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  1. Stefano Monni Rispondi
    sino ad ora, l'unico elemento che consente di valutare il reddito di cittadinanza è il contratto di governo (un po' poco) per esprimere un giudizio. Dai diversi commenti che si succedono, questa misura sembra un mix di misure già esistenti promosse da altri governi. Ciò che posso dire quindi è che non sono particolarmente propenso per misure di lotta alla povertà che siano incentrate principalmente sulla corresponsione di denaro peraltro con cifre discretamente alte. Le ragioni sono quelle che parecchi anni fa il nostro Ernesto Rossi spiegava molto bene e che qui non credo sia opportuno riportare puntualmente. A fronte delle misure in denaro ritengo più appropriate misure in servizi che invece potrebbero essere sacrificate proprio per finanziarie le misure in denaro. Inoltre, credo che la misure in denaro abbiano un effetto sulla crescita e l'occupazione minore rispetto a politiche volte a finanziarie spese di investimento in infrastrutture, in formazione, ecc.……..
  2. Alessandro Rispondi
    In Italia parlare di "reddito di cittadinanza" o di misure a sostegno dei poveri è considerata una bestemmia (soprattutto se poi a parlarne è il governo Conte che - a seconda degli oppositori - viene considerato di destra, comunista o addirittura, nazional-socialista!). Abbiamo i vitalizi, ma i poveri devono arrangiarsi. Se invece lo fa la Francia di Macron, tutto bene! Qualcuno sta continuando a sfidare la pazienza degli Italiani...
  3. Asterix Rispondi
    Interessante articolo che disegna i profili comuni e le differenze tra il modello francese ed il RC. Segnalo che, come descritto dalla Corte dei Conti nel 2018, in Francia esistono diverse tipologie di sostegno alla mancanza di redditi in favore degli individui che non ricadono nell'assicurazione contro la disoccupazione valida per tutti i dipendenti (la nostra NASPI). Tra queste misure è interessante la RSA (revenue de solidariete active) che eroga fino a 524 euro mensili al povero senza lavoro o lavoratore povero (realtà dei nostri tempi). Inoltre sono previsti obblighi di formazione per accedere al contributo pubblico. Sarebbe utile sapere se la proposta Macron riguarda la RSA o altre misure e quale sarebbe l'importo mensile. Inoltre vorrei capire se si hanno informazioni sui soggetti che effettuano l'attività di formazione obbligatoria. Deve essere fatta da centri dell'impiego pubblici oppure potrebbe essere data in appalto a società private convenzionate (eventualmente soggette a precisi controlli pubblici e controllate da una autorità del settore) ? Il ricorso al soggetto privato potrebbe ridurre i costi per la realizzazione del RC anche in Italia.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Una piccola correzione: il RUA francese è universale perché vale per tutti: un reddito "universel car chacun pourra y prétendre dès que ses revenus passeront en dessous d'un certain seuil [...] Nous allons fusionner le plus grand nombre des prestations sociales pour enfin apporter une réponse unique pour s'assurer que des gens vivent dignement." Sono le parole del presidente di 5 giorni fa. La scelta del nome non potrebbe essere più in contrasto con il progetto grillino, intenzionalmente d'impronta nazional-socialista, cioè di protezione sociale riservata ai cittadini. L'idea è ovviamente in contrasto con i diritti dei residenti europei protetti dai Trattati e dalla Corte di giustizia, ma anche con la Costituzione nonostante l'uso maldestro del termine cittadino all'art. 38. Il M5s gioca su questo equivoco sfruttando uno dei rancori xenofobi più profondi nelle società europee, probabilmente la causa profonda del successo del leave al referendum britannico del 2016. Macron invece gioca a carta scoperte, senza inganno. Questa l'importanza della parola 'universale' che ha una storia più che bicentenaria precisa.
