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  1. P.PIERANGELINI Rispondi
    Anche se i dati sono non esaltanti va chiarito che 1) sono dati iniziali di un espermento nuovo 2) molto probabilmente in questo modo si vanno a recuperare persone che in parte non avrebbero seguito un corso universitario 3) dai dati è evidente anche che certe specializzazioni sono state adotatte senza degli effettivi criteri di adeguatezza alle effettive possibilità lavorative il che la dice lunga sul collegamento tra mondo del lavoro e formazione postdiploma
  2. Maurizio Rispondi
    A mio avviso esistono due criticità nascoste nell'analisi: a) programma degli ITS forzato dai partner 'industriali' che non hanno capito cosa vuole il mercato gia' al loro interno (poche idee e ben confuse) b) discriminazione sulle piattaforme di recruitment di chi non ha una laurea.
  3. Maria Rosa Rispondi
    Non intendo entrare nella discussione, essendo anch'io coinvolta nella filiera ITS, che, comunque, costituisce una novità nell'asfittico panorama della formazione superiore statale italiana nin universitaria. Depreco soltanto che non sia stato evidenziato nel titolo dell'articolo che la ricerca si riferiva ai percorsi ITS del 2014; se un lettore non clicca su sul titolo del Report di Alma Laurea (e può succedere), non lo sa e questo non è corretto. Lo dico da affezionata lettrice del sito "Lavoce.info", cui ho anche contribuito finanziariamente, sia pure in misura molto modesta.
  4. Giulio Rispondi
    Buongiorno, ammetto di essere interessato e coinvolto nel settore, quindi non scevro di conflitto di interessi. Proprio per questo evito la difesa tout court di un sistema che nella nostra Fondazione genera occupazione fra l'82% e l'86% (a 12 mesi, 95% coerente) verificabile, non posso però esimermi dal lamentare la pubblicazione nella data odierna, di un rapporto stilato tempo fa e con riferimento ai diplomati 2014! Sono state pubblicate oggi le ricerche INDIRE 2018, inoltre il rilievo è inerente la seconda programmazione 12/14, quindi su un sistema totalmente nuovo, poco promosso e poco conosciuto da famiglie, ragazzi e imprese. Apprezzo e frequento www.lavoce.info ma stavolta mi sembra un'analisi imprecisa e superficiale. Cordiali saluti
    • FRANCESCO FERRANTE Rispondi
      I dati riportati on line da Indire non consentono di verificare la metodologia di rilevazione e, in particolare, la definizione utilizzata di "occupati". Sono stati rilevati direttamente dagli Its o da società terze specializzate? Con quale metodologia? Preferisco usare dati vecchi ma affidabili (due anni!). Non comprendo peraltro perché si mettano in unico calderone i contratti a tempo indeterminato e il lavoro autonomo in regime ordinario. Sono pronto a rivedere la mia posizione sulla base di dati frutto di metodologie chiare.
  5. shadok Rispondi
    A mio avviso gli its sono indirizzati a chi non vuole intraprendere un percorso universitario di tipo tecnico-scientifico (ad esempio perché lo ritiene troppo impegnativo), quindi gli iscritti its in gran parte non sono "rubati" ad ingegneria, ma vanno ad incrementare il numero complessivo di giovani con una formazione tecnica. È poi vero che una formazione fortemente professionalizzante rischia di essere meno flessibile, ma un percorso di formazione continua nell'ambito del posto di lavoro è l'unica garanzia di mantenere (e accrescere) la propria "occupabilita"; a quaranta anni quello che hai studiato all'università venti anni prima non ti serve, direttamente, comunque a molto...