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  1. Mario Angli Rispondi
    Quando gli italiani emigravano negli stati uniti non c'erano né risorse per l'integrazione, né un sistema di welfare lontanamente simile a quello che garantiamo noi. C'era invece la pena di morte per chi commetteva determinati crimini.
    • Henri Schmit Rispondi
      C'era la pena di morte soprattutto per coloro che erano Italiani ma non avevano commessi i delitti ... pessimo modello, meglio guardare altrove; l'Europa ne offre parecchi, dalla Svizzera alla Svezia dal Portogallo al Benelux.
  2. Marcomassimo Rispondi
    Il problema dell'integrazione dei migranti sarà molto facilitato quando avremo integrato tutti gli italiani; cosa che è ben lungi dall'essere realizzata; ci sono zone d'Italia con tassi di disoccupazione a due cifre; negli ultimi anni è ripreso un fenomeno migratorio di italiani che ricorda per numero quello degli anni '60; ci sono italiani che lavorano ma in modo precario, o addirittura al nero; il NYTimes ha pubblicato giorni fa una inchiesta sulle sarte pugliesi che lavorano a domicilio confezionando capi firmati con un salario degno del Bangla Desh; si ha la impressione che alcuni centri di potere abbiano tanto a cuore l'immigrazione non realmente per l'integrazione, che manco sussiste per parecchi italiani, figuriamoci se può esistere per i migranti; ma invece proprio per ricreare enclavi italiane di terzo mondo, cosa a cui il nostro paese si presta di certo molto più della Svezia o della Germania; enclavi di terzo mondo che possono risultare di grande profitto per alcuni
  3. Andrea Rispondi
    Su questi temi il disinteresse per il bene comune o l'ignoranza di alcuni politici e concittadini è palese. E' semplice capire che affinché si possa vivere bene assieme è necessario insegnarli almeno la lingua e quelle norme sociali che noi diamo per scontate (costume, codice della strada, raccolta differenziata). Ma ho incontrato così diversi signori che questo glielo insegnavano talvolta qualche associazione talvolta nessuno.
  4. Paolo Z. Rispondi
    Non aver capito che al di là della prima accoglienza-salvataggio occorreva una seria e fattiva politica di gestione-integrazione dei rifugiati è stato un grave errore dei governi passati che hanno scaricato il problema sullo spontaneismo delle istituzioni locali e del terzo settore. Né mi pare che questo governo si ponga il problema, anzi. Questa assenza di politiche appropriate ed efficaci contribuisce ad alimentare il disagio e la paura di molti cittadini (come Marco).
  5. Marco Rispondi
    Ancora una volta la voce di soros emerge grazie a fondazioni compiacenti alias assoldate. Siete riusciti a fare diventare di destra città e comuni da sempre di sinistra. Continuate così
    • Dario Predonzan Rispondi
      Poteva mancare l'anonimo che, incapace di trovare argomenti, commenta riciclando il solito cliché complottista? Ridicolo, oltre tutto: Soros come la Spectre del XXI secolo ...