    • Asterix Rispondi
      Caro Schmit ma Lei si è reso conto che ha appena dato del nazionalsocialista = nazista ad una proposta sul reddito di cittadinanza fatta dai 5 stelle?? Io capisco che possa non piacere nel merito ma la critica non deve scadere nella delegittimazione dell'avversario. La proposta dei 5 stelle si riferisce a soggetti fiscalmente residenti in Italia che presentano una ISEE per accedere ai servizi sociali cui spetta il beneficio ed è vincolato alla disponibilità ad accettare qualsiasi lavoro offerto dai centri di impiego. Alla seconda rinuncia si perde il diritto al beneficio monetario. Molto probabilmente in sede di applicazione della misura verrebbe specificato che il beneficio non è cumulabile con le NASPI o altri sostegni sociali al reddito (come peraltro già avviene in altri Paesi). Tale schema è simile a quello esistente in Germania, c.d. HARTZ IV (peraltro molto discusso per i controlli rigidi fatti sui beneficiari e sull'eccessivo potere discrezionale dato ai centri dell'impiego). La invito a leggere alcuni articoli sulla stampa tedesca sul blog "Voci dalla Germania" che critica talune modalità applicative. Sicuramente si applica anche a tutte le persone fisiche residenti (fiscalmente) in Italia, quindi anche agli immigrati regolari già iscritti nelle liste di disoccupazione visto che non sarebbe possibile a livello costituzionale prevedere esclusioni. Quindi tutte queste differenze sinceramente non le vedo con la proposta Macron.. cordialmente
      • Henri Schmit Rispondi
        Mi riferisco solo alle parole. Prima il progetto m5s; sostengo che è intenzionalmente ingannevole; che gioca sul rancore degli Italiani (veri) contro gli immigranti che vengono per godere dei generosi vantaggi del sistema sociale. L'idea implicita è quella del popolo omogeneo che merita protezione contro le nuove minacce: globalizzazione, mercati, grandi capitali, grandi aziende i loro servitori nello Stato. Nonostante i tempi diversi, c'era la radio e il cinegiornale, oggi internet e le tv, c'è un parallelismo angosciante, ancora con violenza solo verbale e contro-verità di propaganda, accompagnate da sintomi di paura. Il nazional-socialismo all'inizio era esattamente questo: Chiusura nazionale, poi degenerata nell'ideologia razzista, rancore sociale, promesse di protezione. Al di là delle parole il regime nazista è stato ovviamente molto di più, ma gradualmente. Infine non sono contro il m5s a prescindere; riconosco rivendicazioni legittime o proposte valide (la pensione minima di vecchiaia, un approfondimento del REI, uno sviluppo dei CPI ...), o di altri, senza escludere nessuno. Quindi confermo quello che ho scritto. Non bisogna giocare con il fuoco.
      • Henri Schmit Rispondi
        Proprio oggi è riesploso il dibattito sui beneficiari del RdC (cf. stampa). Il Contratto di governo parla solo di cittadini; Salvini di conseguenza insiste pubblicamente su un’interpretazione restrittiva, ma si fa subito correggere dal MEF Tria. Se prevale Tria e le leggi, la maggior parte dei beneficiari rischia di essere immigrati e figli di immigrati. Il fatto che si abusi fino ad oggi in questo modo dell’equivoco creato (intenzionalmente) dal nome del progetto, sembra dare ragione alla mia interpretazione, a prescindere dal contenuto effettivo e dalla formulazione definitiva della legge, necessariamente universale, e non di cittadinanza.
        • Henri Schmit Rispondi
          Il fatto è talmente clamoroso che va evidenziato: Di Maio dalla Cina fa eco a Salvini, “il reddito di cittadinanza sarà solo per i cittadini.” Da un lato abbiamo quindi il nome del progetto e le declamazioni dei massimi esponenti del governo, dall’altro abbiamo gli obblighi di legge e il confronto internazionale descritto da ‘Asterix’. Due mondi diversi.
  5. LUCIANO PONTIROLI Rispondi
    Dott. Garnero, il plurale di homo è homines ...
  6. Savino Rispondi
    Bisogna andare alla radice del disagio sociale e non continuare ad inventarsi elemosine e mancette stile Achille Lauro. Lo Stato deve porsi obiettivi di prospettiva per le generazioni future e di tutela per le vere fragilità. Almeno un milione di bambini italiani è in difficoltà, non riceve l'alimentazione adeguata e le cure mediche adeguate. Mancano piani di educazione e formazione primaria. C'è totale abbandono dei minori e degli adolescenti ed incuria dei posti, come la scuola, dove essi vivono le prime esperienze di vita e didattiche. Nessuna forma di collaborazione effettiva per chi vuole mettere su famiglia e conciliare i tempi di lavoro: una neo-mamma è al bivio se decidere di non lavorare più o lavorare solo per pagare il nido. Se hai in casa un familiare disabile o gravemente malato il disagio è triplicato. Se hai bisogno di un tetto e sei onesto vai a finire davvero sotto i ponti, perdendo ogni dignità. In Italia abbiamo solo fatto il welfare degli scrocconi. Piuttosto che continuare nell'argomento di distrazione di massa degli stranieri, vorrei che gli italiani davvero bisognosi di aiuto cominciassero ad indignarsi di altri italiani che utilizzano lo Stato sociale solo per mangiare a sbafo e che, con il reddito di cittadinanza, vivranno l'apoteosi. L'Italia è campione del mondo del vivere a scrocco, sulle spalle della comunità e di tutte le categorie più deboli.