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  1. Giuseppe Scrofina Rispondi
    Anch'io ringrazio gli autori per le stesse ragioni ben espresse da Chiara Fabbri, proporre soluzioni per il dramma del Sud magari non cambierà lo stato di cose, ma contrasta col silenzio e l'invisibilita' che fanno andare indietro il Meridione. Però non vedo incompatibilità tra la linea sostenuta da Bella e Di Sanzo e la proposta di Boeri, che, da quanto riferito in quest'articolo, mi ricorda le c.d. (dagli oppositori) "gabbie salariali" esistenti per i dipendenti statali fino agli anni 70. Penso che ci sia del buono in entrambe e che in generale sia da perseguire l'integrazione delle idee e la collaborazione tra studiosi.
  2. Roberto Rispondi
    Forse adesso anche il nord è un modello da ripensare. Forte industrializzazione urbanizzazione caotica e inquinamento ma comunque fragile e sensibile agli umori dell' economia. Il mezzogiorno potrebbe diventare la California dell' Europa se solo investisse in cultura dell ' ambiente e nella sicurezza.
  3. Chiara Fabbri Rispondi
    Grazie del bell'articolo, il meridione d'Italia e i suoi cittadini sono stati completamente abbandonati in questi anni. Riportare il discorso pubblico sulla necessita'di garantire al Sud livelli minimi di investimento su scuola, sicurezza, trasporti, e'una questione urgente. Da troppo tempo chiunque scrive sul Sud lo fa solo per additare le evidenti carenze, senza mai proporre soluzioni credibili, incluse le necessarie risorse. Ad esempio ogni anno assistiamo alla liturgia delle valutazioni INVALSI, senza che i risultati deludenti delle scuole del sud si traducano in un aumento dei fondi per garantire il tempo pieno. Bene iniziare a parlare di nuovo di cosa fare per il meridione, andando oltre le liturgiche lamentazioni sui mali atavici.
    • bob Rispondi
      lei che parla di scuola e di cultura si è mai fatta un giro in Veneto?
  4. enzo Rispondi
    Mi sembra che gli indici scelti siano abbastanza complessi da ricavare. Come sono stati costruiti? sappiamo che il problema delle ipotesi economiche sono i presupposti su cui si basano. Sono stati testati su valori storici? esistono su serie storica correlazioni tra gli andamenti della ptf e pil (anche su dati di macroregioni euopee)? L'ipotesi di Boeri non mi convince : la vera questione è perché in italia non si parla di differenze di produttività e magari salariale tra aziende, piuttosto che fra territori.
  5. tito speer Rispondi
    Chi non è piu' giovane sorride quando si tratta di meridione perchè dal dopoguerra si parla del problema meridionale dicendo, piu' o meno, sempre le stesse cose. Miliardi di parole sono state spese sull'argomento. Ma nessuno dice che è solo con una rivoluzione culturale che il sud potrà avicinarsi al nord e ne ha tutte le potenzialità e capacità. Ma una rivoluzione culturale è lenta e necessità di politici,di intellettuali, di sociologi. di economisti, di giornalisti capaci e intelligenti che abbiano attenzione nella società meridionale. Cosa che, forse è una utopia perchè manca un leader, uno statista, una guida che ne coordini le attività.
    • bob Rispondi
      ..ma perchè il Sud deve avvicinarsi al Nord? A quale Nord? A Nord c'è uno statista? Oppure l' Italia evoluta vogliamo far credere che sia di quelli con le corna in testa? Non sarebbe meglio parlare di Paese, soprattutto alla luce di nuovi scenari mondiali?