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  1. Giancarlo Vietri Rispondi
    Se ho capito bene o il reddito di cittadinanza costa 30 miliardi, se non si tiene conto dell'affitto virtuale della casa di proprietà, o ne costa 15, se si tiene conto di tale affitto. Ma, in questa seconda ipotesi, si farebbe una cosa diversa da quella che risulta letteralmente dall'articolo.
  2. Marco Tullio Rispondi
    Sarebbe incostituzionale limitare il beneficio a chi sia in possesso di cittadinanza o a chi al momento si trovi nella possibilità di goderne. Perciò non è dato sapere quanti, nel tempo, ne faranno domanda: tanto più che le previste economie creeranno inevitabilmente ulteriore disoccupazione e che è probabile l'abbandono dell'impresa o della professione da parte di lavoratori autonomi poco fortunati. L'imputazione della rendita potenziale dell'abitazione di proprietà sarebbe illogica, e perciò incostituzionale, giacché la casa in cui si abita non può essere data in affitto se non a patto di pagare altrove a propria volta un altro affitto. Comunque dovrebbe essere esplicitata nella Legge, altrimenti la Magistratura ordinaria potrebbe accogliere il ricorso di chi impugnasse gli atti ammnistrativi volti ad introdurla. Dunque ogno stima dell'onere, nell'immediato, ma soprattutto nel medio/lungo periodo, rischia di peccare per difetto. E' gravemnte erroneo finanziare una futura partita di spesa fissa improduttiva con debiti o economie una tantum. E' assurdo annoverare tra le fonti di finanziamento sicure la tassazione su un fenomeno (il gioco d'azzardo) che s'intende contrastare per eliminarlo o almeno ridurlo drasticamente.Le misure proposte a carico dei redditi elevati contrastano con altri propositi della maggioranza volti a ridurne l'onere fiscale. Intanto si trascura il praticabile potenziamento del Reddito d'Inclusione: no uovo oggi, forse pollo domani.
  3. Giuseppe Rispondi
    Non so se sia già stata posta questa domanda. Cosa accadrebbe se le persone iniziassero a cambiare residenza per risultare nuclei familiari a sé stanti privi di salario? Mi riferisco in particolare alla gran mole di miei coetanei (sui 30) che al momento vivono ancora con i genitori e che lavorano in nero o non lavorano affatto. Grazie.
  4. Antonio Rispondi
    "il affitto"?
  5. al Rispondi
    Da misurare la variazione del debito/pil invece del debito perche' le 8 ore lavoreate per settimane devono essere contabilizzati nel GDP (come fa l'Ungheria e la Slovacchia etc, ipotizzaimo un 6 euro/h salario equiv. ) controvalore 7.3 o 12.23 mdl se un membro della famiglia deve sottostare alle condizioni per l'erogazione. L' effeto su debito pil e 0.34% o 0.44% . Sarebbe da capire la demografia dei richedenti. In ogni caso il brake even e ad 2.1 , 2.3 lavoratore per famiglia sopra questo riduce il debito/pil
  6. Marco Rispondi
    Il disegno di legge dei 5 stelle indica chiaramente in una tabella allegata che la formula di calcolo del reddito di cittadinanza è quella utilizzata dall'ISTAT nel Rapporto annuale del 2014, che si basa su una soglia di 780 euro equivalenti e un reddito familiare che comprende i fitti imputati. Nessuno contesta che questa formula costi circa 15 miliardi. La soglia dei 780 euro è molto vicina alla soglia di povertà assoluta. Si può consigliare ai 5 stelle di non prendere a riferimento quella Eurostat. Non è però "neutrale" la stima dei 30 mld. che fraintende intenzionalmente la proposta 5stelle.
    • francesco daveri Rispondi
      Nel pezzo spieghiamo che nel Ddl non si parla da nessuna parte degli affitti imputati e che aggiungere gli affitti imputati al reddito solleva vari problemi di attuazione. La stima di 15 miliardi non è coerente con il testo del Ddl mentre la nostra stima corrisponde più da vicino al testo presentato.
      • Marco Rispondi
        il problema é differenziare il trattamento dei proprietari da quello degli inquilini... il reddito di cittadinanza dei 5 stelle fa riferimento esplicito al rapporto annuale dell'Istat e quindi include nel reddito della famiglia i fitti imputati e costa circa 15 miliardi... la soluzione alternativa é quella del Rei, che toglie una parte degli affitti dal reddito Irpef aumentato dei redditi esenti... tutt'e due le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi... una terza alternativa é stabilire una soglia diversa per i proprietari, al netto della componente affitto della soglia di povertà
        • gp Rispondi
          Il reddito di cittadinanza proposto dal M5S, a norma del DDL che hanno presentato, NON include gli affitti imputati nel calcolo del reddito familiare. La definizione (molto imprecisa) fornita nell'art. 2 del DDL è la seguente: "«reddito familiare ai fini del reddito di cittadinanza»: il reddito netto medio mensile derivante da tutti i redditi percepiti". Un reddito imputato per definizione non può essere considerato "percepito". Non a caso la stima accurata del costo del programma elettorale del M5S effettuata lo scorso febbraio dal prof. Perotti ha ripreso i calcoli di Baldini e Daveri per questa voce del programma, approdando a un costo totale di 108 miliardi (contro i 78,5 quantificati dal M5S) e a un un disavanzo di 63 miliardi (contro un avanzo di 0,5).
