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Ma la flat tax può essere progressiva?

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle dichiarazioni di Maurizio Martina sulla progressività della flat tax.

La dichiarazione

Da decenni, la flat tax strega alcuni economisti, in particolar modo liberali, e i politici che ne seguono le ricette. Applicata anche in alcuni stati dell’Europa dell’Est, la semplicità di una sola aliquota legale attrae anche due dei tre partiti della coalizione di centrodestra, oggi la favorita alla vittoria alle prossime elezioni politiche. La Lega Nord e Forza Italia considerano l’adozione dell’aliquota unica una bandiera del loro programma elettorale.

Anche di questo hanno discusso Renato Brunetta e il ministro Maurizio Martina a Carta Bianca, su Rai 3, durante la puntata del 12 dicembre. Il ministro dell’Agricoltura, e vicesegretario del Pd, rispondendo al deputato di Forza Italia, ha detto: “Dissento totalmente sulla proposta della cosiddetta flat tax, perché non credo che sia giusto che in questo paese un notaio paghi le stesse tasse di un operaio. Sono per la progressività del fisco. […] Loro pensano che un operaio e un notaio debbano pagare le stesse tasse. […] Aliquota unica ha un solo significato. L’idea che non ci sia una progressività nella riforma fiscale secondo me è un erroraccio”.

Brunetta, con ripetute interruzioni, ha invitato il ministro “a studiare di più”.

Progressività, questa sconosciuta

Un’imposta sul reddito “flat rate” prevede sostanzialmente un’aliquota legale unica da applicare alla base imponibile. È di solito accompagnata da una detrazione o deduzione di entità variabile a seconda delle proposte, per rendere progressivo il sistema fiscale.

Avete letto bene: un sistema fiscale a scaglioni, come è l’Irpef, non è il solo modo per ottenere la progressività. Grazie alla deduzione o detrazione infatti anche un sistema ad aliquota unica può in linea di principio riuscire a ottenerla, dal momento che uno sconto fiscale di importo fisso pesa relativamente di più su un reddito basso che su uno più alto. Con deduzioni di importo sufficientemente elevato, il sistema potrebbe infatti garantire che all’aumentare del reddito il debito di imposta (cioè ciò che è dovuto al fisco) cresca più che proporzionalmente. E cioè che, in gergo tecnico, l’aliquota marginale sia maggiore dell’aliquota media.

In sostanza, progressività non significa solo “far pagare più i ricchi” – obiettivo che in valore assoluto può essere raggiunto perfino da un’imposta regressiva – ma farli pagare relativamente di più.

Tabella 1 – Definizioni delle imposte

Nota: l’aliquota media è data dal rapporto tra il debito di imposta e il reddito lordo. L’aliquota marginale invece è quella applicata su un euro aggiuntivo di reddito.

Rileggendo le parole pronunciate di Martina troviamo una contraddizione. Il ministro dell’Agricoltura esclude in modo categorico la progressività – “aliquota unica ha un solo significato” – ma in realtà, come abbiamo visto, la flat tax può garantirla. Martina ha dunque torto a generalizzare e a escluderla a priori.

Il verdetto

La dichiarazione di Maurizio Martina, per cui la flat tax non sarebbe progressiva in alcun modo, è dunque sbagliata. Il modello “flat rate” può essere progressivo, anche se il grado dipende dal sistema di deduzioni e detrazioni, e può dunque essere determinato solo in presenza di proposte politiche definite. Quindi, le parole del ministro dell’agricoltura sono PARZIALMENTE FALSE.

Ecco come facciamo il fact-checking.

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27 commenti

  1. Maurizio sbrana

    …se non fosse che si verifica sempre che le deduzioni e le detrazioni sono sempre maggiori per le fasce benestanti….

  2. Roberto

    Concordo con quanto scritto però bisogna sottolineare che in Italia quest’aliquota unica deve essere molto più alta rispetto a quella proposta dalla lega se si vuole tenere i conti in ordine ed attuare la giusta progressività con le deduzioni o detrazioni specifiche.

  3. Paolo Palazzi

    Con il ragionamento opposto anche una scala di aliquote progressiva può essere regressiva, con le opportune alte e crescenti deduzioni a favore dei redditi alti!
    Il concetto e la teoria alla base della flat tax sono legati alla sua regressività, altrimenti non avrebbe senso chiamarla flat tax!

