso perché le banche private che ne detengono le quote non hanno di fatto alcun potere decisionale legato alla vigilanza o alle attività principali dell'istituto. In secondo luogo dire che dovrebbe controllare le banche private è falso perché le attività di vigilanza sono ormai quasi tutte passate al livello europeo.
  8. Savino Rispondi
    Viste dal Guatemala o dal Chapas, le garanzie della Costituzione italiana possono sembrare qualcosa di strano. Anche la borghesia venezuelana aveva trascurato molto questi aspetti.
  9. Francesca Martini Rispondi
    Mi sembra che si voglia liquidare una buona provocazione politica con argomentazioni di tipo formale che tutto sommato possono forse essere meglio utilizzate come argomenti a favore dell'affermazione di Di Battista. Il punto vero che emerge è che in Italia non si è mai riusciti a privatizzare completamente il sistema bancario e forse questo è il tema vero che andrebbe messo sul piatto. Fu a causa di un legislatore debole o di una lobby di interessi forte? Da questa incertezza di fondo sono derivati i barocchismi normativi che Lei ben conosce e descrive che sono piuttosto la prova provata di una contraddizione mai sanata piuttosto che una risposta chiara a chi pone un problema che non è certo di carattere tecnico-formale ma politico e sociale.
    • Stefano Rispondi
      Il fatto che la vigilanza sia svolta in buona parte dal SSM è sostanziale. L'assenza di poteri dei soci nella gestione interna della banca è sostanziale. Il ruolo marginale del Consiglio superiore (composto da persone estranee al mondo bancario) nella procedura di nomina del governatore è sostanziale.
      • Paolo Canziani Rispondi
        Esatto!
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Gentile Francesca, grazie innanzitutto per il commento. Le argomentazioni non sono meramente formali: la vigilanza è condotta per lo più a livello europeo e questo rende di fatto quasi nullo il ruolo di sorvegliante di Bankitalia nei confronti delle banche italiane. Inoltre, la governance è quasi interamente nelle mani di Governatore e Direttorio, che hanno nomine politiche su cui le banche "azioniste" non possono avere nei fatti alcuna influenza.