  7. Luca Rispondi
    Qui l'unico che parla di reddito da lavoro è Renzi con la sua proposta di salario minimo garantito di 10 euro l'ora. Per il resto gli altri solo sussidi, sussidi e sussidi. Come se una società si dovesse dividere in due parti: chi la pagnotta se la deve andare a guadagnare e chi invece dovrebbe campare di sussidi alle spalle degli altri.
  8. giovanni Rispondi
    Tra tutti questi redditi da paese dei Bengodi manca platealmente il reddito da lavoro. Quello è il vero reddito. Pagare qualcuno per non fare niente oltre che immorale e diseducativo e antieconomico è offensivo dei riguardi dello stesso beneficiario e soprattutto di coloro che invece si smazzano per lavorare e portare il pane a casa. E' sempre la solita storia del pesce e della canna da pesca. Meno male che alla fine i soldi finiscono e non troviamo più nessuno disposto a "prestarceli".
  9. Maurizio Cocucci Rispondi
    Condivido la stima qui illustrata, i dati previsto nel ddl del Movimento 5 Stelle mostrano non poche lacune. Un conto poi è sbagliare di 1 o 2 miliardi di euro (che già molti sarebbero) ma di 15 è davvero inaccettabile. In Germania l'assegno di disoccupazione di lunga durata "Arbeitslosengeld II", meglio conosciuto come Hartz IV, che prevede un importo massimo di 416 euro mensili e le cui caratteristiche sono simili a questo reddito di cittadinanza proposto dal M5S prevede una spesa di 21 mld per quest'anno (fonte Ministero delle Finanze tedesco), pertanto con le dovute proporzioni tra i diversi importi in questione e le - lievi - differenze tra le due misure è del tutto verosmile che la stima nel ddl sia erronea (e di molto!) mentre sia più vicina a quella qui stimata.
  10. Savino Rispondi
    Il welfare non deve essere così a 360 gradi, nemmeno i più grandi socialdemocratici lo hanno pensato così, anche per una questione di dignità della persona quando è un lavoratore, e, soprattutto, nella mentalità collettiva, bisogna entrare nell'ottica per cui il welfare è l'extrema ratio e interviene soltanto quando proprio gli interessati (individui o famiglie) le hanno provate tutte e, nonostante ciò, non ce la fanno e non riuscirebbero a fare diversamente. Invece, mi pare di vedere un insensato panico nella società. Si dice: non lavoro perchè c'è (l'alibi) della crisi e lo Stato mi deve aiutare con il reddito, con la casa e con i servizi. Ci manca solo che lo Stato ti porti anche la colazione a letto. Sei poi esigi tutto ciò impugnando lo smartphone da 600 Euro e tenendo accesa la tua pay-tv in abbonamento, oltre al danno procuri pure la beffa. Tutto ciò mi pare sintomo di una pigrizia collettiva, cavalcata ampiamente dalle forze politiche ribelliste, che nulla ha a che vedere coi problemi dell'economia e del lavoro. Si vedano le differenze tra le proteste di questi giorni in Paesi dove le ristrettezze sono reali, come Tunisia e Iran, e lo sciacallaggio speculativo dei seguaci del signor Di Maio e del signor Salvini.
  11. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    Il calcolo, molto sofisticato, ma comunque approssimativo, presentato nell'articolo, che riprende le linee di calcolo del c.d. reddito di cittadinanza proposto dal movimento 5 stelle producendo risultanze molto diverse da quelle previste dal M5S è l'esempio di come impostare la lotta alla povertà utilizzando la prova dei mezzi, con le complicazioni che ne conseguono, alla fine si dimostri inconcludente, senza neppure avvicinarsi al principio minimo di uguaglianza, che è quello matematico.
  12. luca stefani Rispondi
    Credo che prima del reddito di cittadinanza o comunque detto, sarebbe più opportuno cercare di redistribuire il lavoro, creando così meno sperequazioni , ad esempio favorendo la riduzione dell' orario di lavoro e in generale del part time. Inoltre sarebbe opportuno che qualunque vantaggio ottenuto da servizi pubblici/ contributi fossero conteggiati come un reddito seppur virtuale ( si pensi alla differenza tra affitto di mercato e affitto in casa " popolare") altrimenti qualcuno continua a usufruire di tutte le agevolazioni, e qualcuno resta sempre escluso . infine non è accettabile che un reddito dato dallo stato sia spendibile senza controllo: as esempio per assurdo un padre alcolista se lo potrebbe bere tutto lasciando la famiglia nelle medesime condizioni di povertà reale.