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  1. marco Rispondi
    "Invece stiamo assistendo a un dibattito condizionato dal desiderio di trovare soluzioni immediate e dai pregiudizi ideologici. L’ennesima occasione sprecata." Questo è il disastro reale e di comunicazione italiano: prima per la gestione "inaccurata" delle concessioni, oggi per le soluzioni proposte di statalizzazione. Il punto chiave è la qualità del management, legato al sistema di governace ed a quello di assetto proprietario. Una questione di incentivi corretti alle aziende e di qualità del managemet. Ps. per chi ha qualche anno sulle saplle: vi ricordate nella era propietà pubblica, come venivano soprannominate le autostrade? Nicolazzi, BI-PI-RU. con i nomi dei parlamentari che le avevano fatte approvare!
  2. roberto enrico Rispondi
    Come accaduto in altri disastri a forte componente tecnica (vedi Nasa), si scoprirà probabilmente che il crollo è stato il frutto di una catena di decisioni sbagliate prese dal management. Il tema pubblico/privato, oltre ad una valutazione di carattere finanziario comporta anche una considerazione di efficacia manageriale. Un management pubblico è fortemente avverso al rischio, nel bene e nel male, ma almeno in Italia è sempre stato più esposto a infiltrazioni corruttive. Quando si privatizza molto dipende dal tipo di management scelto dall'azionista e dai criteri con i quali viene stimolato e valutato. La fase iniziale della privatizzazione di Autostrade fu gestita da un manager prudente come Gamberale che veniva dal pubblico. Il tronco di Genova è sempre stato considerato un incubo manageriale nell'azienda. Può darsi che nel tempo siano diminuiti i controlli dello stato e aumentata la propensione al rischio del management, in precedenza i responsabili di tronco erano ing. civili e venivano dalle direzioni tecniche. Quindi privato o pubblico il tema è come sempre anche manageriale e gestionale.
  3. sergio vergerio Rispondi
    Se andiamo a vedere ciò che successo sulle privatizzazioni non solo autostrade ma Banche,Telecom,Acciaio non vedo la maggior efficienza dei privati,vedo speculazione,comportamenti al limite e talora oltre il codice penale
  4. Michele Rispondi
    Condivido l’approccio razionale, però va adattato alle condizioni italiane: 1) il rischio di authority capture in Italia è una certezza. Lo dimostrano i fatti. Con le autostrade neanche si è riusciti ad avere l’authority. Limitare le revolving doors non basta. 2) per un concessionario un incidente come quello di Genova è il peggior rischio possibile. Lo dimostrano le possibili conseguenze di una revoca. Com’è stato gestito questo rischio? Cosa ci dice tutto ciò in merito alla “qualità “ del concessionario? 3) come si fa ad adottare un approccio razionale quando non viene assicurata neanche la trasparenza minima dei contratti tra concedente e concessionario ?
  5. Toninoc Rispondi
    E' evidente che i controllori pubblici dell'operato dei privati siano molto spesso " morbidi " nei loro controlli proprio perchè i controllati hanno argomenti molto convincenti (Consulenze e prebende varie) per ammorbidirli. Si è evidenziato con le vicende del ponte di Genova e si verifica spesso in molti lavori pubblici affidati ai privati (strade, edifici scolastici ecc.) ed ove fosse difficile l'ammorbidimento dei controllori,questi vengono limitati nel loro numero per rendere impossibile i controlli sistematici a favore dei controlli a campionamento o ad autocertificazione. Basta vedere quanti sono gli ispettori a disposizione del ministero in proporzione ai lavori pubblici da controllare, e si capisce che il primo "ammorbidente" è lo stesso ministero che ha affidato il lavoro.
    • Henri Schmit Rispondi
      Gravissimo il giudizio di questo insider ben informato. Che paese! Sembra tutto un artificio strumentale per il facile arricchimento o il campare sicuro.
  6. Carmine Meoli Rispondi
    Ho letto da profano sia lo scenario di yardstick competition che le attuali opinioni sulla migliore scelta per la gestione . La tragedia non ammette argomenti, ma oltre che cercare responsabili e dibattere sui modelli gestionali , è urgente approfondire le cause del crollo e le misure per prevenire disastri simili e ripristinare la viabilità interessata . Da utente possa dire che trovo sempre migliorati asfalti ,aree di sevizio , segnaletica e le varie tipologie di barriere . Certo pedaggi e prezzi crescono in continuazione per ragioni note ( la variante di valico , la terza corsia e simili ) , ma mi aspetterei un vaglio piu severo sulle migliorie a tariffa per contenere aumenti connessi ad interventi che non migliorano la sicurezza e la percorribilità.
  7. Henri Schmit Rispondi
    Sono perfettamente d'accordo con lo spirito dell'articolo e non aggiungo altro. Faccio una domanda: conosco abbastanza bene oltre l'Italia gli altri grandi paesi europei, il Benelux e la CH; forse è una mia impressione errata, ma mi colpisce il fatto che i problemi dell'out-sourcing di funzioni pubbliche ci siano sopratutto in Italia e .... nel Regno Unito (carceri, nhs, housing, building, rail), non e sensibilmente meno in D, F, B, NL, LX e CH. Perché?
  8. michelemdo Rispondi
    Ottimo articolo, di interesse generale e comprensibile anche ai non-specialisti.
  9. michelemdo Rispondi
    https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13370506/ponte-morandi-studio-politecnico-milano-inquietante-deformazione-pilone-stralli.html buon pomeriggio, a prescindere dal gestore/concessionario di un monopolio naturale, gli artt. 32 e 41 della Costituzione rinviano un diritto alla salute pubblica e alla sicurezza nella libera inziativa economica. Nei contratti con i gestori privati, ovvero per disposizione di legge non derogabile, il dicastero competente per una certa infrastruttura dovrebbe riservarsi la possiiblità di eseguire controlli visivi e strumentali non distruttivi, a sopresa e in loco, mediante proprie risorse interne ovvero avvalendosi della collaborazione di terzi (quali. ordini professionali, laboratori esteri, ecc.). Se l'autocertificazione e il silenzio-assenso sono diffusi e leciti in vari ambiti della pubblica amministrazione italiana, è altrettanto fondante la disciplina dei potenziali conflitti di interessi controllato-controllore, mitigabile e qualora la catena dei controlli preveda ad esempio un ente tecnico nazionale di diritto pubblico che controlla, certifica e prescrive gli interventi, ovvero accredita enti di certificazione privati con simili poteri.
  10. Economia Italia Rispondi
    Siamo sostanzialmente d'accordo, una considerazione: siamo in Italia: se lasci un monopolio naturale allo stato l'azienda andrà sicuramente in rosso per via del clientelismo diffuso, spese triplicate, scarsi controlli perchè poi è il controllore che deve controllare il controllaro siamo in Italia: se dai una concessione, poi dietro iniziano ad esserci favoritisimi come in questo eclatante caso di Autostrade Spa dove l'accordo è stato addirittura scritto dagli avvocato di Autostrade e secreato sotto loro richiesta dal Governo Berlusconi. In questo paese se non si investe in cultura civica e scientifica non si andrà mai da nessuna parte, manca quel senso di responsabilità comunitaria che per un po' questo paese ha avuto ma che ce lo ritroviamo solo quando gioca la nazionale.
  11. Savino Rispondi
    Chi continua a parlare di gestione pubblica non conosce la storia italiana delle partecipazioni statali ed ignora che il debito pubblico che abbiamo inviata più a continuare a dismettere che inglobare carrozzoni.