  4. Lucio Malfi

    Se vogliamo giocare con le parole facciamolo pure, ma non è un buon servizio alla corretta informazione. La traduzione in italiano di flat tax significa imposta forfettaria o ad aliquota unica e quindi non è progressiva. Se poi si aggiungono deduzioni e detrazioni è vero che si può ugualmente avere una progressività, ma così facendo è come se, di fatto, si fosse introdotta una varietà di aliquote e quindi non è più una flat tax in senso stretto.

    • Lorenzo Borga

      Gentile Lucio, grazie del suo spunto critico. In realtà la letteratura economica accetta il termine “flat tax” come sistema a unica aliquota, anche con deduzioni e detrazioni. Esempio ne è che sia Lega che Forza Italia propongano sistemi a “flat tax” forniti di tagli fiscali.

  5. Se la flat tax può essere progressiva quali sarebbero i vantaggi , allora , nell’adottarla rispetto alla progressività dell’attuale IRPEF ? Ma dai politici fautori viene presentata sic et simpliciter per cui è ovvio che , da una parte , possa essere rigettata da chi la ritiene iniqua , dall’altra , auspicata da chi se ne può avvantaggiare . Inoltre , come messo in rilievo in articoli su questo stesso sito , applicata tal quale si aprirebbe un buco rilevante nel bilancio pubblico. Francamente è solo una boutade elettorale per , come altre volte si è verificato, per stupire gli ingenui .

  6. mario conti

    Molto chiaro, grazie Mr. Borga.
    Ma perchè sviluppare una imposta che potrebbe al limite essere perfino essere regressiva ( marginale inferiore alle media ) per poi ri-correggere il tutto con detrazioni e/o deduzioni ?
    Non sarebbe allora tanto quanto come lasciare una imposta progressiva e amen ?
    Dove starebbe il vantaggio ?
    Meccanismo più chiaro ?
    Calcoli più semplici ?
    Sarebbe opportuno un altro articoletto di chiarimento.
    Non penso di essere il solo a farmi questo tipo di domanda.

    • Lorenzo Borga

      Esatto: la semplicità del meccanismo e di previsione dell’aliquota marginale sono i punti di forza del modello flat rate. Su Lavoce.info trova molti articoli di approfondimento sul tema, glieli consiglio.

      • diana

        Chissà perchè ho qualche dubbio che in Italia si pervenga, nella pratica, a un meccanismo semplice e con facilità di previsione dell’aliquota marginale…

  7. Andrea Reginato

    D’altra parte è la Costituzione stessa, nell’art. 53 comma 2, a prevedere la progressività del sistema tributario italiano.

  8. Celso Saresani

    Che sia possibile rispettare i criteri di progressività in ragione della loro capacità contributiva ( Costituzione, art, 53) sostituendo il metodo delle aliquote crescenti con quello delle deduzioni decrescenti è un’ ovvietà aritmetica: basta conservare il 43 % attuale come aliquota massima ( chiamandola, se proprio piace, ‘flat tax’) e fissare di conseguenza il valore delle deduzioni.
    Ma, non potendo diminuire le imposte per non andare in malora, che senso ha cambiare il meccanismo fiscale?
    Meglio dar retta ai consigli di Einaudi e lasciare le cose come stanno:

    ” Gli amministratori pubblici, coloro i quali, ministri delle finanze o direttori dei grandi servigi fiscali, governano la finanza degli stati contemporanei, debbono difendere accanitamente i sistemi vigenti, che bene o male funzionano e gittano miliardi, contro la mania riformatrice dei dottrinari che, andando in cerca della giustizia e non contenti della giustizia semplice grossa, che è la sola concretamente possibile, vogliono la giustizia perfetta, che è complicata e distrugge dieci per incassare uno”
    Luigi Einaudi jn Miti e paradossi della giustizia tributaria. – Introduzione)

  9. Gabriele Pinto

    Non si capisce bene a cosa si riferisca l’ articolo quando parla di flat tax.
    L’ autore la definisce:
    “Un’imposta sul reddito flat rate…accompagnata da una detrazione o deduzione di entità variabile a seconda delle proposte,”

    Ma questa non e’ piu’ una flat tax, se ci sono deduzioni o detrazioni, l’aliquota EFFETTIVA non e’ piu’ unica.

    Detto in altre parole, un sistema di aliquote nominali a scaglioni puo’ essere eguale ad un sistema ad aliquota fissa accompagnato da deduzioni, cambia la forma ma non la sostanza. La flat tax (quella vera, con aliquota unica e senza deduzioni) non puo’ essere in alcun modo progressiva.

