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  1. Michele Rispondi
    Quali lezioni trarre dalla triste vicenda Alitalia? 1) il mito della mano privata efficace e efficiente si è rivalto per quello che è: un mito ideologico senza alcun fondamento 2) il Governo Gentiloni - decidendo di non decidere - ha lasciato ai successori delle grosse patate bollenti (alitalia, ilva etc.) 3) nessuna delle ipotesi sul tavolo è potabile per il governo Conte e in ogni caso sarebbero uno shock per il paese - che verrebbe messo davanti alla cruda realtà di ristrutturazioni pesantissime 4) l’Italia non può rimanere un paese con una classe dirigente senza responsabilità: chi ha causato danni deve essere messo di fronte alle conseguenze politiche, economiche e giuridiche delle proprie azioni. Aggiungo un altro punto: non so quanto costerebbe ai contribuenti italiani accettare una delle offerte condizionate oggi sul tavolo per Alitalia. Certamente molto tra cassa integrazione, scivoli pensionistici, costi sociali, tratte sussidiate, sovraprezzi sui biglietti etc etc. La bad company del 2009 sembra sia costata ai contribuenti tra tutto € 7 bn. Se questo fosse l’ordine di grandezza anche per questa volta e se davvero il buon lavoro dei commissari avesse ridotto le perdite operative a 250 milioni all’anno, allora la nazionalizzazione non sarebbe un cattivo affare: con il costo per la collettività della ristrutturazione ci si pagano 28 anni di perdite operative. Chissà che prima della pensione i commissari ce la facciano a portarla a break-even. E poi perché rendere pubbliche così tante perdite per far fare (forse) profitti a dei privati - che quando falliscono ne fanno pagare le conseguenze di nuovo ai contribuenti?
  2. Henri Schmit Rispondi
    L'articolo descrive con rara semplicità e giudica con ammirevole equilibrio il passato disastroso, il presente difficile e il futuro incerto ma modesto del vettore nazionale. Quale lezione trarre dall’epica vicenda? Non solo gli elettori ma anche i commentatori e opinionisti farebbero bene non fidarsi più di chiunque abbia causato danni seri rappresentando una realtà fasulla; peggio ancora, se l'ha fatto intenzionalmente e a proprio beneficio. L'imbroglio (dei capaci) è più pernicioso dell'inazione o dell'errore (degli incapaci).
  3. Lorenzo Rispondi
    Alitalia ha portato solo debiti e falsi risanamenti perché in questo paese manca un piano infrastrutturale nazionale con un briciolo di logica all'interno di un indirizzo economico/industriale. Come diamine è possibile far fallire una compagnia aerea di bandiera dotata di un brand forte già avviato, che ha la sua base in Italia, paese con una vocazione turistica che ogni anno dovrebbe valergli un posto sul podio per arrivi/presenze a livello mondiale (anche qui un bel discorso sarebbe da fare)??...Come è possibile che in Italia esistano 1000 campi volo e neanche un Hub veramente Intercontinentale? Malpensa l'aeroporto del Nord?...ma siamo seri?...andate da Jeff Bezos e chiedetegli perché il magazzino logistico di Amazon-Italia non lo ha costruito a Malpensa, ma a Piacenza...o chiedete ad Ikea...Alitalia fallisce perché in Italia non abbiamo la volontà di fare le cose con logica economica...alchè ci rallegriamo che qualcuno dall'estero l'acquisisca, giusto per levarci da davanti agli occhi l'immagine della nostra stessa stupidità e incompetenza
  4. toninoc Rispondi
    Trovo assurdo che si pensi ancora all'italianità di un'Azienda che agli Italiani ha portato solo e sempre debiti. I grandi gruppi industriali e finanziari Italiani hanno sempre guardato le Aziende partecipate dallo Stato come gli avvoltoi guardano le loro vittime. Per loro solo occasioni per comprare al minimo e rivendere a con lauti guadagni a chi ha i quattrini per comprare senza farsi problemi sull'Italianità degli acquirenti. Lo spezzatino Telecom ha arricchito diversi industriali Italiani e le telecomunicazioni sono finite a cascata in mano a gruppi stranieri. L'Italianità è una bufala politica. I politici hanno fatto di Alitalia un bacino elettorale di privilegiati fino a vederne il multiplo fallimento.Naturalmente tutto a carico degli Italiani.
  5. emanuele felice Rispondi
    Il Governo Lega 5 Stelle cerchi consenso non quadra da una parte la Lega in nome di una fantomatica italianità e i 5 stelle in a difesa di gruppi europei di cui non si sa il nome quindi non è pubblico il nome di sarà il nuovo CdA dell'Alitalia come mi pare di aver capito il suo ragionamento non esiste un vero piano industriale su Alitalia che continua a essere foraggiata da capitali di dubbia provenienza,magari italo egiziani con il beneplacito delle OO.SS ma senza il minimo dubbio di rilanciare un trend e un'azienda che ha dato molto all'Italia come Ferrovie Italiane .Occorre quindi che il Governo o meglio il Parlamento si svegli e cominci a discutere seriamente cosa vuole fare e non pagare 3 managers per quale motivo?vengano premiati se raggiungono risultati sennò a casa come tutti i lavoratori ma non con liquidazioni stratosferiche ma una pensione da dirigente dignitosa e basta
  6. Aldo Mariconda Rispondi
    Non so se l'articolo, che condivido totalmente, sia anteriore alla dichiarazione del governo di voler ri-nazionalizzare Alitalia. Con quali strategie? Abbiamo un governo già critico con l'idea di ridurre le tasse e nel contempo allargare i benefici. Evidentemente l'idea che il bulancio pubblico sia un piozzo senza fondo sta dominando
    • toninoc Rispondi
      I novizi governanti si stanno rendendo conto che governare è diverso dallo sbraitare nei vaffa day. Ora hanno il problema di mantenere le illusioni elettorali date ai loro elettori, ma con la simpatia dimostrata da Salvini nei confronti dell'UE, sarà difficile ottenere deroghe ai paletti economici imposti da Bruxelles vista la disastrosa situazione economica Italiana. Ed anche nel caso che qualche concessione sia fatta, sarà ad appesantire il fardello del debito pubblico sulle prossime 100 generazioni.