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  1. Alessandro Rispondi
    Ottima analisi... mi pongo una stupida domanda: Dove è scritto che le banche italiane debbano tenere in pancia i BTP italiani? Li vendessero e acquistassero i tedeschi se li ritengono più validi. Oppure semplicemente fa comodo?...tanto alla fine chi paga realmente è sempre il contribuente?
    • gian Rispondi
      i titoli tedeschi rendono meno
  2. Matteo Rispondi
    Ottima analisi. Ma mentre e' chiaro che l'Euribor non sia affetto da rischio di credito Italiano, lo spread applicato sui mutui (sia fissi futuri che variabili) e' sicuramente influenzato da rischio di credito. Le banche attingono alla liquidita' della Banca centrale e il costo della liquidita' e' influenzato dal rating dello stato. Questo riflette il sistema di haircut della ECB. Inoltre il credit risk ha anche effetto su haircut del Repo market (private). E il meccanismo di transmissione da credit risk a loan spread sebbene non immediato e' abbastanza rapido, se uno guarda le serie storiche. Uno studio della BIS (https://www.bis.org/publ/cgfs43.pdf) studia queste dimaniche e riporta questi fattori. Anche "The Pass-Through of Sovereign Risk" e' una ricerca che evidenzia in modo chiaro il meccanismo di transmissione ed e' calibrata su dati italiani. Inoltre se si guarda ai dati su loan spread (http://sdw.ecb.europa.eu/quickview.do?SERIES_KEY=143.FM.M.IT.EUR.4F.SP.A2AA225_ERIBR_WT.SPR) che sono collezionati dalla ECB potete vedere la correlazione col BTP-Bund spread nelle serie storiche. Mi sembra che Andrea Marcucci faccia dichiarazioni esatte.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Ineccepibile l’analisi, troppo generoso il giudizio. Nel duello era troppo facile vincere per Marcucci che ha esagerato contro un ignorante pericoloso che diffonde sistematicamente falsità. L’incidenza dello spread riguarda ovviamente solo i mutui futuri attraverso l’indebolimento patriminiale delle banche. Si potrebbe aggiungere che l’incidenza è minima su crediti garantiti maggiore su quelli non garantiti che richiedono maggiore capitalizzazione. Sarebbe interessante comparare il costo del finanziamento fra banche (italiane) con e banche (prevalentemente estere) senza zavorra di titoli pubblici sensibili alla variazione dello spread. Per effetto della concorrenza il divario si manifesta per mercati, molto meno per singoli istituti.
  4. Savino Rispondi
    Questo è solo un Governo irresponsabile ed incompetente che pone una pietra tombale sulle speranze dei nostri giovani di trovare lavoro, di fare famiglia, di comprarsi una casa e di avere un futuro
  5. Guido Rispondi
    1) banche italiane piene di btp devono concorrere con banche straniere senza btp e quindi non possono alzare tassi mutui a piacimento altrimenti perderebbero clienti 2) se alzassero eccessivamente tassi potrebbero sfavorire domanda già debole (alzare tassi e negoziare zero mutui che senso ha?)
  6. Luca Antimori Rispondi
    Mario Seminerio, anche noto come Phastidio, ha sostenuto nella trasmissione I Conti della Belva di Oscar Giannino su Radio24 che di fronte ai maggiori costi nella raccola che le banche devono sostenere quando aumenta lo spread, per ragioni che sono certo conoscete, una delle risposte ovvie da parte delle banche sarà di tentare di recuperare parte della perdita aumentando le commissioni. Ora, sebbene nei mutui a tasso fisso il tasso di interesse è immodificabile, lo stesso non vale per le commissioni, ergo, attraverso questo canale un aumento dello spread potrebbe tradursi in un aumento dei costi anche per coloro che hanno un mutuo a tasso fisso già sottoscritto. Come valutate questa considerazione di Seminerio?
    • mario Rispondi
      Ci può stare, ma nel complesso della rata mensile commissioni del tipo spese di incasso rata mutuo (ad esempio) sono nell'ordine di grandezza di qualche euro (al contrario degli interessi).
      • aiace96 Rispondi
        hellobank con cui ho surrogato per un tasso fisso a gennaio di quest'anno aveva collegato un conto zero spese. Il mese scorso mi è arrivata la "proposta unilaterale" che il conto passa da zero spese a 15 euro anno. A pensar male non si fa difetto (e BNL è super capitalizzata ed è pure estera, di BNP).