  10. Paolo Palazzi

    Seguendo il ragionamento dell’articolo agendo sulla base imponibile si potrebbe rendere regressiva anche una imposizione basata su aliquote progressive.
    Il problema è che la flat tax, per il suo concetto e per la teoria che l’accompagna, deve essere una tassa regressiva, altrimenti perché chiamarla flat tax?

  11. Fabio Fanucci

    Con l’introduzione di detrazioni e deduzioni commisurate al reddito imponibile si potrebbe anche rendere parzialmente progressivo un sistema con flat tax, ma dubito che si possa raggiungere la stessa progressività di un sistema a scaglioni. Se l’obiettivo della flat tax è la semplificazione e salvaguardare la progressività, non vedo come un sistema di deduzioni e detrazioni anch’ esso semplificato possa mantenere le caratteristiche redistributive. Se d’altra parte si vuole mantenere un livello elevato di progressività, le regole su deduzioni e detrazioni devono essere necessariamente complesse, ma a quel punto a che serve il tutto? Se invece l’obiettivo è quello di semplificare senza curarsi di abbandonare la maggior parte delle caratteristiche progressive e redistributive della tassazione sul reddito, allora la flat tax va benissimo. Consideriamo però che già attualmente in Italia molti redditi (non da lavoro) sono tassati con flat tax. E non sono una parte trascurabile. L’urgenza di ridurre le disuguaglianze sociali non va sottovalutata: l’unica modo per rendere il fisco equo e al contempo garantire l’equilibrio dei conti pubblici è mantenere il sistema progressivo e combattere ferocemente l’evasione.

    • diana

      Concordo: già adesso a redditi di natura diversa corrispondono aliquote differenti non necessariamente progressive (cedola secca affitti, rendite finanziarie ecc.). Chi propone l’aliquota flat al 15-25% a tutti i redditi dovrebbe spiegare se vuole mantenere l’attuale livello di prelievo complessivo (si elimina la no tax area ai redditi bassi?), o se invece pensano di tagliare i fondi a sanità/sicurezza/istruzione, o altro ancora. Dovrebbero anche saper spiegare in poche parole perché dovrebbe diventare più semplice del sistema attuale…

  12. Robo

    Dottor Borga, a parte la questione che lei ha chiarito esistono motivazioni a favore di una flat tax agendo sulle deduzioni piuttosto che mantenere una progressività nella tassazione? Da ignorante mi verrebbe da pensare che la semplificazione da una parte verrebbe compensata dalla necessità di articolare le deduzioni. Mi parrebbe anche che, per mantenere una certa giustizia fiscale con una flat tax, bisognerebbe pensare addirittura ad una tassazione negativa su certi livelli di introiti. Almeno credo. Grazie e saluti

    • Lorenzo Borga

      Certo, non a caso nella proposta di Friedman un’unica aliquota era accompagnata da un sussidio anti-povertà per chi si trova al di sotto della soglia di deduzione. Per approfondire una proposta articolata di flat tax, le consiglio quella dell’Istituto Bruno Leoni (che anche Lavoce ha commentato più e più volte).

  13. Federico

    Tutto vero, la flat tax puó anche assicurare progressività per i redditi minori, grazie appunto al sistema di detrazioni e deduzioni. Peccato si dimentichi di far cenno che oggi l’imposta applicata sui redditi maggiori sia, giá nello scaglione irpef 28.000€-35.000€, del 38%, e per i redditi ancora maggiori il 43%. Se vogliamo quindi intendere la flat tax come un’imposta progressiva possiamo confermarlo solo nei termini dei redditi medio-bassi o comunque per coloro che si intendono incapienti. É inutile filosofeggiare riguardo alla progressività o meno dell’imposta; è forse meglio ragionare su come coprire i mancati introiti derivanti dal minor incasso di imposta dai redditi maggiori che, anziche versare l’aliquota del 38/40/43 %, verseranno appunto la percentuale indicata dalla flat tax, ovvero il 20 o 25% (dipende da quale aliquota si voglia adottare). Quindi quali coperture? Iva al 25%? Chi sarebbero quindi realmente i beneficiari della flat tax? Mi pare scontato per chi abbia un minimo di senno

  14. Al di là della sterile questione se la flat-tax può essere progressiva bisogna capire la ratio di un tale provvedimento, è chiaro che un proposta del genere tende a ridurre le tasse ( altrimenti tanto varrebbe lasciare l’attuale) indi significa meno introiti per lo Stato che già fa fatica per colpa della elusione/ evasione anche delle aziende multinazionali.Quindi questo significa smagrimento per lo Stato e quindi minor spesa sociale, così le classi a reddito più basso pur pagando forse meno tasse avrebbero ancora meno in servizi. Quali sarebbero i benefici ? Il famoso trickle-down che non mi risulta abbia funzionato o la speranza ( illusoria) che meno tasse significhi meno evasione, no è che i ricchi vogliono essere più ricche e avidi e il sitema non funziona perchè l’economia si blocca , occhio al monito di Polanyi ” Nessuna classe che difenda rozzamente soltanto i suoi interessi può mantenersi al potere”.

