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  1. Luciano Rispondi
    Quello delle privatizzazioni è un mantra. Dovunque si sono massicciamente privatizzati servizi pubblici (sanità,trasporti,istruzione,ecc) e beni comuni (es.acqua) prezzi e tariffe sono aumentati a tal punto da rendere il tutto inaccessibile ai meno abbienti; spesso alla maggioranza della popolazione. Esempi eclatanti sono le università e la sanità USA. Un discorso a parte merita l'acqua. La Francia sta tornando indietro sulla privatizzazione. In USA le municipalità si tengono ben stretti i servizi idrici. Bolivia,Ecuador,Uruguay hanno stabilito in Costituzione che l'acqua è un diritto primario. L'Argentina ha cacciato le multinazionali dell'acqua dal paese. In Italia i cittadini hanno rifiutato la privatizzazione di acqua -e più in generale dei servizi pubblici- attraverso i referendum. Il problema in Italia sono sprechi ed eccessiva fiscalità (es.costo di carburanti, gas ed energia). Privatizzare è un falso rimedio.
  2. Sergio Ascari Rispondi
    Molto interessante. La cattura non è nuova e la privatizzazione non risolve, il fatto è che nessun regolatore è davvero indipendente, a meno che il ruolo sia riservato a chi non ha figli nè ambizioni come Cincinnato. Non so se il vostro campione considera però anche i casi opposti, quelli in cui regolatori dominati da governi anche democraticamente eletti regolano sottocosto: sono molto frequenti e paradossalmente possono portare a costi più alti nel medio termine. Come ex funzionario dell'Autorità per l'energia, per favore non confondiamo gas e autostrade, c'è un abisso. Magari avessimo AEEG per le autostrade e le ferrovie!
  3. Michele Rispondi
    Il "regolatore credibile" e indipendente temo sia una chimera. La privatizzazione completa delle utilities temo peggiori la situazione, attraverso un processo ancora piu opaco: influenza dei privati proprietari delle utilities sui politici che a loro volta inflenzano ( anche piu liberamente) i regolatori