  15. Vado volentieri e volutamente fuori tema, per proporre sommessamente di aggiornare il proprio linguaggio a chi espone in pubblico il proprio pensiero (Martina). Il confronto notai/operai – al di là della facilissima presa – non ha senso oramai da anni ed anni. In Italia, meno degli operai (e con tutele inferiori) guadagnano i veterinari e gli psicologi (€ 20.000 anno), i geometri e gli architetti (€ 21.000 anno). I dati sono quelli delle dichiarazioni 2015 diffusi dal ministero dell’Economia e delle finanze.

  16. Ettore

    Tecnicamente e’vero che anche la flat tax puo’essere progressiva e rispettare l’articolo 53 della Costituzione,ma qualcuno mi deve spiegare perche’questo sistema non esiste neanche negli Usa,il paese piu’liberista del mondo,ove le aliquote sul reddito sono 2! Inoltre,se l’intento e’quello di semplificare,per realizzare la progressivita,’occorrerebbe strutturare un sistema di deduzioni e detrazioni che,probabilmente, renderebbe il sistema fiscale piu’complicato di quello attuale! Inoltre,avremmo perdite rilevanti di gettito tributario che aumenterebbero deficit e debito pubblico!

    • Henri Schmit

      Sono rimaste 7 aliquote per 7 scaglioni. La riforma ha solo leggermente abbassato le aliquote. Ieri notte il giornalista Arditti ha raccontato la stessa fake information su Rainews24. Fa ovviamente comodo crederci a chi ci vorrebbe far accettare la (fantasmagorica) flat tax italiana.

  17. Giuseppe Crocetta

    Il problema della flat tax in Italia è il tabù della progressività reclamata dalla carta costituzionale. Auspico che con l’ampliarsi del dibattito si possa addivenire a proposte di effettiva semplificazione, quale la flat tax consente, prevedendo una unica aliquota bassa con una no tax area, e le eliminazione di deduzioni e detrazioni, ad eccezione di limitate situazioni particolari, al fine di ridurre le possibilità di elusione, semplificare i criteri di determinazione dell’imposta e di consentire una piu efficace individuaziine dei fenomeni evasivi.

  18. Henri Schmit

    Con tutto il rispetto per il lavoro spesso interessante, questo fact checking rischia di diventare misleading, anzi fake: una progressività minima creata da deduzioni (forfait o variabili) NON È VERA progressività. È il solito giocchetto italiano, fatta la legge (costituzionale), trovato l’inganno. Sono allibito dalla piega che sta prendendo il dibattito sulla flat tax fra gente presunta seria. Il culmine del grottesco è raggiunto quando si tiene conto dell’aumento epocale delle disuguaglianze del reddito personale.

    • Lorenzo Borga

      Gentile Henri, perché no? Se la progressività è far aumentare il debito d’imposta in modo più che proporzionale all’aumentare della base imponibile, anche la flat tax riesce nell’intento, seppur in forma minore. Quale altrimenti sarebbe la definizione di progressività?

      • Henri Schmit

        La progressività è “fasulla” se produce una curva che tende ad appiattirsi “troppo presto”. La mia è una critica valoriale ad un argomento matematicamente incontestabile. Il concetto di “giustizia” (fiscale) è valoriale, la matematica è solo un aiuto. La scelta è fra progressività solo formale o “giusta” progressività. In questo secondo senso, soggettivo ma indispensabile per non svuotare il concetto, ha ragione il presunto ignorante ministro.

  19. Henri Schmit

    Gentilissimo Lorenzo Borga, il concetto difeso forse maldestramente nei miei commenti mi sembra formulato con precisione da Simone Pellegrino in un articolo del 29 maggio. Mi riferisco in particolare ai grafici 3 e 4. Parole come proporzionalità e progressività non hanno un senso definito se non in qualche modo precisato. Esiste la progressività perfetta e costante fra due serie di numeri; la linea grafica di tale progressione è una retta che taglia il diagramma cartesiano in diagonale. Sbaglio? Esagero?

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